“Non so se ho scritto troppo sull’amore” di Antonio Bianchetti (Quaderno dell’Àcàrya n° 55)- nota di lettura di Rita Bompadre

Oggi ospitiamo una nuova nota di lettura che ci viene offerta da Rita Bompadre.

Fotografia alla copertina del libro “Non so se ho scritto troppo sull’amore” di Antonio Bianchetti (Quaderno dell’Àcàrya n° 55)

Non so se ho scritto troppo sull’amore” – un altro passaggio dai giardini di ponente – di Antonio Bianchetti (Quaderno dell’Àcàrya n° 55, 2021 pp. 160 € 14.00) è una raccolta poetica che celebra la grande capacità d’amare e irradia l’intensità di una luce infinita e di una visione del mondo in cui la bellezza, la corrispondenza spirituale, l’estensione delle emozioni sono l’incarnazione della prospettiva umana del bene. Antonio Bianchetti condivide la sintonia emotiva e l’inesauribile essenza della poesia, indica la connessione del cuore, oltrepassa le distanze terrene, orienta la sostanza e la radice dell’incisività universale dei sentimenti. Il poeta spiega l’efficacia espressiva della malinconia, concentra nelle pagine l’esposizione esistenziale della nostalgia, traccia l’incessante ritmo della corrente del tempo. La struttura elegiaca dei testi si compone della direzione esclusiva dei punti cardinali, conduce l’elemento simbolico del cammino in una traiettoria sensibile per riportare alla memoria gli scenari di un viaggio interiore, per orientare il passaggio delle contraddizioni impulsive della vita, per osservare e determinare la passionale frequenza della sfera affettiva. La poesia di Antonio Bianchetti declina la validità generatrice della viva dedizione alla ragione del cuore, rinnova la componente metafisica e spirituale della quotidiana intimità, evidenzia la sintonia e la complicità mentale nei confronti dell’incondizionata meraviglia dell’anima, la definizione della magica confidenza della sensualità, il principio decifrabile dell’innamoramento. Il legame indivisibile con l’universo carezzevole dell’amore avvicina alla necessità fortunata dell’eredità romantica, allo sconfinato, imponderabile segreto dell’eternità, traduce il contenuto corporeo delle avversità, affronta gli ostacoli impenetrabili delle incomprensioni e le difficoltà dei silenzi arrendevoli. L’assenza subita identifica l’inevitabile inquietudine e la profondità del disorientamento, ma regala anche lo strumento indispensabile per riconoscere la propria consapevolezza e difendere la propria esperienza nella previsione straordinaria di una sfida individuale, nel sostegno compiuto di un distacco e di una successiva, nuova vicinanza. Antonio Bianchetti non ha scritto troppo sull’amore, ha comunicato il suo inno alla vita, accolto la fragilità pulsante del ricordo, concesso la continuità della presenza amata nello spazio inesauribile della speranza. Non ha mai allontanato l’affermazione del futuro, ha percorso il destino presente per non dimenticare l’elogio della fiducia nella rinascita, la provenienza delle stagioni dell’esistenza, scandite dal dinamismo dell’equilibrio introspettivo dei desideri. Il libro è impreziosito dalle suggestive fotografie del mosaico con la rosa dei venti impresso sul lago di Como, a simbolo dell’intuizione delle coordinate spazio temporali, nel saggio significato della guida e nella protezione della forza di volontà. Nella chiave di lettura del percorso il poeta incontra l’incanto dell’arte elegiaca, percorre la spontaneità, la dolcezza e la gratitudine dell’ascolto, in linea con la gentilezza e la generosità concesse a ogni destinazione della passione. 

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

(Pubblicato su concessione e autorizzazione dell’autrice)

Per gli interessati disponibile in vendita sul sito dell’editore

Blocchi di partenza – Marco Mittica

Per la nuova rubrica “Blocchi di partenza” sulla pagina Facebook “Poeti Oggi” l’incontro con la poesia di Marco Mittica.

Buona lettura!

Potete consultare poesia e nota anche sul blog di Poeti Oggi:

https://www.poetioggi.com/2022/04/blocchi-di-partenza-fabrizio-bregoli.html

Tutti gli autori e le note di lettura pubblicate su Poeti Oggi sono consultabili alla pagina del blog Blocchi di partenza

Grazie alla pagina Facebook “Poeti Oggi” per l’opportunità di collaborazione.

