“L’odore dei cortili” di Giuliano Brenna

L’odore dei cortili” (Il ramo e la foglia, 2024), ultimo romanzo di Giuliano Brenna, ci conduce in un interessante viaggio nel tempo e nello spazio: il mondo che vi viene rappresentato è quello del Portogallo negli anni di transizione dalla fine della dittatura – spietata – di Salazar alla riconquista della libertà democratica grazie agli avvenimenti seguiti alla cosiddetta “rivoluzione dei garofani”, quegli stessi anni che vedono il passaggio del protagonista, Mattia, dagli anni dell’infanzia agli anni della maturità, passando attraverso gli anni combattuti e ricchi di esperienze contraddittorie e formative, della sua adolescenza. Romanzo storico e romanzo di formazione insieme, dunque, dove si sceglie di prendere a riferimento un contesto, anche se diverso per cultura e per tradizione dal nostro attuale, capace però di metterci di fronte alle grandi questioni dell’esistenza che, in definitiva, continuano a essere le medesime: la scoperta di sé, la conquista della propria dimensione più autentica, un rapporto onesto e consapevole con l’altro, la ricerca di un equilibrio fra individuo e società, fra soggetto e storia.

Il romanzo è ben costruito attorno alle due polarità di Mattia – rimasto senza genitori fin dai primi anni dell’infanzia, (la madre assassinata dalla polizia politica per un equivoco paradossale, il padre mai conosciuto), cresciuto dalla zia materna, alla scoperta della sua vera identità sessuale e affettiva – e il capitano Green – ex-membro di quella stessa polizia politica responsabile della morte della madre di Mattia, ritornato in Portogallo con questa nuova identità dopo la fuga di alcuni anni in Inghilterra, fuga necessaria per rimuovere tutte le sue gravi colpe e responsabilità, senza per questo essere risolutiva, personalità la sua irrisolta, incapace di accettare la propria sessualità e, quindi, in definitiva la propria identità sostanziale. Il rapporto fra i due, centrale nello sviluppo della trama, è un rapporto ambiguo, tutto basato sul sesso, con forti connotazioni sadomasochistiche, e sulla negazione del rapporto personale, ma nasconde sotto questa superficie i conflitti interiori dei due: entrambi incapaci di esprimere e accettare scopertamente i propri sentimenti, per il timore di essere accettati il primo dagli altri, il secondo dalla società. Giuliano Brenna riesce a costruire credibilmente questo continuo gioco di ambiguità e di mascheramenti che, pur con tenore e modalità diversi, entrambi i personaggi vivono, impiegando un linguaggio molto diretto, ricco di introspezione psicologica, senza indulgere al patetismo o senza trasformare i propri personaggi in figure tipizzate, restando sempre saldamente ancorato a un realismo, non di maniera, ma oggettivo. Nulla è lasciato all’imprecisione o alle notizie di seconda mano: si ha la chiara sensazione di come l’autore conosca il contesto storico e geografico in cui la vicenda avviene, frutto di una evidente documentazione e conoscenza avvenuta di persona dei luoghi, del clima culturale e sociale che vi viene descritto; quella del romanzo è la storia, di due vite e di una società insieme, in cui si amplificano quei pregiudizi e quelle storture di cui anche la nostra non ha saputo completamente liberarsi, fra recrudescenze di intolleranza e perbenismo sempre incombenti. Come in tutta la grande letteratura il passato è la chiave per la interpretazione critica del presente.

La vera protagonista del romanzo è senz’altro la città di Lisbona, sempre presente nella varietà e molteplicità dei suoi luoghi e dei suoi spazi, in particolare con i suoi parchi, i suoi giardini, i suoi cortili che prendono parte attivamente, plasmano le vicende vissute dai personaggi (in uno dei capitoli è addirittura una delle statue della città a prendere la voce e a partecipare alla narrazione delle vicende): a dominare è, come ben evidenziato dal titolo, la sensazione olfattiva che sottolinea e dà significato a tutti gli avvenimenti cruciali dell’intreccio. Gli odori, i profumi sottolineano e contestualizzano l’accadere degli eventi in un’immersione sinestetica che è senz’altro debitrice a quel Proust da sempre passione dell’autore.

Lasciamo al lettore il piacere di addentrarsi nei meandri, intriganti e non scontati, della trama, volendo con questa nota semplicemente dare qualche spunto, inevitabilmente conciso e parziale, ma speriamo utile a sollevare la giusta curiosità verso un lavoro, ben scritto, ben concepito, che merita di essere letto.

Per maggiori informazioni si invita a consultare il sito dell’editore, da cui è tratta anche l’immagine della copertina del libro:

https://www.ilramoelafogliaedizioni.it/libro.asp?ISBN=9791280223395

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nel bresciano, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato le raccolte di poesia: “Cronache provvisorie (VJ, 2015), “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016), “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante il libriccino d’arte “Grandi poeti” (2012) e per la collana Fiori di Torchio la plaquette “Onora il padre” (Serégn de la memoria, 2019). Sue opere sono incluse in “Lezioni di Poesia” (Arcipelago, 2015) a cura di Tomaso Kemeny e in “iPoet Lunario in Versi 2018” (Lietocolle, 2018), sulle riviste “Il Segnale”, “Atelier”, “Alla Bottega”, “Le voci della luna”, “Il Foglio Clandestino”, “Frequenze poetiche” e in numerose antologie e blog di poesia. È fra gli autori aderenti e censiti sul sito Italian Poetry, nato per la diffusione della poesia italiana nel mondo. Gli sono stati assegnati numerosi premi fra i quali: per la poesia inedita, i Premi “San Domenichino”, “Il Giardino di Babuk”, “Giovanni Descalzo”, “Dante d’Oro” , il “Premio della Stampa” al Città di Acqui Terme; per la poesia edita i Premi “Guido Gozzano”, “Rodolfo Valentino”, “Città di Umbertide” e il “Premio Letterario Internazionale Indipendente”. È stato inoltre finalista ai Premi Caput Gauri, Lorenzo Montano e Bologna in Lettere. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Piero Marelli, Vincenzo Guarracino, Corrado Bagnoli, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Sergio Gallo, Stefano Vitale, Eleonora Rimolo, Pierangela Rossi, Enea Roversi, e molti altri. Collabora come recensore con il sito “CasaMatta", con la pagina Facebook “Poeti Oggi” e fa parte della redazione di Laboratori Poesia per cui cura la rubrica “Poesia a confronto”.

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