Poesia a confronto: La poesia visiva

Ottantottesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è La poesia visiva con il confronto fra poesie di Marinetti, Apollinaire, Niccolai, Luzi.

La poesia visiva, qui intesa come combinazione di poesia e immagini per offrire una nuova forma di fruizione della parola poetica, appartiene a un campo di ricerca che ha avuto la sua esemplificazione più significativa a partire dalle avanguardie storiche del secolo scorso, per essere ripresa da neoavanguardie e poesia di ricerca più recente.

Partiamo infatti da una prima testimonianza che è riconducibile all’esperienza delle parole in libertà, mantra del Futurismo, qui rappresentato dal suo fondatore: Filippo Tommaso Marinetti. Lettere e numeri, parole e immagini, sfondi colorati e figure geometriche si combinano in modo omogeneo per veicolare una nuova forma espressiva, capace di agire sinestesicamente e subconsciamente sul lettore stimolando sfere percettive che il solo testo poetico non potrebbe toccare.

Il calligramma, componimento poetico che può essere contemporaneamente letto e osservato, è la nuova frontiera sperimentata da Apollinaire: la poesia assume una forma concreta, il significante prende la forma grafica del significato, come per la poesia dedicata alla amata Lou che prende la sembianza del suo volto con tanto di cappello alla moda o come per la Tour Eiffel che impone alle lettere del testo poetico di disporsi secondo la sua ferrea architettura.

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Poesia a confronto: Uccelli

Ottantasettesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Uccelli con il confronto fra poesie di Issa, Baudelaire, Pascoli, A. Porta.

Abbiamo già dedicato precedenti confronti a gabbiani e a upupe; apriamo ora la prospettiva per analizzare una selezione di testi che riguardano l’intera classe animale degli uccelli.

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Baudelaire ci porta come ambientazione sul ponte di una nave, in un ambiente marino che ha come protagonista l’albatro, uccello maestoso quando libero e altrettanto goffo e ridicolo quando viene catturato dall’uomo. Fatto oggetto di scherno dall’equipaggio per la sua incapacità di adattarsi all’ambiente ostile che gli impone l’uomo, l’albatro, in una similitudine esplicitata nella quartina finale della composizione, diventa il traslato del poeta in esilio fra gli uomini, perché la sua eccezionalità, le sue ali di gigante, gli impediscono di muoversi tra gli altri, di adeguarsi passivamente alle convenzioni che la società gli impone.

CHARLES BAUDELAIRE

(Da “Les fleurs du mal” – Michel Lévy Frères, Libraires éditeurs, 1868)

L’ALBATROS

Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

À peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

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“Parabole” di Cipriano Gentilino (Nulla Die, 2021)- nota di lettura di Rita Bompadre

Oggi ospitiamo una nuova nota di lettura scritta da Rita Bompadre che riportiamo di seguito.

Copertina del libro presente sul sito dell’editore, Nulla Die, 2021, http://nulladie.com/it/catalogo/513-cipriano-gentilino-parabole-9788869154263.html

Parabole” di Cipriano Gentilino (Nulladie Edizioni, 2021) è un libro intenso, consegnato al lettore in nome della sincera e sensibile relazione con l’osservazione esistenziale della vita, esposto alla sostanza interiore e riflessiva della poesia, congiunto al significato dell’esperienza emotiva, concepito nel doloroso senso di esclusione affettiva, nel malessere dell’uomo, nello svolgimento logorato e inadeguato degli episodi dell’inquietudine, nell’elemento individuale del tormento e  delle difficoltà quotidiane. I versi compongono un contenuto evocativo, complicato e tortuoso, distendono profondità simboliche e dimensioni espressive, trasformando la condizione delicata e fragile del mondo descritto, dichiaratamente estromesso e abbandonato, in inesauribile resistenza sensibile e opponendo alla desolazione della solitudine il conforto spirituale della poesia. “Parabole” vuole illuminare la nuda verità della realtà emarginata ed esporre attraverso l’elaborazione elegiaca di una dottrina etica e devota alla religiosità nell’anima, il valore riabilitativo delle parole, avvicinando la tenacia persuasiva delle immagini al dono dell’ispirazione umana, alla profezia pagana del messaggio emblematico nell’attenzione premurosa e responsabile dello strumento versatile della consistenza, schietta e assoluta, dell’inchiostro. La poesia rivela il suono incomunicabile del silenzio, spiega il conflitto con il percorso psicoanalitico delle similitudini, interpreta l’oscurità del cuore, commenta la supplica universale con la lusinga della speranza, contrastando la prigione della disperazione. Cipriano Gentilino è testimone dei disturbi eccentrici del tempo e riesce a cogliere l’aspettativa della quiete, a sostenere le dinamiche erranti delle sofferenze, a dipingere l’incantesimo lacerato dei sentimenti, avvolto nel respiro di un sorriso. Affida al riflesso dei versi la desolazione, l’amore e la follia di ogni vissuto, spezza le ferite di ogni istintiva e inconscia illusione, solleva l’ombra celata della coscienza, eleva l’esistenza all’incoraggiamento del ritorno, eludendo l’isolamento della segregazione, il profilo discriminatorio degli orizzonti lirici tra il bene e il male. Il poeta associa uno stile struggente e malinconico con la trasparenza delle destinazioni della natura, consacra l’irrequietezza nella lucidità dell’espressione, giunge alla soglia libera e disincantata dell’ebbrezza inebriante di ogni perdizione, attraversa la cifra estetica dell’intima inclinazione umana, donandole l’essenza della cura. Cipriano Gentilino conosce il casto e devoto pudore del limite, oltrepassa il carattere speculativo dell’abisso, esplora la luminosità e lo spettro segreto della mente, accoglie il mistero incisivo e contemplativo della tristezza, alimenta l’incanto delle sensazioni indefinibili e la percezione innocente dell’attesa, nel margine sfuggente e irrazionale dei desideri, confessando l’entità faticosa e consapevole del rimpianto, la vaghezza impulsiva e drammatica nel simulacro della presenza vitale, nell’affinità suggestiva delle parole.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

