I fondamentali: Orazio

I, 11

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi

finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios

temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati!

Seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,

quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare

Tyrrhenum, sapias: vina liques et spatio brevi

spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

I, 11

Tu non chiedere – non è lecito sapere – quale sorte gli dèi

diedero a me, quale a te, Leuconoe, e non scomodare i vaticini

babilonesi. Quant’è meglio, qualunque cosa accada, accettarla!

Che Giove ci riservi ancora molti inverni, o sia questo

l’ultimo, questo che ora sfianca tra opposti scogli di pomice il mare

dei Tirreni, tu sii saggia: versa il vino e taglia corto con la speranza

che crede di saperla lunga. Mentre parliamo, già fugge invidioso

il tempo: afferra l’attimo, confidando, meno che puoi, nel futuro.

(traduzione di Fabrizio Bregoli)

Immagine di pubblico dominio tratta da https://en.wikipedia.org/wiki/Horace#/media/File:Horaz_beim_Studium.jpg
Horaz beim Studium. Holzschnitte, aus: Quintus Horatius Flaccus, Opera, Straßburg: Johann Grüninger, 1498. Gutenberg-Museum Mainz, Stb Ink 888

I fondamentali: Guido Cavalcanti

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’omo pote, ma ciascun sospira?

O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical’Amor, ch’i’ nol savria contare:
cotanto d’umiltà donna mi pare,
ch’ogn’altra ver’ di lei i’ la chiam’ ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch’a le’ s’inchin’ ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

Non fu sì alta già la mente nostra
e non si pose ‘n noi tanta salute,
che propiamente n’aviàn conoscenza.

Buon Natale!

Auguriamo a tutti coloro che seguono il blog i migliori auguri di Buone Feste.

Lo facciamo proponendo una cartolina natalizia con lo splendido disegno di Chiara Rota, inclusa nel progetto “Scintille di Luce” della Associazione Culturale “Il Mondo delle idee”, pubblicato nel 2019.

Disegno di Chiara Rota, © Il mondo delle idee – 2019
Haiku, Fabrizio Bregoli

Il progetto raccoglie, a corredo dei disegni di Chiara Rota gli haiku scritti da Giuseppe Conte, Tomaso Kemeny, Chicca Morone, Fabrizio Bregoli, Antonio Miredi, Paola Pennecchi, Simonetta Longo, Giancarlo Guerrieri, Antonella Barina, Alessandra Giani, Fabia Baldi, Vittoria Ravagli.

Per informazioni

http://www.ilmondodelleidee.net/

Qualche appunto imperfetto sulla poesia di Arnold de Vos

Questa settimana la rubrica Poesia a confronto sul blog Laboratori Poesia viene sospesa per dedicare la giornata al ricordo del poeta Arnold de Vos, recentemente scomparso.

Notizie biografiche e pubblicazioni principali di Arnold de Vos sono consultabili su Wikipedia e su La luna e il drago

Poeta singolare e controcorrente, Arnold de Vos è l’esempio di una poesia senza compromessi, fedele solo a se stessa, potente e pura per forma e contenuti.

Scrivo su Laboratori Poesia:

” Cosa significasse la poesia per Arnold de Vos è molto chiaro proprio in un testo qui incluso:

La scrittura è ripiego: un piego
di carne, e diniego.

[…] Scrittura come necessità, pulsione irrinunciabile, ma senza alcun ruolo profetico o missione prescritta, piuttosto come “ripiego”, unica alternativa consentita a chi vuole davvero conoscere la vita e quindi, molto concretamente, “piego / di carne”, immersione consapevole in questa vita, senza avere timore di sporcarsi le mani, toccare il fondo, raggiungere quel punto di non ritorno che trasforma il “ripiego” in “diniego”, perché scrivere la vita è sempre un negarla, fossilizzarla sulla pagina, volerne lasciare una traccia che tende a dissolversi appena la si è scritta.

[…]

Foto tratta dal blog Laboratori Poesia: https://www.laboratoripoesia.it/arnold-de-vos-2/

La poesia di Arnold de Vos è allora una poesia della precisione, del disvelamento impudico, a costo di risultare scabroso, denuncia dello scandalo inevitabile di ogni vita:

FICO

Arrovescio il guanto della scrittura
sul tuo corpo
fico, facendo di ogni poesia
la foglia che non hai addosso.

Gergalità e linguaggio biblico (si veda il termine “fico” che associato a corpo o a foglia assume connotazioni agli antipodi) si fondono in quell’osmosi eretica dove solo la poesia può consentire la sovrapposizione, la conciliazione altrimenti blasfema. La poesia è allora guanto da rovesciare ma anche guanto di sfida, scardinamento di ipocrisie e conformismi, l’unica arma contro “la prosa della vita” contro cui occorre ribellarsi, contrastarne la “sistematica bugia”.

[…]

L’articolo può essere letto integralmente su Laboratori Poesia

Per altre letture da Arnold de Vos si possono consultare i siti:

Blog personale dell’autore

Frammenti Rivista

Samuele Editore

Il sasso nello stagno

La poesia senza “rivelazione” in Notizie da Patmos

Federico Migliorati, con la cura che lo contraddistingue nel suo impegno per la letteratura e la cultura in senso lato, scrive questa recensione, molto personale e ricca di contributi nuovi, per Notizie da Patmos (La Vita Felice, 2019), in prossima uscita su Il Gazzettino Nuovo del 24 Dicembre 2020, e da lui anticipata sul suo profilo Facebook, da cui condividiamo.

Gli siamo davvero riconoscenti per l’attenzione e apprezziamo la ricchezza dell’analisi e dei contributi: in particolare quel riferimento in chiusura a Cassola, in cui ci riconosciamo, con grande umiltà e rispetto.

Per leggere alcune poesie da Notizie da Patmos accedere al link