Segnaliamo con piacere questa nuova pubblicazione:
OUVERTURE – Il cifrario dei giorni in tempesta di NUNZIO BUONO (La Vita Felice; Collana di poesia “Le Voci Italiane”, n.126; direttore editoriale Diana Battaggia; prefazione di Fabrizio Bregoli, postfazione di Ivan Fedeli; 2023).
Il volume è ordinabile presso le migliori librerie ed acquistabile tramite il sito della casa editrice:
Scrivo sulla sua poesia nella prefazione all’opera:
“Il titolo della nuova raccolta di Nunzio Buono è coerente con la visione che questo poeta ha della poesia, innanzitutto come canto, ma è nel sottotitolo che si può scoprire il motivo più sotterraneo, in definitiva profondo, della silloge. Il riferimento al termine “cifrario” lascia subito pensare a un messaggio che va decodificato, non immediato quindi, ma che necessita di una rilettura diversa, una sorta di translitterazione perché se ne capisca la ragione più intima, vera: una poesia dunque non denotativa o circostanziata, ma una rappresentazione simbolica della realtà e del vissuto. Inoltre il riferimento ulteriore ai “giorni in tempesta” fa pensare a una situazione di travaglio (“Dietro al posto torna la battaglia” è il primo verso con cui si apre, emblematicamente, la silloge), di difficoltà da affrontare per le quali la poesia si presta come mezzo per il travalicamento, la cura se mai possibile. Ci apprestiamo dunque a indagare una raccolta attraversata da sottili inquietudini, dubbi esistenziali, sommovimenti che emergono dal “sottosuolo” dell’io lirico, trovano la forma compiuta e misurata del canto, ma non rinnegano la loro più intima natura conflittuale, la tensione costante che li governa. Sono questi i primi elementi da considerare per comprendere questa nuova raccolta, in cui Nunzio Buono prosegue, con coerenza, il percorso poetico che lo caratterizza, con una sempre maggiore maturità che si riscontra nell’attenzione all’equilibrio interno fra le composizioni, al quadro d’insieme, al dettaglio minimo, al ritmo del verso.
[…]
Le composizioni di Nunzio Buono procedono per esperienze sensoriali, fortemente interiorizzate, scatenate dagli oggetti che lo circondano, dalla natura, dalle variazioni delle stagioni e degli anni, esperienze che vengono fatte proprie e trasfigurate in un contesto immaginifico e, a tratti, onirico: questi sono i tasselli di una costruzione poetica che, per successive associazioni, per lo più analogiche, conducono alla riflessione esistenziale, con le chiuse suggestive e memorabili di molte delle poesie, fra cui riportiamo a titolo d’esempio: “In questo stare di luoghi ho compreso / di esserne la fine.”, Di là di noi / è tutto vero ciò che non siamo.”, “Tra qualche ora, il primo treno / investirà la notte.”. Questa è una poesia esistenziale dunque, ma non vacuamente ragionante, non intellettualizzata: la parola poetica è sempre intuitiva e non ingabbiata in inutili artifici retorici o elucubrazioni, preferisce spendersi per brevi lampi significativi, latori di senso.
Crediamo che ciò che più conti, leggendo Nunzio Buono, sia lasciarsi trasportare dalla fascinazione musicale e sensoriale della sua parola poetica, dalla sua forte componente emotiva e allusiva, capace di preservare un segreto tutto suo, che non è però mera evasione dalla realtà, ma la chiave per poter interpretare questa realtà in una luce nuova, più vera. In sostanza, questo è ciò che si esige davvero dalla poesia.“
Segnaliamo con piacere questa nuova pubblicazione:
QUASI UN COMPLEANNO di ELENA CATTANEO (Il Leggio Editrice; Collana di poesia “Radici” diretta da Gabriela Fantato; prefazione di Fabrizio Bregoli; 2023).
Il volume è ordinabile presso le migliori librerie ed acquistabile tramite il sito della casa editrice:
Scrivo sulla sua poesia nella prefazione all’opera:
” Ciò che colpisce nella poesia di Elena Cattaneo è la sua capacità di esporsi, senza compromessi o edulcorazioni, toccare il fondo per poterne riemergere nuova, sempre fedele al suo compito di non risultare vana, indifferente, come ben testimoniato fin dall’esergo in apertura a questa nuova silloge: “Ma io non cerco la salvezza nell’indifferenza: il brivido è la miglior parte dell’umanità.”. È l’idea di una poesia mai esornativa, che usa un linguaggio insieme concreto e ricco di simbologia, una parola che vive di contrasti e di impurità che ne statuiscono l’originalità e l’efficacia stilistica e semantica.
