Poesia a confronto: L’amore coniugale

Ventiquattresimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è L’amore coniugale, con il confronto fra poesie di Saba, Celan, Transtromer, Montale.

In questo numero della rubrica mettiamo a confronto come l’amore di coppia è stato celebrato e indagato in poesia da autori dalle sensibilità molto diverse.

Iniziamo con Saba che alla moglie dedica una poesia in cui viene paragonata a diversi animali: “pollastra”, “coniglia”, “giovenca”, “formica”, “cagna”, “rondine”, istituendo similitudini fra le virtù della moglie e le caratteristiche di questi animali. Alcune di queste similitudini potrebbero anche suonare irriverenti o insolite nel contesto di certa poesia d’amore più tradizionale (pensiamo a “pollastra”, “cagna”, “coniglia” ad esempio); Saba ha voluto scrivere una poesia d’amore – è lui a dirlo – come se ne fosse un bambino l’autore, tutta semplicità e immediatezza, una poesia onesta: ciò che conta è sottolineare l’insostituibilità della donna amata, simile “a le femmine di tutti / i sereni animali / che avvicinano a Dio;”, una donna unica che non può essere “nessun’altra donna.”

Di tutt’altra impostazione e stile la poesia di Celan, ricca di simbologia, ellittica, con prevalenza di forme nominali e paratattiche. Il tema affrontato è appunto la scelta del matrimonio con la donna amata, ma tutto è trasfigurato, rappresentato nella forma di una sensualità criptata (“dormiamo come vino nelle conchiglie”, “il raggio sanguigno della luna”), tutta da decifrare, tipica delle “cose oscure” in cui “la bocca fa profezia”. È il “tempo” della scelta a imporsi: la coppia può annunciarsi pubblicamente (“dalla strada ci guardano”), unirsi nel sacro vincolo per continuare insieme la strada tracciata nonostante tutte le vicende tragiche che l’hanno colpita (“la pietra accetti di fiorire”), sapendo che la vita è sempre equilibrio precario fra “papavero e memoria”, oblio e ricordo.

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http://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-lamore-coniugale

PAUL CELAN

(Da “Mohn und Gedaechtnis” (Papavero e memoria) – 1952)

CORONA

L’autunno mi bruca dalla mano la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli apprendiamo a camminare:
lui ritorna nel guscio.

Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia.

Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.

Noi stiamo allacciati alla finestra, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
E’ tempo che la pietra accetti di fiorire,
che l’affanno abbia un cuore che batte.
E’ tempo che sia tempo.

E’ tempo.

(traduzione di Giuseppe Bevilacqua in “Paul Celan – I Meridiani, Mondadori”)

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Sergio Gallo su “Zero al quoto”

Il blog “Punto – Almanacco di poesia” ripropone la nota di lettura scritta da Sergio Gallo su “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018).

Dice Sergio Gallo:

“Normale che il dirompente effetto sorpresa e di novità de Il senso della neve, libro pluripremiato e meritatamente fortunato, sia un po’ diminuito nella nuova raccolta di Fabrizio Bregoli, Zero al quoto, che tutto sommato però conferma le (alte) qualità della raccolta precedente, cercando in parte di variare tematiche e scelte linguistiche e di mettere a fuoco nuove e vecchie intuizioni poetiche. Una raccolta che pare più omogenea (meno dispersiva) e addirittura più ambiziosa.

Cala un po’ anche la magia che nella prima raccolta era creata dall’accorpamento di tre diversi registri linguistici: quello colto (letterario), quello piano (quotidiano o più descrittivo) e quello tecnico-scientifico. In Zero al quoto, gli stessi registri sono spesso lasciati a singole poesie che mostrano ora un linguaggio colto, ora quello descrittivo, ora quello tecnico scientifico, con una maggiore perizia versificatoria (labor limae) che rende lo stile “Bregoli” ormai peculiare, riconoscibile e soprattutto indispensabile.”

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Per leggere alcuni testi tratti da Zero al quoto accedere al link.