Poesia a confronto: La poesia perché

La rubrica “Poesia a confronto” giunge al suo centesimo appuntamento e sospende la propria programmazione dopo aver proposto per due anni circa, a cadenza settimanale, una selezione di poesie a tema con un commento che potesse guidare il lettore nell’istituire nessi e relazioni fra i testi. Le proposte non hanno avuto certo la pretesa di essere esaustive del tema trattato, né la rubrica ha la pretesa di aver trattato tutti i principali temi e motivi che la poesia può rappresentare e esporre; pur nella sua incompletezza, pur nei limiti delle scelte effettuate, sia sui testi sia sugli autori, tutti soggetti al gusto personale e all’orizzonte culturale, necessariamente parziale e limitato, del suo curatore, speriamo che la rubrica abbia svolto un ruolo utile di servizio e di diffusione della parola poetica, sia per gli addetti ai lavori sia per il lettore comune o perfino per chi si affaccia con curiosità alla poesia, magari per la prima volta.

Chiudiamo questi nostri interventi con una selezione di pensieri, riflessioni, aforismi sulla parola poetica, in cui gli autori proposti si interrogano sulla domanda più importante e probabilmente indecidibile: perché la poesia?

Senza alcun commento in questo caso, lasciamo che queste riflessioni ci attraversino, parlino da sé.

Grazie a tutti i lettori che hanno seguito la rubrica in tutte queste cento settimane. Vi siamo grati.

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books in black wooden book shelf
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Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Poesia a confronto: Laudi

Novantanovesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Laudi con il confronto fra poesie di San Francesco, Guinizelli, D’Annunzio, Valduga.

La forma poetica (e musicale) della lauda, derivante dalla tradizione trobadorica, trova affermazione nella cultura medievale, italiana in particolare, come forma fondamentale della poesia sacra e religiosa, spesso associata all’accompagnamento musicale.

[…]

Nella tradizione stilnovistica, di cui qui riportiamo uno dei più celebri sonetti del maestro Guinizelli, la lauda diventa lo strumento per elogiare le virtù, soprattutto spirituali, della donna amata che è una trasfigurazione del divino, manifestazione di quella gentilezza e di quella capacità di redimere l’uomo (offrire “salute”, ossia salvezza) che sono il motivo conduttore dell’esperienza nobile dell’amore stilnovistico. Tema questo, come ben noto, ripreso e portato alle estreme conseguenze dagli altri poeti maggiori dello Stilnovo: Dante e Cavalcanti.

[…]

GUIDO GUINIZELLI

(Da “Poeti del Duecento”, a cura di Gianfranco Contini, Ricciardi, 1960)

Io voglio del ver la mia donna laudare
ed assemblarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’ è lassù bello a lei somiglio.         

Verde river’ a lei rasembro e l’âre
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.   

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’ abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ‘l de nostra fé se non la crede;       

e no-lle pò apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior virtute:
null’om pò mal pensar fin che la vede.     

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

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Poesia a confronto: Dialetti

Novantottesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Dialetti con il confronto fra poesie di Porta, Belli, Marin, Loi.

La poesia dialettale, per un paese come l’Italia che vanta numerose varianti locali anche fra comuni vicini, rappresenta un grande valore, grazie alla presenza di autori di grande profilo e originalità che danno un contributo fondamentale alla letteratura nazionale, pur non scrivendo in lingua.

Partiamo dai classici del genere: il milanese Porta e il romano Belli. La loro poesia, come nei due esempi riportati, ritrae spesso personaggi tratti dalla vita reale, come avviene per Carlo Milanes e per er Cardinale, che sono rappresentati in versi con un tratto realistico e provocatorio, per mettere in risalto difetti, contraddizioni, ipocrisie, compromessi che la vita quotidiana comporta. L’ironia, tipica della tradizione comico-realistica, è il tratto comune ai due testi che, dal punto di vista formale, rispettano le forme chiuse della tradizione: in entrambi i casi si tratta di perfetti sonetti in endecasillabi, con osservanza rigorosa del metro e delle rime.

[…]

CARLO PORTA

Sissignor, sur Marches, lu l’è marches,
marchesazz, marcheson, marchesonon,
e mì sont el sur Carlo Milanes,
e bott lì! senza nanch on strasc d’on Don.

