Su “La macchina sognante”

Una selezione di poesie tratte dalle pubblicazioni più recenti e un inedito

http://www.lamacchinasognante.com/benedetto-il-secolo-e-altre-poesie-di-fabrizio-bregoli/

Grazie alla macchinista Pina Piccolo

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Roberto Batisti – Inediti

Inediti di Roberto Batisti: un’eccellente proposta di Inverso Poesia

Inverso - Giornale di poesia

evidenze

1.
spinta dal moto convulsivo di tutti i suoi sepolti, la
rotazione terrestre ebbe inizio.

2. “è
come svegliarsi cuciti a un cadavere: il
colore del filo non è importante, l’umore del
cadavere neanche.”

3. dice che i
barbari, emersi in un bosco di aromi come premio di un calcolo
obbligato, con sonagli e superstizioni al collo.

4. quando fecero
irruzione lasciando successivamente ai muri solo stampigliata la
sagoma dei propri fluidi corporei.

5. sezionato
il poeta del millennio, il corpo diaccio come un pollo. trovammo ove
previsto l’osso della vocazione: cavo, ruvido, spugnoso.

6.
venne il nome a convulsioni suffissali, preciso. arse di breve regno,
a stento sporcò la pagina.

7.
venne S. per lèggere, notammo giacche
dimenticategli addosso dagli assiderati dell’86.

8.
sgolandosi uno stormo in
migrazione sbarra il cielo come una risposta errata?

9.
quando la pagina si sarà arrestata,
blocco livido senza fessure.

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Il cielo di qua, di Corrado Bagnoli

Nota di lettura di Elisabetta Motta a “Il cielo di qua” di Corrado Bagnoli

perìgeion

conrad

di Elisabetta Motta

Il cielo di qua (La Vita Felice, 2018) è una raccolta poetica frutto di un lungo percorso, in cui confluisce l’esperienza che Corrado Bagnoli ha maturato in questi anni in vari ambiti: poetico, artistico, musicale, familiare, scolastico. Dal punto di vista stilistico essa vive in una continua tensione tra l’altezza della lirica, secondo la lezione luziana («Vola alta, parola») e la necessità del raccontare tendendo alla scrittura poematica, tecnica narrativa con cui ha raggiunto alti esiti nelle due precedenti raccolte: Fuori i secondi (Vita Felice 2005)e Casa di vetro (Vita Felice 2012).

Il titolo della raccolta è preso a prestito da un quadro di Pierantonio Verga e ciò se da un lato sottolinea la continuità proprio con Casa di Vetro, che era dedicata interamente alla vita e all’opera di questo artista, dall’altra suggerisce un’idea di poesia che è in grado di divenire visione solo perché…

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Recensione a “Fiori Estinti” di Mattia Tarantino

https://www.sololibri.net/Fiori-estinti-Tarantino.html

Leggere la poesia di Mattia Tarantino significa trasferirsi in una prospettiva che esula completamente dalla percezione consueta della realtà (e quindi da certo minimalismo poetico-prosastico di poesia delle piccole cose o della quotidianità scelta a emblema di un mondo). Detto in altri termini, comporta confrontarsi con una parola dalla matrice oracolare, che permette di ascrivere questo linguaggio alla sfera più propria e riconoscibile della poesia orfica, declinata pervicacemente e coscienziosamente in tutte le poesie che compongono questa raccolta. 
L’autore in “Fiori estinti” cerca la parola madre che genera e ripudia, che sconvolge e dà rifugio insieme. […]

Riassumendo, a noi sembra che questa sia poesia di allucinatoria lucidità, che vi prevalga e sia dominante l’idea dell’esistenza come caduta rovinosa nell’essere, da cui scaturisce il bisogno di rintracciare e restituire un nome alle cose, ma sempre sotto la stella di un polemos conflittuale e auto-inflitto, quel “lampo freddissimo” che non è mai del tutto risolutivo. Al più si tratta di raccogliere frammenti o detriti, vissuti o solo intuiti, come fosse possibile precipitarne un senso (“quanto / i cieli crollati nel fiore rivelano”) […]

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Intervista su “L’Estroverso”

Scrive Grazia Calanna: quest’oggi su L’Estroverso ho il piacere di intervistare Fabrizio Bregoli che ringrazio per l’intensità delle sue risposte, “parole luminose” che sollecitano e schiudono ulteriori riflessioni.

“La poesia cambia come noi cambiamo. In questo senso si potrebbe dire che si scrive un’unica poesia per tutta una vita”

Ecco il testo integrale dell’intervista con una selezione di poesie da “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018)

https://www.lestroverso.it/fabrizio-bregoli-fare-poesia-significa-porsi-fuori-dallordine-costituito/amp/

Qual è il ricordo (o un aneddoto) legato alla tua prima poesia?
Ho composto i miei primi versi durante l’adolescenza; ricordo sia alcuni versi che erano evidenti imitazioni degli autori che in quegli anni preferivo e che avevo conosciuto nello studio della letteratura italiana al liceo (in particolare Ungaretti e Quasimodo) sia versi di tipo parodistico, come una sorta di poemetto epico (la mia “La Secchia smarrita” adattata ai tempi) che aveva come personaggi alcune persone da me conosciute e frequentate in quegli anni. Di questi versi non è rimasto nulla; li ho distrutti anni fa, senza alcun rammarico e soprattutto senza alcuna perdita per l’autore o i possibili (o sventurati?) lettori. Ne capivo infatti la totale irrilevanza, tranne il gioco che li aveva fatti nascere. Hanno lasciato però un certo gusto per la parola ricercata associato a una certa verve ironica (se non sarcastica), gusto che ancora ritrovo nei versi più recenti.

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T9 – Le parole sufficienti- di Paolo Gera

Stralci dagli interventi durante il seminario “Nei tempi bui”

CARTESENSIBILI

tempesta colline senesi

.

Convegno “IN TEMPI BUI-La poesia e il linguaggio dell’impegno in Italia dalle leggi razziste ai porti chiusi”, Modena, 4 maggio 2019/ seconda parte

Nella prima parte di restituzione degli atti del convegno tenutosi a Modena, lo scorso 4 maggio, cartesensibili ha presentato la mia presentazione e il successivo intervento di Antonella Jacoli.
Questa seconda parte di T9 è dedicata alla voce e agli interventi dei primi poeti che si sono succeduti, con le loro riflessioni e una selezione dei testi proposti.

Fabrizio Bregoli:

Una delle tesi pincipali che riguardano il mondo contemporaneo è l’individuazione del fondamento delle nostre difficoltà economiche e sociali nella crisi finanziaria del 2008.
Bregoli risale a questo momento di rottura per sottolineare che si è trattata di una crisi che ha riguardato essenzialmente la parola. Si è perso da allora fiducia nel significato delle parole, nel contatto che le parole devono trasmettere…

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Ostello degli inguaribili

da “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018)

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