Intervista a Fabrizio Bregoli

Raffaela Fazio mi mette “sotto torchio” con le sue domande su vita, poesia, scrittura: non è stato semplice ipotizzare delle risposte, è stata l’occasione per indagarsi, mettersi in gioco e a fuoco, fare il punto.
Considerazioni personali, di certo imperfette.
Fondamentale è stato il dialogo, il confronto reciproco in cui mi auguro che il lettore possa entrare con la sua lettura, il suo contributo.
Grazie di cuore a Raffaela Fazio e al blog “La Poesia e lo spirito”, con tutta la sua redazione attenta e preparata.

“La poesia è l’esercizio con cui cerchiamo di dare una misura al tempo, riportarlo in un insieme di coordinate praticabili, apporvi la nostra firma come se si trattasse di un testamento olografo con l’insidia costante di scriverne un apocrifo.”

La poesia e lo spirito

Per farti parlare della tua idea di poesia, ho scelto alcuni versi contenuti nell’ultima raccolta che hai pubblicato, “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Mi piacerebbe che tu partissi da questi, tratti da tre poesie del libro: “Io invece preferisco la poesia,/ la scienza bellicosa del disarmo./ Quel suo sparare a salve/ per non fallire un colpo”. E ancora: “Sovvertire gli assiomi, curvare/ e avvicinare i mondi: in fondo, a questo/ serve la poesia”. Infine: “La poesia non cambia nulla/ è il nulla che la cambia. La fa possibile”.

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Associazione Culturale Milanocosa

Dal 2018, con orgoglio, figuro fra i soci dell’associazione culturale Milanocosa che “è un’associazione culturale senza fini di lucro, che intende svolgere un’attività di promozione della cultura, secondo criteri di ricerca interdisciplinare. Il fine generale è quello di favorire la circolazione e il confronto fra linguaggi, ambiti e saperi diversi, spesso vicini ma separati e non comunicanti tra loro, se non attraverso l’acqua del male e normale affare dello scambio delle merci e del lavoro, come tanti acquari affiancati e impilati in un negozio di animali esotici.” (dal sito dell’associazione culturale al link http://www.milanocosa.it/chi-siamo)

Potete visitare la mia pagina personale con una selezione di poesie al seguente link:

Fabrizio Bregoli

Fra le molte iniziative dell’associazione culturale c’è la rubrica, con cadenza quindicinale, Anticipazioni, dove vengono presentati alcuni inediti delle voci poetiche contemporanee più significative . Questa settimana è la volta di Lina Salvi che invito a leggere e commentare.

Anticipazioni sul sito Milanocosa

Troverete molti altri articoli che speriamo siano di interesse.

Buona lettura!

Poesia a confronto: Estate

Ventitreesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Estate, con il confronto fra poesie di Rimbaud, D’Annunzio, Machado, Trakl.

Il naturale avvicendarsi delle stagioni è da sempre tema della poesia; qui lo affrontiamo con riferimento specifico alla stagione appena iniziata: l’estate.

Nella meravigliosa poesia di Rimbaud sembra di avvertire, leggendo i versi, tutta la sensorialità delle immagini che vi sono riportate: il blu vivo delle sere d’estate, l’erba fresca e minuta, il grano che punzecchia la pelle, il vento che scorre sulla nuca. Assistiamo a un’immersione e a una fusione totale dell’uomo con l’infinito, riscoperto attraverso la simbiosi con la natura, in tutta la sua sensualità, incontaminata e carnale.

Sulla stessa frequenza d’onda si muove anche la poesia di D’Annunzio dove l’estate viene personificata in una donna, in fuga nella pineta e nel “bosco degli ulivi” verso la spiaggia, in una corsa forsennata che vede partecipi tutti gli elementi naturali, che ne invocano il nome perché avvenga il prodigio, atteso e costruito di verso in verso, fino alla caduta rovinosa “tra le sabbie e l’acqua”, dove finalmente l’estate appare nella sua evidenza di “immensa nudità”. È il miracolo dell’estate alcionia: apparizione che sorprende, ammutolisce.

