CasaMatta: numeromatto di Ottobre dedicato a Aldo Braibanti

Su CasaMatta è appena uscito il numero matto di ottobre, dedicato alla poesia di Aldo Braibanti: articolo di Paolo Gera

Aldo Braibanti venne condannato nel 1969 a due anni di carcere per plagio, in osservanza a una legge fascista che era stata mantenuta, come altre, dalla repubblica italiana.

La storia penale di Aldo Braibanti , intellettuale omosessuale scomodo al sistema, finisce dove inizia quella di Pier Paolo Pasolini, sino alla sua tragica esecuzione sul lido di Ostia.

Il riscatto di Aldo Braibanti fu la poesia, composizioni eretiche, ecologiche, attualissime, che noi riproponiamo sperando che la sua opera integrale possa essere ripubblicata.

Buona lettura e grazie per gli eventuali commenti!

Leonardo Sinisgalli: il dono della poesia – sul blog CasaMatta

Sul nuovo numero del blog CasaMatta una serie di interventi sul significato della poesia, prendendo spunto dagli scritti di Leonardo Sinisgalli

Scrivo nel mio intervento:

“Penso che uno dei migliori doni che si possano fare a un amico consista nel regalargli un libro che ci abbia colpito, entusiasmato, per poterlo con lui condividere, discuterne, scambiare reciproche opinioni (il libro di un terzo naturalmente, per evitare il classico ripiego del “pro domo sua”). Questo è quanto è successo per “Tutte le poesie” di Leonardo Sinisgalli (Oscar Moderni Baobab, Mondadori, 2020), libro che comprende quasi integralmente tutta la produzione poetica dell’autore: qui è presente la raccolta “L’età della luna”, strutturata in più parti, alcune in versi, altre in prosa con una forte matrice poetica di fondo. La parte quarta, in particolare, “L’immobilità dello scriba” verte essenzialmente sul ruolo, sulle ragioni, sul compito (tutti aspetti che non si può dare per scontato che debbano in realtà caratterizzarla) della poesia.  Di questo si vuole qui ragionare, dibattere, interagire fra di noi e con i lettori sperando che grazie ai commenti possano vivificare quella che, altrimenti, si ridurrebbe alla staticità di un articolo che non è pensato, qui, a senso unico. Ecco: oggi si parla di poesia, del perché della poesia, consapevoli che quanto scriveremo è solo un tentativo mancato di chiarire il problema, il ritrovamento di qualche particella subatomica che da sola naturalmente non consente di concepire una teoria strutturata, chiarificatrice.

Partiamo allora da alcune considerazioni di base. L’immagine dello scriba fa senz’altro riferimento a un sostrato di fondo di tipo mistico o ieratico (basti pensare al ruolo strategico ricoperto dallo scriba ad esempio nella civiltà egizia, un ruolo che potrebbe dirsi di sacerdote della parola), ma in realtà può essere ricondotto anche all’immagine dell’esecutore, di qualcuno che opera per conto altrui, mano inconsapevole eterodiretta: “Scrive quasi controvoglia sul tavolo dove mangia” (pag.207), concetto ribadito più avanti con la similitudine fra scriba e ciabattino che, in modo irriverente e ironico, mentre sta realizzando il proprio lavoro, “sopra le suglie le lesine lo spago la pece apre il cartoccio di sarde”. 

[…]

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Potete leggere l’articolo completo sul blog CasaMatta

Poesia a confronto: Pugni nello stomaco

Settantasettesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Pugni nello stomaco con il confronto fra poesie di Rosselli, Ginsberg, Sexton, Ferrari.

La poesia può essere quanto di più lontano esista dalla concezione comune e popolare per cui deve essere testimonianza del sublime, dell’elevato, della bellezza nel senso alto. La poesia sa essere anche denuncia senza compromessi, può usare un linguaggio irriverente, sgradevole per il lettore, fino al punto di essere traumatico, respingente. È quanto avviene nei testi che proponiamo.

Amelia Rosselli ci dà l’evidenza di una voce femminile di rottura che usa un linguaggio impudico, densamente analogico, a tratti indecifrabile, con una sintassi irregolare e scomposta, una scelta dei termini inconsueta e impudica a partire da “urina” nel primo verso. La sensazione che se ne raccoglie è di un rapporto estremamente turbato con l’esistenza, la difficoltà a darle ordine, a trovare le parole concilianti che possano giungere a una sintesi: il dilemma resta irrisolto, la ferita aperta.