Lu el ven luster e bell e el cress de pes
grattandes con sò comod i mincion,
e mì, magher e biott, per famma sti spes
boeugna che menna tutt el dì el fetton.

Lu senza savè scriv né savè legg
e senza, direv squas, savè descor
el god salamelecch, carezz, cortegg;

e mì (destinon porch!), col mè stà su
sui palpee tutt el dì, gh’hoo nanch l’onor
d’on salud d’on asnon come l’è lu.

(Da Poesie di Carlo Porta; a cura di Dante Isella; collezione: I meridiani; A. Mondadori Editore;
Milano, 1975)

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

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“Prima della voce” di Paolo Parrini (Samuele Editore, 2021)- nota di lettura di Rita Bompadre

Oggi ospitiamo una nuova nota di lettura che ci viene offerta da Rita Bompadre.

Copertina del libro tratta dal sito dell’editore, Samuele Editore, 2021,
https://www.samueleeditore.it/prima-della-voce-paolo-parrini/

L’opera “Prima della voce” di Paolo Parrini (Samuele Editore – Collana Callisto, 2021 pp. 70 € 12.00) parla al cuore della vibrazione poetica, modula i segni espressivi dello stupore interiore, trasmette l’essenza iniziale delle parole considerando la materia comune della memoria con l’appropriata elezione d’immagini e tradizioni universali. Il poeta concede al linguaggio una diffusione rituale, iniziatica, attribuisce al miracolo incantevole della poesia la traduzione biografica in riflessioni indispensabili, contratte tra l’intuizione di una sensazione provvisoria e la sensibilità permanente, custodisce la rispondenza sonora della vita nell’oscillazione di una devozione pagana con la natura correlativa degli eventi. Prolunga il senso sottile e delicato della relazione estetica con l’unità dell’esperienza sensibile, osserva il presentimento acuto della visione del mondo e dei suoi struggenti accordi, traccia il rilievo emerso delle emozioni, distingue la cavità difensiva dell’ispirazione come il salvifico territorio delle occasioni e della verità. Il percorso elegiaco incrocia la scheggia indicativa nell’intreccio dei ricordi, l’intensità dello sguardo quotidiano sulla consistenza saggia della realtà. “Prima della voce” rintraccia la grammatica e la ricostruzione dei significati affettivi, recupera il dialogo spirituale trasferendo nella rappresentazione delle fotografie artistiche, contenute nel libro, la contemplazione della bellezza, riscatta la percezione delle impressioni che il disincanto ha estinto intorno alla nostra esistenza. Paolo Parrini riacquista la possibilità di vivere i legami con la naturale capacità di ascoltare e capire le proprie passioni, accoglie la cura dei sentimenti, concentra il raccoglimento religioso delle attese nei labirinti dei propri desideri, salvaguarda il sincero legame con le proprie promesse, affermando l’estensione di un’esecuzione lirica obiettiva, l’elevazione di un’epifania meravigliata, in comunione con un equilibrio riportato in  luce oltre la discordanza oscura del vivere. Risana l’intermittente dimensione del tempo e la direzione di appartenenza ai propri versi, ricompone le incertezze nell’esercizio stilistico di conquista dell’amore e di perizia dell’inquietudine, abita il luogo esteso dell’anima, ospita intenzioni e metafore della quiete. Il ritmo dei testi celebra la visione dinamica della pagina, come spazio e corpo degli elementi letterari, il carattere sacro e sensuale di una conversazione insistentemente scampata alla dimenticanza. La poesia di Paolo Parrini riconduce sulla soglia di un avvenimento, traduce il realizzarsi scrupoloso della successione del rumore e della sospensione, nel calpestio dei passi della vita,  definisce una voce segreta e ritrovata, estende la cortina della fragilità nell’infinito riflesso dell’estremità esistenziale, percorre le venature, la condensazione e  l’evaporazione dell’assenza. Fonda la sua dottrina nel respiro del miracolo sacro e familiare della tenerezza, nell’impalpabile sensualità, annoda il tessuto evocativo dei luoghi inattesi, escludendo il debito della parola alla deviazione del silenzio: “La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.” (Octavio Paz)

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

(Pubblicato su concessione e autorizzazione dell’autrice)

Per gli interessati disponibile in vendita sul sito dell’editore