Tutto parte dalla constatazione più nuda e insieme più autentica: “la piaga è parola “ e “Nell’assenza della parola diventiamo le nostre ferite”, e proprio a queste ferite si rivolge l’attenzione di questa scrittura, trasformandole nel fulcro su cui fa leva la sua necessità, il suo bisogno, la sua ragione ultima. Siamo di fronte a una poesia che è completamente innervata nella vita, da cui non sceglie di estraniarsi, ma di scendervi a patti, accettare lo scontro con tutte le conseguenze e gli scotti che ne possono derivare, perché ”per quanto il mondo faccia pagar caro il sentimento, l’uomo, quand’è commosso, sente nel profondo l’immensità.” – si dice sempre nell’esergo d’apertura. Se è vero quindi che “la notte / in un tranello / svuota / la vita” allora la missione è smascherare quel “tranello”, non accettare passivamente questo calare delle tenebre, restituire con la parola consistenza e dignità a una vita che, per quanto svuotata, non lo è mai irrimediabilmente perché capace di agire e cambiarci, farci più consapevoli, forse migliori. Elena Cattaneo sa reggere bene questo equilibrio fra “brivido” e “sentimento” con una scrittura intensa e incisiva, senza però scivolare in un eccesso confessionale o solipsistico. Tutto sta allora nel saper accogliere la sfida che prende il proprio avvio “dalle sponde del sacro”, come recita la prima sezione della raccolta, dove crediamo che il termine sacro vada inteso nella accezione del greco “hagnós” (confronta anche Roberto Calasso, “Il cacciatore celeste”, Adelphi, Milano, 2019, pag.56-57), ossia un’esperienza che presuppone un approccio rituale, di offerta, che “indica uno stato da cui si decade versando il sangue” (ibidem), prezzo che deve essere pagato perché tutto si compia, acquisti significato, “un senso / di limite che si inarchi / per farci sponde”.
[…]
Chi già conosceva la forza espressiva di Elena Cattaneo troverà una conferma in questo suo nuovo lavoro, nato con giudizio e lasciato sedimentare e maturare con lentezza negli anni, coeso e ben strutturato, a conferma della maturità espressiva sempre più evidente; per gli altri sarà un’interessante scoperta, il confronto con una poesia che osa senza ostentare, colpisce e affranca insieme – mai compiacente verso il lettore, chiave della sua intrinseca autenticità.
alla sua ottava edizione con la giuria composta da
Giuseppe Conte, Presidente d’onore, da Chicca Morone, presidente, e dai giurati Tomaso Kemeny, Fabia Baldi, Fabrizio Bregoli, Antonio Miredi e Paola Pennecchi
VINCITRICE: Camilla Ziglia per la raccolta “Rivelazioni d’acqua” (opera prima) edita da puntoacapo.
MENZIONI D’ONORE (per ordine alfabetico)
Roberto Costantini per la raccolta poetica “Il canto del tempo” edita da Genesi Editrice
Alessandro Di Prima per la raccolta poetica “Dobby, Yuko e la neve di Joyce” puntoacapo
Raffaele Floris per la raccolta poetica “La macchina del tempo” edita da puntoacapo
Manuel Lantignotti per la raccolta poetica “Vista parco” (opera prima)edita da peQuod
Vincenzo Lauria per la raccolta poetica “Teatr/azioni” edita da puntoacapo
Piero Nissim per la raccolta poetica “Sonetti ebraici” edita da Salomone Belforte Editori & C.
Annalisa Rodeghiero per la raccolta “A oriente di qualsiasi origine” edita da Arcipelago Itaca
SEGNALAZIONI (per ordine alfabetico)
Antonella Barina e Anna Leone
Speciale attenzione è stata dedicata anche all’opera di Paolo Gera dal titolo “Ricerche poetiche” edita da puntoacapo per l’originalità della composizione.
SEZIONE B: POESIA INEDITA
VINCITORE: Fabio Marco
MENZIONI D’ONORE (per ordine alfabetico)
Danila Di Croce
Francesco Macciò
Giada Messina Cuti
Assunta Spedicato
Serena Vestene
SEZIONE C: RACCONTI
VINCITORI ex aequo: Bruno Centomo e Paolo Sarboraria
MENZIONE D’ONORE: Sanja Rotim
SEZIONE D: HAIKU / LANDAYS
VINCITORI ex aequo: Sonia Gardini e Monica Schiaffini
MENZIONE D’ONORE: Lia Cucconi
Dato il tema di questa ottava edizione, la presidente de Il Mondo delle Idee ha attribuito un premio speciale agli autori che hanno dimostrato particolare impegno nella lotta alla discriminazione: la raccolta delle poesie di più di ottanta poeti dal titolo “Fissando in volto il gelo. Poeti contro il green pass” ha avuto come curatori Luca Bresciani, Ivan Crico, Paolo Gera, Mario Marchisio, Paolo Pera, Angelo Tonelli.
