Paolo Ruffilli – Terra – dal blog “Residenze Poetiche”

Ringrazio di cuore Paolo Ruffilli, per avere donato questo suo inedito, e Residenze Poetiche, per averlo ospitato insieme al mio commento, sul blog omonimo.
Condivido con piacere, sperando che a tutti ne sia gradita la lettura.

Residenze Poetiche

Terra
 
Terra che ingoia
tutto quanto:
città nazioni imperi.
 
Terra stipata
di cadaveri
che ha divorato.
 
Terra che sputa fuori
erutta spinge
rugosa e tormentata.
 
Terra sfaldata
che annega
e che sommerge.
 
Terra che del
disordine e degrado
fa la sua forza.
 
Terra in travaglio
costruttivo e distruttivo
senza fine.

Commento Di Fabrizio Bregoli

L’inedito di Paolo Ruffilli esprime, fin dal titolo monolitico Terra, la centralità del tema che si vuole affrontare: una riflessione disincantata sul nostro pianeta, espediente per analizzare la nostra condizione come specie vivente, come uomini.

La composizione si palesa immediatamente per la struttura regolare che prevede sei strofe complessive, ciascuna composta da tre versi, fondamentalmente brevi, con un’oscillazione dal trisillabo (v.10) fino all’ottonario (v.17), con prevalenza di quinari (di cui il v.15 tronco) e di settenari. Ogni strofa è caratterizzata, in apertura, dalla presenza dell’anafora “Terra”, che funge da…

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Inediti da Manufatti del dissesto, di Gabriele Borgna – tratti dal blog “Di sesta e di settima grandezza – Avvistamenti di poesia”

Dal blog “Di sesta e di settima grandezza – Avvistamenti di poesia”, a cura di Alfredo Rienzi, condividiamo questi inediti di Gabriele Borgna.
Buona lettura!

DI SESTA E DI SETTIMA GRANDEZZA - Avvistamenti di poesia

dalla sezione I tempi della caduta

*

Tùttii tempi iven
se ti spenti inpo.

I vecchi lo sapevano.

Lo sapevano le schiene
curve a far legna tra i larici.
Loro che avevano la saggezza
nelle mani, temevano l’ignoto
dietro ogni arbusto,
chiamavano casa ogni fuoco
riparato dallo scisto.

E quel tempo dove tutto
non c’è dato di capire
ci raggiunse parallelo alfango,
scordandola quiete di quando
venivi al sagratoper fare laconta.

Di alloraè rimastasoltanto
la cocciuta resistenza della brace
e l’incanto-intatto-dell’ultimo
olmo teso verso l’infinito.

*
Al bastione del Miradore
è ancora cielo sul falso pepe,
parla un fermo d’aria
che smarca la notte da dentro.

Come in una nassa
a bocca aperta
fra le maglie delle cose
mi anniento.

Con le parole tratto di una resa.

dalla sezione Ostacoli e appigli

*
Restano le conchiglie
come altari ai caduti
di tutte le derive.

L’eco dei muti splende
e…

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Lirico terapia. Giovanni Giudici, Cambiare ditta

Condividiamo questa ottima proposta di Lirico-terapia dal blog “La poesia e lo spirito”

La poesia e lo spirito

Cambiare ditta

Non puoi cambiarti, ma almeno cambia ditta,

Il posto di lavoro è piú che una metà

(Inutilmente resisti) della tua anima:

E quante cose per te cambieranno!

Avranno altri volti e strade le tue mattine,

T’illuderai quasi di aver cambiato città,

Di avere davanti una vita. Un nuovo gergo

Imparerai nelle file dei nuovi conservi:

Ti ci vorranno due mesi per scoprirlo banale.

E poi nuovi padroni, nuove regioni dei tuoi nervi

In evidenza agli uffici del personale,

Nuovi prodotti e una nuova misura

Di quel che è bene e male – ed infine te stesso

Di cui tutti diranno che sei nuovo.

Annuncerai ai lontani la tua novità:

“Questa mia è per dirti che adesso mi trovo…”


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Recensione a “Poema della Fine” di Vasilisk Gnedov- traduzione di Mattia Tarantino

Sul lit-blog Laboratori Poesia trovate oggi la nota di lettura a “Poema della fine(Terra d’ulivi – 2020) di Vasilisk Gnedov, traduzione di Mattia Tarantino.

