Poesia a confronto: EnoPoesia

Quattordicesimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Enopoesia, con il confronto fra poesie di Khayyam, Baudelaire, Yeats, Merini, Kemeny.

Nunc est bibendum! Per cui siete tutti invitati ad alzare i calici e a brindare a queste poesie che hanno come tema comune il vino, l’elemento dionisiaco per eccellenza.

Punto di partenza imprescindibile sono le quartine dell’iraniano Khayyàm, rielaborate in lingua inglese da E. FitzGerald, con un’ottima versione poetica e un più discutibile rispetto filologico della fonte. Il tema ricorrente in Khayyàm è affine al “carpe diem” oraziano: la necessità di contrastare la fugacità e la brevità della vita con il piacere di cui il vino è concreta materializzazione; vino e canto, piacere e poesia sono elementi che si fondono, danno senso alla vita, sono l’antidoto contro la tristezza, strumento apotropaico contro la morte, prima della riduzione in polvere “senza Fine”.

Altro grande estimatore del vino e di tutte le altre sostanze capaci di indurre nell’uomo quello stato di ebbrezza che permette di attingere una realtà altra, immateriale e trascendente, fu Baudelaire a cui si deve la famosa affermazione: “Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere” (” Un homme qui ne boit que de l’eau a un secret à cacher à ses semblables. ” – da “Petits poèmes en prose”, 1868).

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XXXIII La Terra non poteva rispondere, illustrazione per “The Rubaiyat of Omar Khayyam” (1905) a cura di Adelaide Hanscom, tradotto da Edward Fitzgerald
https://it.wikipedia.org/wiki/%CA%BFUmar_Khayy%C4%81m#/media/File:033-Earth-could-not-answer-nor-the-Seas-that-mourn-q75-829×1159.jpg

TOMASO KEMENY

(Da “Poemetto gastronomico e altri nutrimenti – Jaca Book, 2012)

POEMETTO GASTRONOMICO – FRAMMENTO QUARTO

[…]

Uno schianto lo Sciacchetrà generoso

dispensa dorato e poi benessere

agli appassionati alla bisboccia.

Ercole, solido come una roccia, tracanna

l’effervescente Sorbara e forza

il coppiere a mescergli anche della docile

Valpolicella, e poi della pastosa

Sossella; né rintuzza

il corposo Chianti Montalbano,

né rifiuta il Frascati

secco e fruttato, né disdegna

il potente Greco di Gerace

fragrante di fiori d’arancio.

Una luce rossa di letizia

Ercole irradia e non sperpera ingiuria

su una vecchia spugna che tartaglia:

«il vino è la zinna dei vecchi»

né gli ripugna la condotta

di un giovane sbruffone

che in presenza di leggiadre signore

e signorine osa, osceno, farsi pubblicità:

«la mia nerchia ha una grande comodità,

nessuna donna larga mi sta»

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016 - Premio Rodolfo Valentino 2016 e Premio Biennale di Poesia Campagnola 2017, Premio della Critica al Dino Campana 2017, Finalista ai Premio Gozzano, Merini, Caput Gauri). Il suo ultimo lavoro è "Zero al quoto" (puntoacapo, 2018) con prefazione di Vincenzo Guarracino. Sue opere sono incluse in Lezioni di Poesia (Arcipelago Itaca, 2015) di Tomaso Kemeny e in numerose altre antologie. Con il poemetto ENIAC è inoltre incluso in iPoet Lunario in versi (Lietocolle, 2018). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012). Partecipa a letture poetiche, dibattiti culturali e blog di poesia. Ha preso parte ad alcuni eventi di azione poetica mito-modernista e alcune sue poesie sono state esposte congiuntamente a opere pittoriche in eventi organizzati dall’associazione Civico32 a Bologna. Ha conseguito numerosi riconoscimenti per la poesia inedita, fra i quali gli sono stati assegnati i Premi San Domenichino, Marietta Baderna, Lino Molinario, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Luciano Nicolis, Piemonte Letteratura, Terre di Liguria, Il Giardino di Babuk, il Premio “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Vincenzo Guarracino, Mauro Ferrari, Ivan Fedeli, Sergio Gallo, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Eleonora Rimolo, Gian Piero Stefanoni, Laura Caccia, Pierangela Rossi, Enea Roversi, Antonella Pierangeli.

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