Con Allen Ginsberg, di cui si riporta l’incipit del suo celeberrimo poema “Urlo”, siamo di fronte al grido di denuncia e di libertà delle nuove generazioni che si stanno imponendo su un mondo tradizionalista, conservatore, perbenista. Il maggior esponente della beat generation usa una terminologia concreta, senza orpelli, per rappresentare un mondo nuovo per il quale serve appunto una lingua nuova.

[…]

ALLEN GINSBERG
(DA Urlo, 1955-56)
 
Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua
fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate bruciando denaro nella spazzatura
e ascoltando il Terrore attraverso il muro

[…]
 
(Da Allen Ginsberg, Jukebox all’idrogeno, a cura di Fernanda Pivano, Ugo Guanda Editore, 2001)

Continua sul blog “Laboratori Poesia“:

https://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-pugni-nello-stomaco/

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Poesia a confronto: Cuore

Settantaseiesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Cuore con il confronto fra poesie di Dante, Wordsworth, Dickinson, Corazzini.

Il cuore, come luogo depositario dei sentimenti più intimi, o della memoria secondo altre tradizioni, o addirittura dell’anima sensitiva o dell’anima tout court: tutte convinzioni che, per quanto oggi destituite di evidenza dalle acquisizioni scientifiche, continuano tuttavia a avere un ascendente importante sull’immaginario, e di conseguenza sulla poesia, anche contemporanea.

Nella celebre poesia di Dante, in apertura alla Vita Nuova, al saluto (quindi l’invocazione di grazia e di salvezza) ai fedeli d’amore che ne sanno intendere le ragioni e l’essenza, segue l’apparizione di Amore, in forma personificata, che nutre “madonna”, ossia Beatrice, offrendole in pasto, con un’immagine macabra e potente insieme, il cuore del poeta. Tutto gioca su un’evidente simbologia nella ritualità tutta stilnovistica che prevede l’unione indissolubile fra amante e amata, fino alla reciproca identificazione dell’uno nell’altra, senza soluzione di continuità.

[…]

DANTE
(Da Vita Nuova, 1292-1295)
 
A ciascun’alma presa e gentil core
nel cui cospetto ven lo dir presente,
in ciò che mi rescrivan suo parvente,
salute in lor segnor, cioè Amore.
 
Già eran quasi che atterzate l’ore
del tempo che onne stella n’è lucente,
quando m’apparve Amor subitamente,
cui essenza membrar mi dà orrore.
 
Allegro mi sembrava Amor tenendo
meo core in mano, e ne le braccia avea
madonna involta in un drappo dormendo.
 
Poi la svegliava, e d’esto core ardendo
lei paventosa umilmente pascea:
appresso gir lo ne vedea piangendo.

Continua sul blog “Laboratori Poesia“:

https://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-cuore/

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

CasaMatta n.7 è on-line

Annunciamo che è on-line il settimo numero (Ottobre 2021) di CasaMatta, consultabile alla pagina web

www.casamattablog.it

Ecco l’indice del numero:

  • Jacob Israel De Haan di Anna Maria Farabbi
  • Ashraf Fayad di Anna Maria Farabbi
  • La bimba e la guerra (For Sama) di Alessandra Gasparini
  • Confine di Nella Roveri
  • Leonardo Sinisgalli (1): il dono della poesia di Fabrizio Bregoli e Paolo Gera
  • Leonardo Sinisgalli (2): la cometa H, una riflessione critica di Luigi Bressan
  • Leonardo Sinisgalli (3): cose fanfarose intorno alla poesia di Paolo Pera
  • Leonardo Sinisgalli (4): una riflessione grafica di Elena Baboni
  • I biscotti di Ildegarda di Maria Luisa Bompani
  • Mei banfa: Testa d’anguria (uno che resiste) di Alessandro Rolandi
  • Festival Filosofia: Donatella Di Cesare, Rivolta di Paolo Gera
  • Festival Filosofia: Codice a sbarre di Milena Nicolini
  • Io scelgo quindi esisto come essere umano di Milena Nicolini
  • Cinema: Venezia 78, una mostra al femminile di Ivan Andreoli
  • La sabbia e il metallo: perché rileggere “Dune” di Frank Herbert di Pierluigi Cassano
  • Lacrimae Rerum 3 di Francesco Roat
  • Edgar Allan Poe e la filosofia della composizione di Carlo Giacobbi
  • Nel taglio tra la luce e l’ombra di Massimo Parolini
  • Note di lettura: Paolo Gera su Elisabetta Sancino; Anna Maria Farabbi su Eleonora Federici, Giovanni Perri e la rivista “Menabò”; Nella Roveri su Francesco Adami; Fabrizio Bregoli su Giorgio Casali.
  • Scritture: Michail Lérmontov, traduzioni di Roberto Michilli
  • Carteggio: Rosa Luxemburg a Sonja Liebneckt, a cura di Raffaella Molinari