(Pubblicato su concessione e autorizzazione dell’autrice)

Per gli interessati disponibile in vendita sul sito dell’editore:

http://nulladie.com/it/catalogo/513-cipriano-gentilino-parabole-9788869154263.html

Blocchi di partenza – Alice Rugai

Per la nuova rubrica “Blocchi di partenza” sulla pagina Facebook “Poeti Oggi” l’incontro con la poesia di Alice Rugai.

Buona lettura!

Potete consultare poesia e nota anche sul blog di Poeti Oggi:

https://www.poetioggi.com/2021/12/blocchi-di-partenza-fabrizio-bregoli.html

Tutti gli autori e le note di lettura pubblicate su Poeti Oggi sono consultabili alla pagina del blog Blocchi di partenza

Grazie alla pagina Facebook “Poeti Oggi” per l’opportunità di collaborazione.

Bohémiens en voyage, sul blog CasaMatta

Sull’ultimo numero del blog CasaMatta, interamente dedicato alla cultura rom e sinti, troverete una mia traduzione della poesia “Bohémiens en voyage” di Charles Baudelaire. Riportiamo la versione originale:

Bohémiens en voyage

La tribu prophétique aux prunelles ardentes
Hier s’est mise en route, emportant ses petits
Sur son dos, ou livrant à leurs fiers appétits
Le trésor toujours prêt des mamelles pendantes.

Les hommes vont à pied sous leurs armes luisantes
Le long des chariots où les leurs sont blottis,
Promenant sur le ciel des yeux appesantis
Par le morne regret des chimères absentes.

Du fond de son réduit sablonneux, le grillon,
Les regardant passer, redouble sa chanson;
Cybèle, qui les aime, augmente ses verdures,

Fait couler le rocher et fleurir le désert
Devant ces voyageurs, pour lesquels est ouvert
L’empire familier des ténèbres futures.

Scrivo nel commento al testo: “Protagonisti assoluti sono i bohémiens nell’atto del viaggio, tanto caro come tema all’autore, rappresentati sia con dettagli realistici sia istituendo relazioni che astraggono il dato concreto, lo elevano appunto a simbolo. Nella poesia colpisce l’immedesimazione evidente dell’autore con la figura dei bohémiens di cui si offre un ritratto di ardente vitalità, di capacità autentica di vivere in pienezza l’esistenza, di adesione spontanea e sincera alla natura (qui messa in evidenza con il ricorso al mito di Cibele, la dea madre).

[…]

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Per approfondire si consulti il blog CasaMatta al link sottostante:

Fotografia (1862 circa) di pubblico dominio tratta da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Baudelaire#/media/File:%C3%89tienne_Carjat,_Portrait_of_Charles_Baudelaire,_circa_1862.jpgÉtienne Carjat – Source of original: Gaston Schéfer (ed.), Galerie contemporaine littéraire, artistique (Paris, 1876-84), vol. 3 part 1 British Library

Buona lettura!

Mauro Macario su Poeti Oggi

Su Poeti Oggi una selezione di poesie tratte da “L’opera nuda” (puntoacapo, 2021), l’ultima raccolta di Mauro Macario, figura eclettica e originalissima di artista che si è distinto come regista, attore, poeta, scrittore, saggista, promotore culturale.

La sua è una poesia della resistenza, una presa di posizione nobile contro la mercificazione dilagante, contro il consumismo deleterio basato sul finto mito del progresso (“le magnifiche sorti e progressive” di Leopardi), contro l’alterazione delle vere istanze che un umanesimo ritrovato saprebbe invece offrire: quindi una poesia con un forte afflato etico, ma tutto laico, senza fughe trascendentali, ma con una consapevolezza sobria e amara insieme.

La sua è una poesia concreta e disinibita nella missione che si dà e onirica insieme, per sua costituzione naturale, multiforme come cifra espressiva, capace così di auto-rinnovarsi in ogni verso, con cortocircuiti e inversioni a U che ne rappresentano il fascino, ne mostrano il rizoma materico da cui nascono ramificazioni sempre nuove.

Ecco qui alcuni versi con cui entrare in contatto con questa poesia, scoprirne l’autenticità e il fascino.