Archivi categoria: recensione

Alfredo Rienzi su “Zero al quoto”

La scrittura di Fabrizio Bregoli giunge in questo prezioso testimone della poesia contemporanea, dal titolo dominante e illuminante, ad una espressione stilistica prettamente personale.

La modernità di questa parola si muove su, almeno, un doppio binario.

Il primo è percorso dalla forza caratterizzante di una lingua ricercata e raffinata, non di sperimentazione ma di resistenza, che esclude la mera esibizione di se stessa, il compiacimento, ma che è maneggiata in funzione della fluidità del verso e della chiarezza del dettato: richiede attenzione al lettore, che sa legare a sé per la compiutezza dei componimenti, delle storie narrate, della visione del mondo che si spande tra esse, tra la forza di una umanità cercata e la ruggine del dubbio irrisolto.

Sull’altro binario corre la spietatezza dell’osservatore puro, in cui l’io poetico si fa da parte, mentre le terze persone e il mondo osservato si fanno protagonisti.

Un’ultima sezione, metapoetica, evocante uno dei padri del Novecento poetico italiano, Vittorio Sereni, conferisce ulteriore solidità letteraria all’opera.

Alfredo Rienzi

Settembre 2019

(Dalla motivazione per la segnalazione di “Zero al quoto” al Premio Metropoli di Torino, 2019)

Lascia un commento

Archiviato in Alfredo Rienzi, Fabrizio Bregoli, Poesia, puntoacapo, recensione, Uncategorized, Zero al quoto, zeroalquoto

Angela Greco su “Zero al quoto”

Per chi si fosse perso la recensione di Angela Greco su “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018) uscita quest’estate sul blog “Il sasso nello stagno” segnalo che la recensione è disponibile anche sul sito literary.it.

Ecco entrambi i link per gli interessati.

http://www.literary.it/dati/literary/g/greco_angela/zero_al_quot-.html

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2019/08/05/zero-al-quoto-di-fabrizio-bregoli-letto-da-angela-greco/

Ringraziamo ancora Angela Greco per l’attenzione dimostrata e i siti che hanno ospitato la nota di lettura.

Lascia un commento

Archiviato in Angela Greco, Fabrizio Bregoli, letteratura, literary.it, Poesia, poetry, puntoacapo, recensione, Uncategorized, Zero al quoto, zeroalquoto

Raffaele Piazza su “Il senso della neve”

Troverete sul blog Poetrydream di Antonio Spagnuolo e sul sito literary.it la nota di lettura di Raffaele Piazza su “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016).

Ringraziamo il recensore per l’attenzione e la puntualità dell’analisi e i siti per avere ospitato la nota di lettura.

http://www.literary.it/dati/literary/p/piazza/il_senso_della_neve.html

http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/2019/11/segnalazione-volumi-fabrizio-bregoli.html

Lascia un commento

Archiviato in Il senso della neve, literary.it, Poesia, poetry, Poetrydream, puntoacapo, Raffaele Piazza, recensione

“La lingua visitata dalla neve” di Stefano Guglielmin

Oggi su Laboratori Poesia la nota di lettura all’ultimo saggio di Stefano Guglielmin dal titolo “La lingua visitata dalla neve” (Aracne, 2019) sullo “scrivere poesia oggi”.

http://www.laboratoripoesia.it/la-lingua-visitata-dalla-neve-stefano-guglielmin/

Il nuovo libro di Stefano Guglielmin, come dichiarato dallo stesso autore nell’introduzione al lavoro, è frutto della frequentazione e dello studio approfondito della poesia (vissuto sia nell’accezione critica sia nella scrittura in prima persona) condotto da più di quaranta anni sul campo, con il confronto diretto e continuativo con autori e critici (lo testimoniano anche i molti riferimenti a corrispondenze private che vengono citate nel testo),  e arricchito dall’esperienza del blog “Blanc de ta nuque”, punto privilegiato di ricognizione della poesia contemporanea sul web e, negli anni ancora più recenti, sui social network.  […]

Colpisce in particolare l’idea, che emerge fin dall’introduzione, della poesia come di uno spazio comune e condiviso, “organo di un corpo collettivo e impersonale”, che Guglielmin intende esplorare senza pregiudizi di sorta, con la consapevolezza che ogni autore, anche il più importante, è una voce singola che vi contribuisce senza però compiutamente poterlo rappresentare, se non come singolarità che trova la sua ragione nella complessità dell’insieme: insomma poesia come, mutuando un termine informatico, “sistema open source”, patrimonio comune di codici e contenuti a cui ciascuno può contribuire con le sue “compilazioni-riscritture” o “librerie” di contenuti e di stili, soggette anch’esse a continua revisione in un processo evolutivo mai lineare. […]

Riassume bene l’idea di Guglielmin in merito alla poesia questo passaggio cruciale a pag.365: “Compito preliminare del poeta, la cui natura di ricercatore è intrinseca alla sua stessa essenza nomadica e pionieristica, è definire la propria area d’intervento, alla quale egli si dedicherà per un certo tempo o per sempre, scegliendo strumenti e metodi d’indagine e d’azione che riterrà più opportuni, consapevole che l’oggetto, intrigante e intricato, è comunque sempre il linguaggio nei suoi elementi”, il cui combinato disposto con la dichiarazione, più volte sottolineata, sulla missione del poeta a contrasto della società omologante a tutti i livelli, ivi compreso quello del linguaggio, che va ricostruito, dà bene il segno dell’impostazione critica che permea il libro. […]

Continua…

Il testo completo della recensione su Laboratori Poesia

http://www.laboratoripoesia.it/la-lingua-visitata-dalla-neve-stefano-guglielmin/

Lascia un commento

Archiviato in Laboratori Poesia, letteratura, Poesia, poetry, recensione, Stefano Guglielmin, Uncategorized

Recensione di “A margine” di Ivan Fedeli (Ladolfi Editore, 2019)

Oggi su LaRecherche.it la recensione all’ottimo nuovo libro di Ivan Fedeli, dal titolo A margine (Giuliano Ladolfi Editore, 2019).
Una grande gioia poter scrivere questa nota di lettura.

Confrontarsi con la poesia di Ivan Fedeli significa entrare in un mondo tutto suo, fortemente connotato sia a livello tematico sia a livello stilistico, che lo rendono inequivocabilmente identificabile, segno di un percorso poetico di grande coerenza, applicazione, autenticità della scrittura.  […]

Questo nuovo Fedeli allora è capace di affascinarci con la rappresentazione, a tratti ironica a tratti malinconica, della nuova “fauna” da social network, “la nostra solitudine di massa” in cerca di una propria “appartenenza”, fosse anche semplicemente la raccolta dei like per il post di una torta fatta in casa, innestando nella sua poesia una nuova pregnanza e concretezza che va ad intercettare questa nuova istanza della contemporaneità. Insieme a questo troviamo però anche ambientazioni più crepuscolari (nell’accezione nobile del termine) ed elegiache, come nella sezione “Il mare dei poveri”, un mare d’inverno con “il suo onore da bassa stagione”, in cui si affiancano alla desolazione del paesaggio (“lattine di Fanta”, “bottiglie in plastica”, “mozziconi”) quei piccoli gesti d’amore dei protagonisti, che diventano il rimedio per porre un argine al tempo, alla sua mola onnivora, perché “così si protegge il mondo”.  [..]

Di particolare pregio e forte impatto emotivo è, in particolare, la sezione “La copertina rossa”, dedicata al figlio Riccardo, “figlio / del mondo figlio mio”, che sta imparando a scrivere e che deve quindi familiarizzarsi con le regole dell’ortografia e della grammatica: ne nasce una riflessione profonda, mai banale, sul ruolo del linguaggio, la sua capacità di farsi interprete dell’uomo e del mondo. È anche una dichiarazione di poetica che Fedeli ci porge, una visione della scrittura come mezzo per esprimere l’autenticità, indagare il mondo con consapevolezza etica: “Scrivere è poi vivere si sa”, “l’idea / che un mondo intero stia in un foglio / di carta”, “Scrivi ciò che vedi così ti dicono / quasi ci fosse nel vedere un senso / compiuto”. […]

La nota di lettura completa su Larecherche.it

Lascia un commento

Archiviato in Fabrizio Bregoli, Ivan Fedeli, Poesia, poetry, recensione, Uncategorized

Fabrizio Bregoli sull’ultimo libro di Marco Bellini

Il blog “Compitu re vivi” di Sebastiano Aglieco ospita la mia nota di lettura a “La distanza delle orme” (La Vita Felice, 2015) di Marco Bellini, con una selezione di testi.
Libro interessante sia per la qualità e l’originalità delle poesie sia per la scelta di una nuova modalità di fruizione multimediale dei testi con la formula libro+CD con extra-contenuti.
Ringrazio per la disponibilità il blog e vi auguro buona lettura!

Compitu Re Vivi

Marco Bellini,  La distanza delle orme (La Vita felice, 2015)

Il primo elemento che merita riferire parlando di questo ultimo (ad oggi) lavoro edito di Marco Bellini è la forma peculiare in cui si propone. Al tradizionale libro in formato cartaceo è allegato un CD che contiene, per numerose poesie, oltre alla versione in formato elettronico del testo in cartaceo, contenuti ulteriori a cui è possibile accedere da PC cliccando sul simbolo @, riportato anche nel formato cartaceo sui punti di interesse. In questo modo si accede a un testo aggiuntivo, a versi ulteriori, che si aggiungono e completano quelli originari, ponendosi come una sorta di seconda voce o controcanto o commento fuori campo rispetto alla voce poetica principale. Il lettore può così leggere due versioni del libro in colloquio fra loro o, se preferite, tutte le combinazioni (matematicamente parlando) possibili, se decide di scegliere solo una parte dei contenuti…

View original post 1.781 altre parole

Lascia un commento

Archiviato in Compitu re vivi, La Vita Felice, letteratura, Marco Bellini, Poesia, poetry, recensione, Sebastiano Aglieco, Uncategorized

T9 LE PAROLE INCOMPLETE – Paolo Gera: Commento e lettura dei testi da “La distanza delle orme @” di Marco Bellini

Uno splendido intervento di Paolo Gera sulla poesia di Marco Bellini.
Sul blog di poesia Carte Sensibili

CARTESENSIBILI

thingvellir-parco nazionale islanda

.

Contro l’urgenza della novità, dell’appena uscito, della prima fila a ogni costo, ho recuperato un libro pubblicato addirittura quattro anni fa…Il titolo, significativo, è “La distanza delle orme @” e l’autore si chiama Marco Bellini. È una raccolta di poesia che argomenta su distanze remote e su uno scarto minimo tra passo e passo, che diventa però incommensurabile se proiettato sulla linea del tempo. È bello poterne parlare in questi giorni di ricerche istantanee, di notizie smentite appena nate e di sveltine al governo. Questo, si sa, è il tempo della pesantezza invasiva dei profili, di chi fa la voce grossa per farsi seguire da milioni di smarriti: si segue il volto beffardo di chi ci incanta e non ci si accorge che quello ammiccando non va avanti, ma rincula. Se si vuole procedere seguendo qualcuno che conosce la strada è gioco forza non vederne…

View original post 1.335 altre parole

Lascia un commento

Archiviato in letteratura, Marco Bellini, Paolo Gera, Poesia, poetry, recensione, Uncategorized