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Due sì – di Paolo Gera – tracce di Andrea Zanzotto in “Notizie da Patmos” di Fabrizio Bregoli

Il blog Blanc de ta nuque, di Stefano Guglielmin, ospita un intervento critico di Paolo Gera dal titolo “Due sì” in cui si istituiscono possibili relazioni fra la poesia che chiude “Notizie da Patmos” (Quando s’addensa, dove…) e la Ecloga IX di Andrea Zanzotto (anche nota come Ecloga scolastica).

Raffronto certo azzardato, controcorrente, ma che speriamo possa stimolare la vostra lettura.

Dice Paolo Gera:

Una brevissima parola straniera, tre lettere, arcaica, fulminante, è utilizzata da due poeti italiani in epoche diverse: naì, ναἱ. I poeti sono Andrea Zanzotto e Fabrizio Bregoli e la piccolissima particella verbale è rinvenibile in due componimenti appartenenti a “IX Ecloghe” (1962) e “Notizie da Patmos”(2019). Innanzitutto, le due opere generali si riferiscono a un modello di antica scrittura: in maniera diretta Zanzotto si ricollega alle egloghe o ecloghe della letteratura greca e latina, di cui l’esempio più illustre sono le “Bucoliche” di Virgilio; in maniera maggiormente simbolica Bregoli alla comunicazione epistolare dei primi apostoli. […]

Il nài di Zanzotto si inserisce in un contesto di contrapposizione dialogica fra due personaggi indicati semplicemente come a e b. I sopracitati sono due insegnanti ed è indubbio che nella Ecloga IX Andrea Zanzotto attinga alla sua esperienza di docente alle scuole medie di Pieve di Soligo. L’elemento indiziale risalta già nel titolo dato alla Ecloga IX: “Scolastica”. […]

Sebbene non immediatamente riscontrabile pure il pezzo di Bregoli si inscrive nella struttura portante di un dialogo, anche se ‘in absentia’, ma la mancanza di relazione più che dolorosa e riscattabile, sembra propriamente costitutiva del rapporto tra padre e figlio, si potrebbe dire genetica e poi, nel solco della tradizione religiosa monoteistica, metafisica.

C’è una consapevolezza molto forte della dialettica tra vuoto assoluto e presenza (mai, ναἱ). I due sì sono i reduci di una lunga e faticosa guerra che tornano per un’ora e subito devono ripartire. Si vorrebbero trattenere e stringerli, ma si conosce sin troppo bene la loro condizione di precarietà. I sì sono punti atomici che appaiono per un attimo nel laboratorio dell’esistenza e della poesia e subito si convertono in onde inafferrabili. Eppure nella vita e sul foglio di scrittura li si cerca, li si attende, ci si aggrappa per quanto si può al loro raro germoglio.

La nota critica può essere letta integralmente sul blog al link

https://golfedombre.blogspot.com/2020/04/paolo-gera-legge-fabrizio-bregoli-in.html

A questo link è disponibile una selezione di poesie da Notizie da Patmos

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Lina Salvi su “Notizie da Patmos” sul blog Poetrydream

Sul blog Poetrydream è disponibile un’azzeccatissima nota di lettura sul mio ultimo libro “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019) a firma della poeta Lina Salvi che ringraziamo di cuore per l’intervento, l’attenzione e la cura spesa nella lettura.

Scrive Lina Salvi:

Verrebbe da pensare, soffermandoci sul titolo del libro, che si tratti del resoconto di un viaggio, stazione provvisoria o permanente della mente, poco importa. Un fermo immagine – da uno dei più bei luoghi del Mar Mediterraneo, da sempre crocevia del mondo, di antichissime leggende e culture; e perché no, di sogni inaspettati e di nature meravigliose. Se è pur vero che, se non si tratti esattamente del taccuino di un viaggio, (inteso in senso geografico), siamo comunque, invitati in un altrove tangibile, metafisico, e reale. Sappiamo bene che ogni scrittura che si rappresenti, evolve con una certa necessità del distacco, voragine della distanza, da cui emergere, empiere a quel vuoto, (o sogno), che ogni essere umano porta con sé. Ciò nonostante, l’esigenza del distacco, del confine o demarcazione, sembra proprio suggerirci il bisogno di indicare la stretta, le differenze, consapevoli che non basta: …C’è bastato credere/ franca una terra di nessuno, noi/intatti territori d’oltremare, / colonie di un’uguale solitudine. (Pag.35).[…]

Per leggere la versione integrale della recensione si rimanda al blog Poetrydream, al link

https://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/2020/03/segnalazione-volumi-fabrizio-bregoli_31.html

o in alternativa al sito della casa editrice “La Vita Felice”

http://poesia.lavitafelice.it/news-recensioni-lina-salvi-su-poetrydream-per-notizie-da-patmos-di-fabrizio-bregoli-6927.html

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Chicca Morone su "Notizie da Patmos"

La cara amica, giornalista pubblicista, poeta e scrittrice Chicca Morone, presidente della fondazione “Il Mondo delle Idee“, associazione culturale di matrice simbolico spirituale, aperta alle tradizioni di ogni paese ed epoca, e fondatrice del movimento poetico mitomodernista insieme a Tomaso Kemeny e Giuseppe Conte, mi riserva oggi una splendida sorpresa: scrive di “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019) sul blog “Odissea” di Angelo Gaccione, nella rubrica “Arca”. E lo fa con la sua cifra e il suo stile personalissimi, capace di mettere in luce aspetti decisamente originali e inediti che ha saputo trovare nei miei versi.