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http://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-estate

ARTHUR RIMBAUD

(Da “Poésies” – 1870)

SENSATION

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,

picoté par le blés, fouler l’herbe menue:

reveur, j’en sentirai la fraicheur à mes pieds.

Je lasserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:

mais l’amouor infini me montera dans l’ame,

Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,

Par la Nature, – heureux comme avec un femme.

SENSAZIONE

Nelle sere blu dell’estate, andrò lungo i sentieri,

punzecchiato dal frumento, a calpestare l’erba appena nata:

in sogno, ne sentirò tutta la freschezza ai piedi.

Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.

Non parlerò più, non penserò più a nulla:

ma l’amore infinito mi salirà nell’anima

e andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro

nella Natura – felice come con una donna.

(traduzione di Fabrizio Bregoli)

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

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Marco Bellini, LA COMPLICITÀ DEL PLURALE

Una splendida recensione del maestro Piero Marelli che conferma il suo grande spirito critico, la sensibilità della lettura unita alla vastità dei riferimenti letterari e culturali, la concretezza dell’analisi. Un ottimo libro, che speriamo sia da molti letto e doverosamente apprezzato.

incroci on line

Marco Bellini, LA COMPLICITÀ DEL PLURALE

LietoColle Editore, Faloppio (Co) 2020

 

di Piero Marelli

Ogni lettore possiede il diritto di rifiutare o accogliere l’opera di un autore e quindi la prima domanda che si è presentata, leggendo l’ultimo libro di Marco Bellini, La complicità del plurale, è stata quella di verificare la tenuta di questo libro nel panorama poetico contemporaneo, perché la sua scrittura ha immediatamente imposto una riflessione: avanguardia o restaurazione, apocalittico o integrato, come direbbe Eco, o non piuttosto una rigorosa riproposta moderna (e, grazie a Dio, non post-moderna), di una scrittura che chiede, prima di tutto, un giudizio di valore, naturalmente non disgiunto da una tenuta letteraria, che ritrova qui, dentro la tradizione lombarda di alta moralità e risparmio lirico, una propria ragione rinnovata e rinnovabile.

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Marco Bellini su Poeti Oggi

Con questo suo nuovo libro Marco Bellini ci mette di fronte al tema della perdita con un linguaggio sobrio e intenso dal punto di vista emotivo; il testo si condensa, punta alla sostanza per esporre la ferita, sapendo che il distacco da chi ci è caro, dalle nostri radici genitoriali, è una frattura che tutti dobbiamo vivere, complicità che ci accomuna tutti come uomini, ci rende plurali.
Un ottimo libro che consiglio di leggere a tutti gli amici.

Antologie di Transiti Poetici – Volume XI

Le Antologie Poetiche Virtuali Transiti Poetici sono curate da Giuseppe Vetromile. Ogni Volume comprende 10 Autori, liberamente selezionati ed invitati dal curatore. Sono previsti inoltre alcuni volumi dedicati a particolari ambiti poetici o temi (poesia emergente, poesia dialettale, ecc.). Le copertine sono elaborate e realizzate da Ksenja Laginja.

Nell’ultima antologia – Volume XI – potete trovare anche una selezione di miei testi tratti dalle due pubblicazioni più recenti: Zero al quoto (puntoacapo, 2018) e Notizie da Patmos (La Vita Felice, 2019).

Scrive Giuseppe Vetromile sulla mia poesia:

Ardire un passo in più“: una finestra che si spalanca a poco a poco su un mondo regolato come un meccanismo perfetto da leggi che sono fuori di noi; l’intendere che c’è comunque un qualcosa di inafferrabile e di indicibile che convive con queste regole, ed è capacità dell’uomo svincolarsene, rendendosi conto, come Piero nel brano che segue, che siamo avulsi dalla natura che procede, che siamo accanto e oltre nello stesso tempo. Fabrizio Bregoli, poeta eccelso, sa dire tutto questo con un dettato intelligente, ricco di metafore, saldo e convincente.

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“Betulle danzanti” di Glen Sorestad – nota di lettura di Rita Bompadre

Ospitiamo nel nostro blog la nota di lettura scritta da Rita Bompadre sul libro “Betulle danzanti” di Glen Sorestad (Impremix Edizioni, 2020).