Dalla nota di lettura:

“È un’interessante proposta e al tempo stesso una provocazione, certamente una proposta spiazzante per qualunque lettore che non abbia una conoscenza dell’opera di Gnedov, questa traduzione ideata da Mattia Tarantino per i tipi di Terra d’ulivi. Senza anticipare il contenuto dell’opera (e senza rovinare l’inevitabile sorpresa che coglierà il lettore nel suo rapportarsi al poema) riteniamo che una proposta come questa, in un periodo storico che è subissato dal proliferare di versi e di poeti, dalla moltiplicazione incontrollata delle opere, serva a ricondurre tutti a un maggior senso di sobrietà e di riflessione sul significato di “ricerca poetica”, sul rispetto che merita la parola.

[…]

È quindi sensato e opportuno procedere alla traduzione di un’opera come questa, come s’è arrischiato Mattia Tarantino? Siamo di fronte alla traduzione più facilitata possibile di un originale, e paradossalmente alla traduzione più fedele e più perfetta fra tutte le traduzioni che si possono immaginare per qualunque opera letteraria? Finalmente possiamo parlare di una resa alla pari nel passaggio da una lingua all’altra, senza traumi, senza travisamenti, senza tradimenti? Gnedov ci ha aperto la strada di un linguaggio davvero universale, senza esperanto? E vale lo stesso per la versione speculare di Tarantino?

[…]

Nell’opera di Gnedov assistiamo alla nullificazione di tutte le forme verbali possibili della lingua russa così come nella traduzione di Tarantino avviene per tutte le forme verbali della lingua italiana: ciascuna di queste forme è singolarmente diversa all’altra, ogni singola traduzione di queste forme dall’una all’altra lingua inevitabilmente imperfetta e tradita, anche se la risultante (il bianco) è la medesima. Solo apparentemente i due testi sono perfettamente combacianti; in realtà restano non sovrapponibili, addirittura antitetici e respingenti. La superficie apparentemente liscia e polita di entrambi nasconde tutte le irriducibili scabrosità microscopiche delle loro componenti atomiche.

Continua su Laboratori Poesia:

Recensione a “Poema della fine”

L’elenco di tutte le recensioni scritte da Fabrizio Bregoli è disponibile sulla pagina Le mie recensioni

Nasce CasaMatta

Nasce oggi il blog culturale CasaMatta che avvierà le proprie attività, con la pubblicazione del primo numero il giorno 1 Marzo 2021.

I numeri successivi saranno pubblicati con cadenza mensile, indicativamente il primo lunedì di ogni mese. 

CasaMatta è il nuovo blog di cultura, di società, di letteratura che si propone di instaurare un rapporto di confronto e di condivisione con i propri lettori all’insegna dello scambio culturale, del dibattito, della critica costruttiva. 

La redazione del blog è attualmente composta dal comitato dei fondatori (Fabrizio Bregoli, Anna Maria Farabbi, Paolo Gera, Milena Nicolini, Nella Roveri) e si avvarrà di collaboratori che saranno via via individuati e selezionati dalla redazione. 

Per le prime informazioni sul blog, per conoscere il progetto CasaMatta e la sua redazione potete accedere al sito che è già on-line 

http://www.casamattablog.it/ 

Potete seguirci anche sulla pagina Facebook CasaMatta

https://www.facebook.com/CasaMattaBlog/ 

Ringraziandovi della vostra partecipazione e con l’invito di diffusione della presente comunicazione, vi diamo l’appuntamento al 1 Marzo 2021. 

CasaMatta – La Redazione

info@casamattablog.it

Poesia a confronto: Il gesto atletico

Cinquantunesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Il gesto atletico con il confronto fra poesie di Omero, Saba, Roversi, De Angelis, Gualtieri.

In “Poesia e destino” (Crocetti, 2019) Milo De Angelis conduce un’importante disamina sul valore del gesto atletico in poesia declinandone lo sviluppo dall’antichità alla poesia contemporanea con una serie di considerazioni che meritano di essere lette ed analizzate. Prendendo spunto da questo lavoro, nel confronto di oggi, proporremo testi poetici dedicati allo sport e alla competizione atletica, un paio di questi (Omero e Roversi) indicati dallo stesso De Angelis nel suo lavoro.