La cerimonia di conferimento avverrà
Sabato 17 giugno 2023 alle 17
Nel Giardino delle rose del Castello di Moncalieri
Piazza Baden Baden
Il verbale è consultabile al seguente link sul sito Il mondo delle idee
Oggi ospitiamo una nuova nota di lettura che ci viene offerta da Rita Bompadre per il nostro blog.
Immagine della copertina del libro, fotografia di Rita Bompadre. Copertina di Eretica Edizioni
“Ramificare” di Johanna Finocchiaro (Eretica Edizioni, 2022 pp. 64 € 15.00) è un libro di poesia completo e lineare nei suoi contrastanti frammenti, un viaggio dettagliato nell’affidabile qualità stilistica di congiungere i sentimenti umani e fondere, nelle sincere direzioni del cuore, l’istintiva potenzialità introspettiva. Johanna Finocchiaro espande la luminosa e intensa destinazione poetica, amplia la propria voce, dirama l’orientamento sensibile delle emozioni, estende la brevità dei testi nell’immediatezza della percezione interiore, diffonde lungo la coniugazione dell’amore il presentimento di appartenenza. Johanna Finocchiaro pone la propria scrittura nella maturità saggia della consapevolezza, oltrepassa il velo invisibile del timore, esamina gli aspetti teneri e appassionati della relazione con l’altro, la profondità intuitiva delle contraddizioni umane. “Ramificare” accresce la vulnerabilità delicata delle parole, amplifica la distensione delle circostanze amorose, accerchia il presagio dell’inquietudine nelle pagine, preannuncia il riscatto dell’identità in un assedio esistenziale, rafforza il respiro appassionato della partecipazione. La poetessa confessa il cedimento della premurosa e tenera fiducia nei ricordi di fronte al tremore intimo della dimenticanza, nutre la saggia intelligenza di presentare la sincerità come misura e forma di tutte le cose, oltrepassa la fusione del vissuto con la concentrazione dei comportamenti e delle sfumature di significato, sorvolando la decifrazione comunicativa, assoluta e vitale, di ogni influenza. L’evoluzione tangibile del coinvolgimento incoraggia la capacità di avvertire l’intendimento reale degli eventi e di coglierne l’essenza attraverso la compiuta complicità del pensiero. Johanna Finocchiaro afferma la pratica accurata dei conflitti, adatta il contrasto del groviglio istintivo nel libero e spontaneo scorrimento di una franchezza interpretativa, mantiene il suggerimento dell’anima, permette al recupero dell’attività psichica della memoria di guidare le funzioni comprensive della persuasiva conoscenza. Riflette il vincolo affettivo con l’incondizionata affinità delle sensazioni che si avvicendano nello spirito sussurrato della mente, utilizza un linguaggio istantaneo e autentico in cui seleziona e indirizza i contenuti della coscienza, spiega la spinta innata e costante dei desideri a compiere la ricerca rivelativa, a celebrare l’inconscia disgregazione delle corrispondenze temporali tra la ragione e la sua traduzione. La valenza poetica di Johanna Finocchiaro mostra generosamente la coincidenza originale delle esperienze cognitive, l’intonazione espressiva tra razionale e irrazionale, dichiara il solido intento di manifestare esteriormente l’energia dell’illuminazione, comprende l’attitudine di identificare e ospitare il carattere letterario del caos, l’imprevedibilità delle impressioni. “Ramificare” è un libro convincente, insegna l’interessante forza divulgativa attraverso l’incisiva lucidità dei testi, immedesima nella naturale vivacità dei legami lo specchio del proprio equipaggiamento emotivo, immerge la frequenza del dubbio nell’individuazione inconsapevole dei cambiamenti, della vicinanza distillata nelle intenzioni della vita, nella complessa e discordante suggestione della lontananza, emana il sortilegio della verità di ogni impronta biografica.
Sul sito poesiaeletteratura.it trovate una mia conversazione con Francesca Rita Rombolà che mi pone alcune domande sulle ragioni di fare poesia e sulla mia esperienza di scrittura.
Potete leggere l’intervento integrale sulla pagina web di poesiaeletteratura.it: