I fondamentali: Catullo

VIII.

Miser Catulle, desinas ineptire
et quod vides perisse perditum ducas.
Fulsere quondam candidi tibi soles
cum ventitabas quo puella ducebat
amata nobis quantum amabitur nulla.
Ibi illa multa cum iocosa fiebant
quae tu volebas nec puella nolebat.
Fulsere vere candidi tibi soles.
Nunc iam illa non vult. Tu quoque impotens noli
nec quae fugit sectare, nec miser vive
sed obstinata mente perfer, obdura.
Vale puella! Iam Catullus obdurat
nec te requiret, nec rogabit inuitam.
At tu dolebis cum rogaberis nulla.
Scelesta! vae te! quae tibi manet vita?
quis nunc te adibit? cui videberis bella?
quem nunc amabis? cuius esse diceris?
quem basiabis? cui labella mordebis?
At tu Catulle desinatus obdura.

VIII.

Povero Catullo, smettila di farneticare

e quanto è perduto consideralo perduto per sempre.

Tempo fa, ci furono per te cieli limpidi

quando seguivi ovunque la tua ragazza

amata più di quanto non lo sarà mai nessuna.

Là ci si divertiva un mondo, si faceva

tutto quanto volevi né la tua ragazza lo negava.

Ci furono davvero per te cieli limpidi.

Ma ora lei non vuole più; pure tu non volerlo

non farle la corte se fugge, non vivere allo sbando

ma ostinatamente resisti, tieni duro.

Addio, ragazza! Ora Catullo tiene duro,

e lei non ti cercherà più, né ti implorerà se non vuoi.

Ma tu, ragazza, ti pentirai quando non ti vorrà più nessuno.

Maledetta, guai a te! Quale vita ti resterà?

Chi ti corteggerà ora? A chi sembrerai bella?

Chi amerai ora? Di chi dirai di essere la ragazza?

Chi bacerai? A chi morderai le labbra?

Ma tu, Catullo, imperterrito tieni duro.

(traduzione di Fabrizio Bregoli)

Immagine di pubblico dominio tratta da Wikipedia – Catullo da Lesbia, dipinto di Lawrence Alma-Tadema (1865) – https://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Valerio_Catullo#/media/File:Catullus-at-Lesbia’s-large.jpg

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nel bresciano, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato le raccolte di poesia: “Cronache provvisorie (VJ, 2015), “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016), “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante il libriccino d’arte “Grandi poeti” (2012) e per la collana Fiori di Torchio la plaquette “Onora il padre” (Serégn de la memoria, 2019). Sue opere sono incluse in “Lezioni di Poesia” (Arcipelago, 2015) a cura di Tomaso Kemeny e in “iPoet Lunario in Versi 2018” (Lietocolle, 2018), sulle riviste “Il Segnale”, “Atelier”, “Alla Bottega”, “Le voci della luna”, “Il Foglio Clandestino”, “Frequenze poetiche” e in numerose antologie e blog di poesia. È fra gli autori aderenti e censiti sul sito Italian Poetry, nato per la diffusione della poesia italiana nel mondo. Gli sono stati assegnati numerosi premi fra i quali: per la poesia inedita, i Premi “San Domenichino”, “Il Giardino di Babuk”, “Giovanni Descalzo”, “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il “Premio della Stampa” al Città di Acqui Terme; per la poesia edita i Premi “Guido Gozzano”, “Rodolfo Valentino”, “Città di Umbertide” e il “Premio Letterario Internazionale Indipendente”. È stato inoltre finalista ai Premi Caput Gauri, Lorenzo Montano e Bologna in Lettere. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Piero Marelli, Vincenzo Guarracino, Corrado Bagnoli, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Sergio Gallo, Stefano Vitale, Eleonora Rimolo, Pierangela Rossi, Enea Roversi, e molti altri. Collabora come recensore con il sito “Larecherche.it”, con la pagina Facebook “Poeti Oggi” e fa parte della redazione di Laboratori Poesia per cui cura la rubrica “Poesia a confronto”.

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