Scrive Chicca Morone:

Notizie da Patmos” è il suo attuale neonato “bambino di carta” in attesa che la produzione continui, vista la vena poetica incessante.La parte che più mi ha colpito è quella dedicata prevalentemente a un dialogo serrato con un’altra figura, quella del padre, se non proprio biologico, almeno identificato in un essere diverso da sé.

Non può non risuonare il verso di Kalil Gibran “Tu sei il genitore di te stesso”: Fabrizio si è generato e continua a generarsi un crescendo di immagini realizzate sulla carta, sul web, di persona.

[…]

L’uso di ogni parola è ovviamente organizzato dall’ingegnere che c’è in lui, che si affaccia di tanto in tanto, ma che viene tenuto a bada dal poeta, pattern di sicuro dominante nella sua natura.

Patmos, prima di essere la poesia del compianto Pasolini sulla strage di piazza Fontana, è un’isola greca dove esiste la grotta dell’Apocalisse: lì Giovanni scrisse l’ultimo libro della Bibbia percependo da una spaccatura nella roccia (la stessa da cui tramandano sia nato Mithra?) la voce di Dio.

Che Fabrizio sia in stretta connessione con l’inconscio collettivo in cui navigano parole magiche e sapienziali nessuno ha dubbi e confesso, con un po’ di invidia, che questa sua facoltà va ben oltre qualsiasi interpretazione critica dei suoi scritti.     

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La giuria del premio Rodolfo Valentino
(da sinistra la presidente Chicca Morone, e i giurati Paola Pennecchi, Tomaso Kemeny, Antonio Miredi, Fabrizio Bregoli) – Foto tratta dalla pagina Facebook de “Il mondo delle Idee” –

La recensione completa è consultabile sul blog “Odissea” al link:

https://libertariam.blogspot.com/p/arca.html

(scorrere lungo la pagina del sito web)

Ringraziamo di cuore Chicca Morone per la sua nota e Angelo Gaccione per la sua ospitalità.

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“Notizie da Patmos” – Poesia della settimana sul sito “LaRecherche.it”

La Redazione del sito “LaRecherche.it” ospita una selezione di poesie tratte dalla mia ultima raccolta “Notizie da Patmos” edita da “La Vita Felice” (2019).

Ringrazio di cuore Roberto Maggiani e Giuliano Brenna per l’attenzione e per la scelta dei testi.

Buona lettura su “LaRecherche.it”

Screenshot dal sito “LaRecherche.it”

Siti per l’acquisto

Recensioni al libro

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Stefano Vitale su “Notizie da Patmos”

Sul giornale periodico on-line “Il Giornalaccio“, della città di Torino, il poeta e critico Stefano Vitale recensisce “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019).

La sua è una nota colta, precisa, attenta nel cogliere lo spirito più autentico del libro, con la competenza e la sensibilità alla quale Stefano Vitale ci ha abituati in tutte le sue note di lettura e nei suoi versi, di sicuro valore.

Esprimiamo il più sincero ringraziamento: gli siamo riconoscenti.

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Fabrizio Bregoli, Stefano Vitale e Alfredo Rienzi
alla libreria Odradek di Milano

Scrive Stefano Vitale:

Fabrizio Bregoli approda ad una raccolta poetica decisamente interessante. “Notizie da Patmos” si lascia alle spalle ogni residuo di tentazione narrativo-poetico propria di un certo milieu lombardo, evita ogni naturalismo sociale che, in alcuni autori, rischia di diventare bozzetto melanconico popolare e punta diritto verso altre terre. […]

Certo, Bregoli non rinuncia alla sua cifra linguistica: come egli stesso scrive “ho sempre avuto il tarlo delle scienze esatte”. Bregoli cerca sempre nuove metafore, nuovi agganci della lingua col mondo delle scienze, della matematica, dell’algebra in particolare. L’algebra che “nasce per ampliare l’orizzonte della matematica”, come dovrebbe fare la poesia con la vita e la letteratura. E dentro questa scelta c’è un’aspirazione: quella di costruire ed abitare uno spazio “dominabile”. Finalmente nostro”. Una paternità restituita” (cfr. pag. 11). […]

Ma attenzione, la connessione con le scienze esatte non genera una poesia arida, secca, anaffettiva. Al contrario Fabrizio Bregoli è molto bravo nel proporre una poesia intensa, essenziale e al tempo stesso risonante, emotivamente densa. E qui c’è anche la scelta tematica ad indicare la direzione che ha assunto la poesia di Bregoli, direzione che già ovviamente era presente nei due libri precedenti, ma che in “Notizie da Patmos” è molto più chiara. Il focus è la relazione tra esperienza umana del nulla e aspirazione alla laica “redenzione” attraverso la poesia. […]