Buona lettura!

Blocchi di partenza – Domenico Cisternino

Per la nuova rubrica “Blocchi di partenza” sulla pagina Facebook “Poeti Oggi” l’incontro con la poesia di Domenico Cisternino.

Buona lettura!

Grazie alla pagina Facebook “Poeti Oggi” per l’opportunità di collaborazione.

Tutti gli autori e le note di lettura pubblicate su Poeti Oggi sono consultabili alla pagina del blog Blocchi di partenza

CasaMatta n.7 – Indice

Annunciamo che il nuovo numero (Ottobre 2021) di CasaMatta, sarà on-line il giorno Lunedì 11 Ottobre

Ecco l’indice del numero:

  • Jacob Israel De Han di Anna Maria Farabbi
  • Ashraf Fayad di Anna Maria Farabbi
  • La bimba e la guerra (For Sama) di Alessandra Gasparini
  • Confine di Nella Roveri
  • Leonardo Sinisgalli (1): il dono della poesia di Fabrizio Bregoli e Paolo Gera
  • Leonardo Sinisgalli (2): la cometa H, una riflessione critica di Luigi Bressan
  • Leonardo Sinisgalli (3): cose fanfarose intorno alla poesia di Paolo Pera
  • Leonardo Sinisgalli (4): una riflessione grafica di Elena Baboni
  • I biscotti di Ildegarda di Maria Luisa Bompani
  • Mei banfa: Testa d’anguria (uno che resiste) di Alessandro Rolandi
  • Festival Filosofia: Donatella Di Cesare, Rivolta di Paolo Gera
  • Festival Filosofia: Codice a sbarre di Milena Nicolini
  • Io scelgo quindi esisto come essere umano di Milena Nicolini
  • Cinema: Venezia 78, una mostra al femminile di Ivan Andreoli
  • La sabbia e il metallo: perché rileggere “Dune” di Frank Herbert di Pierluigi Cassano
  • Lacrimae Rerum 3 di Francesco Roat
  • Edgar Allan Poe e la filosofia della composizione di Carlo Giacobbi
  • Nel taglio tra la luce e l’ombra di Massimo Parolini
  • Note di lettura: Paolo Gera su Elisabetta Sancino; Anna Maria Farabbi su Eleonora Federici, Giovanni Perri e la rivista “Menabò”; Nella Roveri su Francesco Adami; Fabrizio Bregoli su Giorgio Casali.
  • Scritture: Michail Lérmontov, traduzioni di Roberto Michilli
  • Carteggio: Rosa Luxemburg a Sonja Liebneckt, a cura di Raffaella Molinari

Per approfondire:

www.casamattablog.it

Buona lettura!

“Algoritmi di scacchi e passi d’angeli” di Simone Corvasce (Nulladie, 2021)- nota di lettura di Rita Bompadre

Oggi ospitiamo una nuova nota di lettura scritta da Rita Bompadre.