[…]

Diversa la sensibilità di autori contemporanei come Saba che dedica allo sport nazionale, il calcio, una raccolta di cinque poesie nel suo “Canzoniere”: qui proponiamo la poesia che celebra l’attimo del goal, visto dalla prospettiva delle due squadre e soprattutto dei due portieri delle squadre che si confrontano sul campo. Il contrasto evidente è fra lo sgomento del portiere (si veda “amara luce”) che ha subito la rete e la gioia della squadra che ha segnato (“al suo collo si gettano i fratelli”) e di cui è giustamente partecipe anche il rispettivo portiere, anche lui parte del gruppo, di quella collettività in festa. Fra i due spalti contrapposti, in un gioco di ossimori nella poesia, c’è la gioia traboccante dei tifosi, la partecipazione del pubblico, quell’entusiasmo spontaneo e autentico che è rarissimo provare nella vita.

[…]

UMBERTO SABA

(da “Cinque poesie per il gioco del calcio” (1933-34) – ne “Il Canzoniere”)

V. GOAL

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non vedere l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con la mano, a sollevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla – unita ebbrezza- par trabocchi
nel campo: intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questi belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
– l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa – egli dice – anch’io son parte.

Continua sul blog “Laboratori Poesia“:

http://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-il-gesto-atletico/

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Premio Rodolfo Valentino 2020/2021 – Tutti i premiati

Il Mondo delle Idee è lieto di annunciare che il premio di poesia

“Rodolfo Valentino – Sogni ad occhi aperti”

alla sua settima edizione ha ricevuto molti elaborati degni di riconoscimento e pertanto la giuria composta da

Giuseppe Conte, Presidente d’onore, da Chicca Morone, presidente, e dai giurati Tomaso Kemeny, Fabrizio Bregoli, Antonio Miredi e Paola Pennecchi

si è espressa nel seguente modo

SEZIONE A: POESIA EDITA

VINCITRICE: Fabia Baldi – Come un’ala di rondine (Il Convivio Editore)

MENZIONI D’ONORE (per ordine alfabetico)

Bardotti / Iacopinti – “Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio” (Fara Editore)

Marco Bellini – La complicità del plurale (Lietocolle)

Raffaela Fazio – Tropaion (puntoacapo)

Alessandra Paganardi – La regola dell’orizzonte (puntoacapo)

Luca Pizzolitto – La ragione della polvere (peQuod)

Alfredo Rienzi – Partenze e promesse. Presagi (puntoacapo)

SEGNALAZIONI (per ordine alfabetico)

Gianpaolo Anderlini – Distopie (Fara Editore)

Marina Corona – Un destino innocente (Stampa2009)

Francesca Romana Orlando – Cronache del tempo sospeso (Nulla die edizioni)

Carlo Tosetti -La crepa madre (Edizioni Pietre Vive)

OPERA PRIMA: Angela Suppo – Senza indicazioni di tempo (La Vita Felice)

SEZIONE B: POESIA INEDITA

VINCITRICE: Raffaela Fazio

MENZIONI D’ONORE (per ordine alfabetico)

Giulia Olga Billante

Gabriele Borgna

Ivan Fedeli

SEGNALAZIONI (per ordine alfabetico)

Lucia Brandoli

Mauro Cavagliato

Claudia Di Palma

Annalisa Rodeghiero

Monica Schiaffini

SEZIONE C1: LANDAYS

VINCITRICE: Fernanda Ferraresso

MENZIONE D’ONORE: Lia Cucconi

SEZIONE C2: LANDAYS PER LE SCUOLE

Si è voluto premiare l’impegno di ambedue le classi che hanno inviato i loro elaborati

SEZIONE D: RACCONTO INEDITO

VINCITORE: Angelo Gaccione

MENZIONE D’ONORE: Benedetta Barbetti

Il verbale è consultabile al seguente link sul sito Il mondo delle idee

Blocchi di partenza – Alessio Cappello

Per la nuova rubrica “Blocchi di partenza” sulla pagina Facebook “Poeti Oggi” l’incontro con la poesia di Alessio Cappello.

Buona lettura!

Grazie alla pagina Facebook “Poeti Oggi” per l’opportunità di collaborazione.

Tutti gli autori e le note di lettura pubblicate su Poeti Oggi sono consultabili alla pagina del blog Blocchi di partenza

AA.VV giorno x giorno amore – su “Il sasso nello stagno”, blog di poesia

Per festeggiare San Valentino, condividiamo una selezione di poesie proposte dal blog “Il sasso nello stagno”, a cura di Angela Greco. Buona lettura!

