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Chicca Morone su "Notizie da Patmos"

La cara amica, giornalista pubblicista, poeta e scrittrice Chicca Morone, presidente della fondazione “Il Mondo delle Idee“, associazione culturale di matrice simbolico spirituale, aperta alle tradizioni di ogni paese ed epoca, e fondatrice del movimento poetico mitomodernista insieme a Tomaso Kemeny e Giuseppe Conte, mi riserva oggi una splendida sorpresa: scrive di “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019) sul blog “Odissea” di Angelo Gaccione, nella rubrica “Arca”. E lo fa con la sua cifra e il suo stile personalissimi, capace di mettere in luce aspetti decisamente originali e inediti che ha saputo trovare nei miei versi.

Scrive Chicca Morone:

Notizie da Patmos” è il suo attuale neonato “bambino di carta” in attesa che la produzione continui, vista la vena poetica incessante.La parte che più mi ha colpito è quella dedicata prevalentemente a un dialogo serrato con un’altra figura, quella del padre, se non proprio biologico, almeno identificato in un essere diverso da sé.

Non può non risuonare il verso di Kalil Gibran “Tu sei il genitore di te stesso”: Fabrizio si è generato e continua a generarsi un crescendo di immagini realizzate sulla carta, sul web, di persona.

[…]

L’uso di ogni parola è ovviamente organizzato dall’ingegnere che c’è in lui, che si affaccia di tanto in tanto, ma che viene tenuto a bada dal poeta, pattern di sicuro dominante nella sua natura.

Patmos, prima di essere la poesia del compianto Pasolini sulla strage di piazza Fontana, è un’isola greca dove esiste la grotta dell’Apocalisse: lì Giovanni scrisse l’ultimo libro della Bibbia percependo da una spaccatura nella roccia (la stessa da cui tramandano sia nato Mithra?) la voce di Dio.

Che Fabrizio sia in stretta connessione con l’inconscio collettivo in cui navigano parole magiche e sapienziali nessuno ha dubbi e confesso, con un po’ di invidia, che questa sua facoltà va ben oltre qualsiasi interpretazione critica dei suoi scritti.     

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono, persone sedute
La giuria del premio Rodolfo Valentino
(da sinistra la presidente Chicca Morone, e i giurati Paola Pennecchi, Tomaso Kemeny, Antonio Miredi, Fabrizio Bregoli) – Foto tratta dalla pagina Facebook de “Il mondo delle Idee” –

La recensione completa è consultabile sul blog “Odissea” al link:

https://libertariam.blogspot.com/p/arca.html

(scorrere lungo la pagina del sito web)

Ringraziamo di cuore Chicca Morone per la sua nota e Angelo Gaccione per la sua ospitalità.

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Recensione a “Versi Pelle” di Luigi Scala su LaRecherche.it

Recensione della settimana sul sito LaRecherche.it al libro d’esordio del poeta Luigi Scala (Libreria Editrice Psiche, 2019) dal titolo “Versi Pelle“.

Dalla nota di lettura di Fabrizio Bregoli:

“Versi Pelle” è la prima raccolta poetica edita del giovane autore Luigi Scala, classe 1984. Come testimoniato dalla prefazione di Tomaso Kemeny e ribadito nella postfazione di Chicca Morone, Scala fa riferimento al movimento poetico del mitomodernismo fondato dallo stesso Kemeny, insieme a Giuseppe Conte e Stefano Zecchi, nel 1994, anno del manifesto che rivendica il diritto di cittadinanza, nella contemporaneità, alla Bellezza come strumento necessario a una rinascita etica, all’insegna del ruolo eroico, eretico ed erotico della poesia che va riscoperto nella valenza universale del mito, nella ricostituzione del rapporto originario fra uomo e mondo. […]

Crediamo che questa scrittura risulti più convincente dove, deposta la corazza protettiva della lingua iper-letteraria e i temi della tradizione, si affida a una vena più ironica, a tratti tagliente e sarcastica, quando denuncia “quell’amore indifferente / comprato a tranci o a pacchetti / nel mercato del consumo del niente” o la “nostra società infartuata” o le “bocche avvilenti” nel “magma del lessico quotidiano”. Questo trova conferma anche nella parte centrale del libro dove si accampa una sorta di canzoniere, a tratti paradossale e parodico, quasi un gioco surreale di schermaglie, ricatti, disillusioni […]

C’è quindi da sperare che, nella consapevolezza di questa prima prova senz’altro positiva, Luigi Scala possa dare sempre più sviluppo e corpo a questa sua vena dissacrante, radical-chic, ironicamente saputa (ma mai supponente), base di una scrittura che, come si richiede a ogni poeta, lo possa sempre più rendere interprete consapevole del suo tempo, capace di restituire al lettore lo “stupore del mondo”.

La recensione completa è disponibile sul sito LaRecherche.it

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