Algoritmi di scacchi e passi d’angeli” di Simone Corvasce (Nulladie Edizioni, 2021) è un libro interessante e un efficace strumento intellettivo, prodotto con sincera padronanza nell’inquadratura progressiva del tempo, delimitato dallo spazio emozionale del poeta. L’autore mette in risalto, attraverso uno stile solido e profondo, il principio sconfinato di simboli e immagini incarnati nelle sue poesie, riveste la transitorietà del genere umano di resistenza benevola, realizza il disegno elegiaco dell’ispirazione, disponendo l’accordo delle reazioni dell’inconscio esistenziale nello spirito della misura primitiva e dimostrativa della riflessione interiore. I testi insegnano il proposito sapiente della comunicazione con il fondamento dinamico dei quesiti filosofici e delle meditazioni religiose, manifestano la rivelazione spontanea dell’intelletto, esprimono nella direzione immaginativa del pensiero la vocazione creativa, l’avvicendamento analogico ed emblematico delle parole accostate alla forma di un divenire spirituale, rintracciando nell’osservazione delle esperienze l’adesione alle nascoste significazioni delle atmosfere archetipali. Simone Corvasce presenta una poesia lirica, classicista, procede lungo i sentieri tortuosi dell’uomo per identificare il segno della soggettività interpretativa, la sostanza primaria dei contenuti colti, l’intuizione dell’appiglio poetico come assoluta e visibile realtà esegetica. Coglie i frammenti di una esistenza frantumata dal disorientamento delle incertezze e dalla mancanza di una linearità permanente, riceve l’influenza della vulnerabilità e della consapevolezza delle reminiscenze biografiche, la consistenza quotidiana della solitudine, le risposte all’abbandono desolato, la paura suscettibile, il senso angoscioso del nulla. “Algoritmi di scacchi e passi d’angeli” ha il nobile carattere dell’essenzialità dialettica, restituisce alla compassione degli incontri la metafora delle sensazioni immediate, il corrispettivo ontologico della condizione drammatica dell’uomo, la rivelazione dolorosa della vita, il riflesso degli instabili volti dell’anima. Il poeta è messaggero del valore culturale, sostiene la funzione speculativa nella difesa della misericordia umana, replicando alla precarietà dei comportamenti l’intensa forza morale. La ricercata dilatazione dei fantasmi introspettivi attenua l’estensione della sottile malinconia, corregge l’equilibrio del tempo presente, compensa la condensazione della passione rinnovata oltre l’oblio dell’impulso affettivo. La sensazione inconfondibilmente tragica e tradizionale del destino concretizza, nell’orientamento sincero dei versi l’inquietudine moderna, nelle oscurità enigmatiche delle condanne la rassegnata lucidità, coniugando andamenti tormentati di contemporanea sofferenza. L’entità della realtà poetica trae ispirazione dall’esortazione della coscienza e dalle questioni funzionali della saggezza, dal significato sensibile e romantico della congiunzione inscindibile con la natura e l’armonia della conoscenza umana. Simone Corvasce dipinge una spiegazione della finitezza, delineando l’esposizione delle possibilità, la dottrina e la ragione della sensibilità, attraverso il rammarico e la continua analisi della consapevolezza, per oltrepassare la peregrinazione affannosa e disperata dei sentimenti.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

(Pubblicato su concessione e autorizzazione dell’autrice)

Non è la vita a concedere meno

di quello che promette. Anzi concede

molto più del dovuto. Per tortura.

(Simone Corvasce)

“Sul confine” di Massimo Bondioli (puntoacapo, 2021)

Segnaliamo con piacere questa nuova pubblicazione:

SUL CONFINE di MASSIMO BONDIOLI (puntoacapo Editore, 2021; prefazione di Fabrizio Bregoli, postfazione di Stefano Prandini)

Il volume è ordinabile presso le migliori librerie ed acquistabile sui principali siti di e-commerce, oltre che tramite il sito della casa editrice puntoacapo.

Scrivo nella prefazione all’opera:

[…]

Ecco allora la centralità del tema del confine, che crediamo di intendere correttamente se si fa riferimento al concetto di “limes”. Il limes, per i Romani dell’Impero, è al tempo stesso sia il confine, la linea di demarcazione del territorio di competenza – sia essa una barriera naturale oppure artificiale costruita a scopo difensivo -, sia la zona impresidiata, ossia un insieme di territori “a geografia variabile” soggetti a frequenti flussi di migrazione fra l’interno e l’esterno, territori di difficile attribuzione giurisdizionale e caratterizzati quindi da osmosi, interscambio, movimenti di interazione imprevisti. È proprio in questa zona di transizione, nella sua “mappa precaria” che ci conduce Bondioli con la sua poesia, affrontando uno dei temi cruciali della contemporaneità a cui molti, troppi, sembrano volersi sottrarre: le conseguenze, ormai irreversibili, di quegli scambi e ibridazioni, dovuti soprattutto ai fenomeni migratori e alla globalizzazione, ai quali è impossibile e anti-storico opporsi. Non esiste strada diversa per affrontare la questione se non quella della integrazione, della ammissione di questa zona franca (il limes) che riunisce aldilà della rigidità del confine predeterminato: questa zona franca che sono l’accoglienza e la partecipazione, consci naturalmente della grande sfida che ciò comporta, delle tensioni che vanno gestite e condotte a un punto di equilibrio, quello della tolleranza e della comunione consapevole e reciproca. È questo il tema cruciale della poesia di Bondioli, tema così cruciale che l’autore, con grande maturità, ha la consapevolezza di non esprimere mai per la via breve, con dichiarazioni esplicite che depotenzierebbero il messaggio, lo farebbero diventare retorica, ma di esemplificare con il dato concreto della vita, dei suoi accadimenti e delle sue coincidenze, fino all’emersione del fortuito, che non è mai caso fine a se stesso, ma realtà senza filtri, che si espone nella sua evidenza, semplicemente. Solo così è possibile davvero addentrarsi “dentro la trama complessa /del mondo.