Il centro del libro è poi, indicativamente, segnato da una sezione denominata “Digressione quantistica”, titolo scritto emblematicamente tra due parentesi, sezione che, come scrive lo stesso autore può essere tralasciata o considerata la più importante. […] Poesia e teoria dei Quanti si specchiano una dentro l’altra e se da un lato esprimono il disagio, lo sgomento dell’uomo di fonte all’ignoto, dall’altra parte esorcizzano questa paura affrontandola. Esattamente come dovrebbe fare oggi l’umanità con la realtà, oggi e sempre. Assumersi la responsabilità dei propri limiti, accettare il senso del vuoto, fare i conti con le proprie illusioni, tentare di cogliere l’attimo “che rende indistinguibile/ materia ed onda” […]

E’ questa fiducia nella parola, nella poesia che Fabrizio Bregoli ci propone, una fiducia non banale, non autoreferenziale, non certo fondata su un approccio solipsistico ed esangue, bensì sulla necessità interiore “di ambire a senso” andando oltre ciò che è dato e il paradosso della resa necessaria si trasforma in una forma di silenzio dispiegato “sull’arco della parola.

Potete leggere la recensione completa sul blog:

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Recensione a “Notizie da Patmos” sul blog Poetrydream

Sul blog Poetrydream, a cura di Antonio Spagnuolo, Raffaele Piazza recensisce “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019).

Scrive Raffaele Piazza:

Notizie da Patmos presenta una prefazione di Piero Marelli acuta e sensibile.
Il testo è composito e articolato architettonicamente nelle sue scansioni e presenta un’incontrovertibile vena intellettualistica.
Già in Zero al quoto il poeta aveva realizzato una geometrizzazione della poesia a partire dal titolo e anche qui tra l’altro tratta, praticando la poesia, temi matematici e scientifici a volte esplicitamente, come nelle poesie dedicate a Planck e Heisenberg e volte implicitamente nel sottendere nell’unione di unità minime che compongono l’ordine del discorso di ogni singolo componimento un rigoroso principio che potremmo definire aritmetico – affettivo.
Del resto, se il termine testo deriva da tessuto, la poesia, come fatto in sé stesso, essendo prodotto di un tessuto linguistico, si presta alla metafora geometrica e, se questo era incontrovertibile ai tempi della poesia soggetta alla metrica e alla prosodia, è un assunto che vale anche per la poesia contemporanea dopo la rivoluzione del verso libero. […]

Intensissimo lo spessore semantico dei componimenti che sono densissimi a livello metaforico e sinestesico, e che emozionano costantemente il fortunato lettore producendo una forte dose d’ipersegno.
Sospensione e magia connotano i dettati espressi da Bregoli che hanno qualcosa di anarchico senza mai sfiorare l’alogico.
Sembra essere una poetica alta quella di Bregoli che ha per argomento quello della fragilità umana che può trovare riscatto solo attraverso la parola per uscire dalla selva oscura attraverso il varco montaliano.

Potete leggere la recensione completa sul blog:

http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/2020/03/segnalazione-volumi-fabrizio-bregoli.html

Grazie ancora a Raffaele Piazza per l’attenzione e a Antonio Spagnuolo per l’ospitalità.

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T9- le parole perdute- POESIA, PADRE LONTANO, “Notizie da Patmos” di Fabrizio Bregoli: riflessioni di Paolo Gera

Paolo Gera, oltre ad essere un eccellente poeta e uno straordinario spirito critico, segue da sempre la mia produzione poetica e ne è sicuramente un attento conoscitore, capace di capirne gli sviluppi, le esigenze contenutistiche e stilistiche, le ragioni più profonde.

Gli sono davvero grato, per questa sua attenzione preziosa unita a grande sensibilità e competenza. Condivido con voi questa nota di lettura sul mio ultimo libro “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019), sperando che la lettura vi sia gradita.

CARTESENSIBILI

mario monicelli- padri e figli

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Il tema è quello dell’incomunicabilità fra un padre e un figlio, del loro amore impossibile, della loro distanza incolmabile. Vari potrebbero essere i riferimenti, per approssimazione, a esperienze poetiche analoghe, dal padre prematuramente scomparso, percepito come assenza traumatica, di Pascoli, a quello di Sbarbaro in “Pianissimo”, dichiarazione di attaccamento incontaminato, alla figura paterna che diventa città di odori e ombre di Giorgio Caproni, al “Padre mio” di Alda Merini, che diventa ansia metafisica e confine celeste, e così via. Eppure se dovessi riscoprire un’esperienza di formazione con cui “Notizie da Patmos” possa confrontarsi, io penserei immediatamente alla “Brief an den Vater”(1919) di Franz Kafka “Und wenn ich hier versuche, Dir schriftlich zu antworten, so wird es doch nur sehr unvollständig sein, weil auch im Schreiben die Furcht und ihre Folgen mich Dir gegenüber behindern und weil die Größe des Stoffs über mein Gedächtnis und…

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