Su “La regola dell’orizzonte” di Alessandra Paganardi (puntoacapo – 2019)

La poesia di Alessandra Paganardi, come testimonia il titolo del libro che è desunto dal linguaggio della fotografia, è uno sguardo attento e partecipe sul mondo, consapevole che “tutti i posti sono ovunque” e quindi fare poesia è innanzitutto un addestramento dello sguardo, perché possa scalfire la superficie e penetrare il senso delle cose. Questo porta l’autrice ad adottare un linguaggio preciso, epurato da qualunque intento o tentazione esornativa, tutto teso a una concentrazione del verso che non permette alcun indugio di sorta: occorre saper conficcare “dentro il fianco la parola”, parola che è al tempo stesso ferita necessaria e faglia che possa far riaffiorare quel “moto opaco delle cose” di cui parla Giancarlo Pontiggia nella sua nota in quarta di copertina. C’è una rivendicazione lucida, in questi versi: al proprio diritto alla vita, al poterla e saperla amministrare nella libertà e nel rispetto del mondo, senza perdersi, ma scendendo a patti – dolorosamente, certo – con l’ordine conflittuale che lo presiede. Ne deriva un libro potente con una dizione incandescente, ma senza essere innestato in una matrice orfica, ormai fin troppo abusata, da molti: si intuisce invece una “ragione” poetica sempre presente, che ordina e governa i versi, mette a fattore comune immagine ed esperienza, come viene dimostrato dall’andamento essenzialmente poematico e intertestuale che collega fra di loro le poesie. È così che l’autrice sa offrirci, in modo convincente, una poesia “per medicare il buio / per guarire la terra”

Fabrizio Bregoli

Per una selezione di poesie dal libro si acceda al link seguente sul blog Perigeion.

Buona lettura!

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Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nel bresciano, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato le raccolte di poesia: “Cronache provvisorie (VJ, 2015), “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016), “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante il libriccino d’arte “Grandi poeti” (2012) e per la collana Fiori di Torchio la plaquette “Onora il padre” (Serégn de la memoria, 2019). Sue opere sono incluse in “Lezioni di Poesia” (Arcipelago, 2015) a cura di Tomaso Kemeny e in “iPoet Lunario in Versi 2018” (Lietocolle, 2018), sulle riviste “Il Segnale”, “Atelier”, “Alla Bottega”, “Le voci della luna”, “Il Foglio Clandestino”, “Frequenze poetiche” e in numerose antologie e blog di poesia. È fra gli autori aderenti e censiti sul sito Italian Poetry, nato per la diffusione della poesia italiana nel mondo. Gli sono stati assegnati numerosi premi fra i quali: per la poesia inedita, i Premi “San Domenichino”, “Il Giardino di Babuk”, “Giovanni Descalzo”, “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il “Premio della Stampa” al Città di Acqui Terme; per la poesia edita i Premi “Guido Gozzano”, “Rodolfo Valentino”, “Città di Umbertide” e il “Premio Letterario Internazionale Indipendente”. È stato inoltre finalista ai Premi Caput Gauri, Lorenzo Montano e Bologna in Lettere. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Piero Marelli, Vincenzo Guarracino, Corrado Bagnoli, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Sergio Gallo, Stefano Vitale, Eleonora Rimolo, Pierangela Rossi, Enea Roversi, e molti altri. Collabora come recensore con il sito “Larecherche.it”, con la pagina Facebook “Poeti Oggi” e fa parte della redazione di Laboratori Poesia per cui cura la rubrica “Poesia a confronto”.

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