[…]

Bondioli porta a compimento il suo percorso coerente, costruito passo a passo in questo libro, fra le “infinite sfumature dei mattoni” dove si può trovare “la breve quiete della faglia”, per “allentare / il peso della Storia”, come era possibile da ragazzo in compagnia del padre, passando vicino ai ruderi di un tempo passato. E la scommessa della poesia – ci ricorda bene Bondioli nella chiusa – è tutta qui: credere nel gesto improbabile, che aiuti a orientarci quando si brancola come ciechi nel disordine dei propri labirinti, nel gesto incongruo e disarmante, semplice come la cancellatura fatta con la gomma da un bambino:

Ma con la gomma alla mano

pronta ad aprire la strada

se m’ero scordato il varco

per l’uscita.

È da lì – ci dice Bondioli – che occorre ripartire.”

Copertina del libro, tratta dal sito di puntoacapo Editore

Poesia a confronto: Sigarette

Settantacinquesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Sigarette con il confronto fra poesie di Laforgue, Vigolo, De Libero, Merini.

Si sa che nuoce gravemente alla salute, ma si sa altrettanto bene che per molti è un capriccio o un autentico piacere al quale è impossibile rinunciare: la sigaretta, compagna di molti momenti delle nostre vite, è anch’essa un oggetto che non ha mancato di solleticare la fantasia e la creatività dei poeti.

Partiamo con l’ironia di Laforgue: fumare una sigaretta diventa spregio nei confronti del destino imposto all’uomo dagli dèi, una reazione ribelle e impertinente alla sorte precaria dell’uomo che, grazie alla sigaretta, entra in una “infinita estasi”, seppure momentanea, in cui avviene l’incredibile, i sogni prendono forma in una gioia inaspettata, anche se tutto, molto più prosaicamente, si chiude lasciando come traccia soltanto un “pollice arrostito come un cosciotto d’oca”.

[…]

JULES LAFORGUE
(Da Le sanglot de la terre, 1880)

La cigarette

Qui, ce monde est bien plat: quant à l’autre, somettes.
Moi, je vais résigné, sans espoir à mon sort,
et pour tuer le temps, en attendant la mort,
Je funte au nez des dieux de fines cigarettes.

Allez, vivants, luttez, pauvres futurs squelettes.
Moi, le méandre bleu qui vers le ciel se tord
me plonge en une extase infinie et m’ endort
comme aux parfums mourants de mille cassolettes.

Et j’entre au paradis, fleuri de reves clairs
où l’on voit semeler en valses fantastiques
des éléphants en rut à des chreurs de moustiques.

Et puis, quand je m’éveille en songeant à mes vers,
je contemple, le creur plein d’une douce joie,
mon cher pouce roti comme une cuisse d’oie.

Continua sul blog “Laboratori Poesia“:

https://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-sigarette/

Photo by Basil MK on Pexels.com

L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Blocchi di partenza – Salvatore Bossa

Per la nuova rubrica “Blocchi di partenza” sulla pagina Facebook “Poeti Oggi” l’incontro con la poesia di Salvatore Bossa.

Buona lettura!

Grazie alla pagina Facebook “Poeti Oggi” per l’opportunità di collaborazione.

Tutti gli autori e le note di lettura pubblicate su Poeti Oggi sono consultabili alla pagina del blog Blocchi di partenza