Il sasso nello stagno di AnGre

Infinità d’amore

Se ancor non ho tutto l’amore tuo,
cara, giammai tutto l’avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
né posso implorare un’altra lacrima a che sgorghi;
ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
– sospiri, lacrime, e voti e lettere – l’ho consumato.
Eppure non può essermi dovuto
più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
se allora il tuo dono d’amore fu parziale,
si che parte a me toccasse, parte ad altri,
cara giammai tutta ti avrò
Ma se allora tu mi cedesti tutto,
quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà
generato amor nuovo, ad opera di altri,
che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
poiché codesto amore…

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Giorno x giorno amore: Fabrizio Bregoli – su “Il sasso nello stagno”

“Il sasso nello stagno” ospita oggi un paio di poesie in cui parlo, a modo mio, d’amore. Ringrazio per la cortesia e l’ospitalità.

Il sasso nello stagno di AnGre

L’AMORE AL TEMPO DEI PÒKEMON
.
– Il segreto è trattenere, riavvolgere
in una bolla evanescente, un fiato
appena un po’ più lieve d’un rammarico –
poco più oltre stentava un fischio cupo
uno scompiglio tenero, d’estate.
Mi chiedi se sia amore tutto questo
o solo un suo resistere, svoltare
in controsterzo, moneta fuori corso.
.
A ogni bivio tocca scegliere un terzo
cunicolo di fuga, un lasco equivoco
per potervi detergere le mani.
O solo sfogliare qualche tarlato
almanacco, un album dei calciatori
magari quello raro, d’un mondiale,
raschiare il pulviscolo d’argento
da qualche fotogramma, Fritz Lang o Leni Riefensthal.
.
Di questo turbinare a scarna luce
rimane un solco abraso tra le righe,
una cartina muta da imbrogliare.
In sere come queste tutto svaga
o rimane fedele al suo mutare.
I volti si dissolvono nei volti
le mani nelle mani. Si consuma
un’alea di silenzio, un lieto fine.

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Franco Buffoni – Al tempo della dolce vita

Ringrazio sinceramente la redazione di Residenze Poetiche per avermi offerto la possibilità di questa collaborazione. Una poesia inedita di Franco Buffoni, che mi è risultato interessante e congeniale analizzare, per l’attenzione che riservo da sempre al colloquio fra poesia e scienza.

Grazie ancora a Franco Buffoni per questa anteprima.
Buona lettura!

Residenze Poetiche

Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo in anteprima la poesia “Al tempo della dolce vita”, accompagnata da una nota di lettura di Fabrizio Bregoli.
Un ringraziamento a Emilia Mirazchiyska per questa opportunità di incontro.

Al tempo della dolce vita

A differenza di muschi e licheni
La crioconite – quel sedimento scuro
Visibile d’estate sulla superficie dei ghiacciai –
Conserva a lungo la radioattività,
Dai ghiacciai del Caucaso all’arcipelago artico
Passando per ciò che resta dei ghiacciai delle Alpi
La crioconite custodisce in abnormi quantità
Il Cesio-137 risalente all’86 chernobyliano
E persino gli isotopi di plutonio e americio
E il bismuto-207 riconducibili ai test nucleari
Effettuati in alta atmosfera al tempo della Dolce vita.
Come i polmoni degli ex fumatori
Ricordano anche ciò di cui il proprietario s’è scordato,
La crioconite s’erge a bestia-coscienza del secolo breve.

Nota di lettura di Fabrizio Bregoli

Il titolo di questo inedito di Franco Buffoni…

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La transumanza ontologica di Paola Pennecchi. Lettura di “Traslochi”, di Gabriella Cinti

Proponiamo questa interessante nota di lettura di Gabriella Cinti al libro “Traslochi” di Paola Pennecchi, felice esempio di osmosi e arricchimento reciproco fra poesia e fotografia.

LA PRESENZA DI ÈRATO

Layout 1

 

Paola Pennecchi muove dall’adesione all’espressione come moto primordiale dei viventi: questo dato – di per sé – la inscrive in un percorso di pensiero-parola che è il suo vero viaggio. Il panismo filosofico si innerva in una trepida creaturalità, che affratella Paola alla natura, in un misticismo poetico del tutto originale. Sì, perché questa poesia volge il quotidiano – le cose – verso uno stadio sempre successivo e la metamorfosi è il passo o la falcata di questo suo volo, del TRAS- LOCARE. Si è osservata criticamente l’idea dell’abbandono che circola in questi versi, ma mi pare di cogliere in questo stato, non un rassegnato adagiarsi all’esistere bensì un morbido ma deciso dinamismo esistenziale. Nella dialettica oppositiva tra il movimento e una stabilità come presa di coscienza, Paola Pennecchi propende per il suo singolare incedere verso un oltre che la riconnetta agli stadi non umani del vivente, in una…

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