Betulle danzanti” – Poesie scelte di Glen Sorestad – traduzione di Angela D’Ambra (Impremix Edizioni, 2020) è un riconoscimento all’esemplarità del mondo naturale, una cartolina d’autore in cui ogni paesaggio dell’anima è una rappresentazione pittorica dipinta sulla carta, un’istantanea immanente della forza generatrice e della realtà sensibile. I versi, mescolati ai colori raffigurati, lusingano la bellezza assoluta della natura, le immagini la raccontano come una passeggiata letteraria intorno ai luoghi amati e vissuti dal poeta in Canada. Il poeta frequenta il misticismo poetico con la prosa simbolica del verso libero, allungato, sa assorbire le sensazioni esterne e coinvolgere l’intimità dell’ispirazione, includendo lo spazio esteso di ogni inclinazione per la partecipazione profonda e solidale alla vita. Leggere Glen Sorestad è immergersi nel romanticismo dell’universo, ad equilibrio e valutazione di tutti gli eventi e delle reazioni emotive dell’uomo e del suo peregrinare. Il poeta riceve accoglienza dagli scenari circostanti, respira la gentilezza di ogni alito di vento, ristabilisce i cambiamenti delle stagioni, nutre il mantenimento dei ricordi. Il vincolo vitale, l’affinità simbiotica con lo spirito comunitario sono i legami enfatizzati nella sua poesia, nell’atmosfera comune e popolare di ogni libera condivisione. Un’efficace interpretazione dello spirito e della materia in relazione ai principi perenni che abitiamo e rispettiamo. Il poeta osserva i dettagli del mondo, nell’identità delle sue esperienze di vita, è profeta alla ricerca di risposte sensibili. L’estatica armonia con l’essenza fenomenica accorda un’autobiografia interiore, diffonde una visione sconfinata di infinite prospettive, una poetica panteistica dell’energia vitale. La capacità estetica dell’autore è la premurosa intuizione dello stupore, l’incantevole fiducia nell’evocare territori suggestivi, attraverso la mediazione illuminata della comprensione. Glen Sorestad è un autore contemplativo, assorto nella “danzante” volontà di vivere e nella disponibilità nobile della percezione  emotiva. Il poeta esplora, ascolta e analizza per ospitare e comunicare ogni riflessione sostenendo il personale sollievo rigenerante, destinandolo all’esuberanza dell’umanità. La conservazione cortese dell’elegia, sussurata ed indulgente, rivela nuovi orizzonti linguistici, esprime la commozione necessaria nella descrizione delicata di ogni piccola cosa, di un pensiero, di un gesto, di un istante che meritano di comporre il miracolo della poesia. Ne è esatta coincidenza l’omaggio lirico al poeta Walt Whitman che scriveva: “…la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre – Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita? Risposta: Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso.”

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

(Pubblicato su concessione e autorizzazione dell’autrice)

Per ulteriori informazioni sul libro, rimandiamo al sito dell’editore

Per un’anteprima di alcune pagine del libro accedere al link

“Note di lettura” di Claudia Piccinno

Note di lettura” (Il cuscino di stelle, 2020) di Claudia Piccinno raccoglie le più recenti note di lettura, recensioni, prefazioni scritte dall’autrice su alcuni libri di autori frequentati, negli ultimi anni, con passione e impegno da Claudia Piccinno: sillogi poetiche, romanzi, raccolte di fiabe, saggi.

Il libro sarà disponibile nelle librerie e sui principali store on line dal 29/07/2020. L’autrice ne parla in questi termini nella presentazione:

Dalla pagina Facebook di Claudia Piccinno su gentile concessione dell’autrice (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10219338822353664&set=pcb.10219338825433741&type=3&theater)

Fra i vari contributi troverete anche una nota di lettura a “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019), per la quale ringraziamo l’autrice.

Parte del contributo era già apparso sul blog nell’articolo Claudia Piccinno su Notizie da Patmos.

Per leggere alcune poesie tratte da “Notizie da Patmos” accedere al seguente link