Poesia a confronto: Autunno

Trentaquattresimo appuntamento con la rubrica “Poesia a confronto” sul blog “Laboratori Poesia“.

Il tema affrontato oggi è Autunno, con il confronto fra poesie di Verlaine, Cardarelli, Sereni, Lamarque.

L’autunno è la stagione in cui si consuma la morte dell’estate, della bella stagione, in un percorso di transizione irreversibile che ci porta alla inesorabilità dell’inverno.

Bene ci trasmette questa idea di malinconia, di languore interiore la canzone di Verlaine in cui la prima strofa si serve di espedienti sonori e assonanze con la prevalenza della vocale ‘o’ che trasmettono efficacemente questo senso di abbandono, di monotonia delle ore. Il ricordo dei giorni passati diventa opprimente, fino al pianto, e a dominare la scena è unicamente un “vento malvagio” che trascina nel suo vortice inesorabile, come se anche l’uomo diventasse una “foglia morta”. L’autunno diventa qui metafora di un’intera epoca storica, che avverte la propria decadenza, uno smarrimento esistenziale profondo e incurabile.

[…]

Continua sul blog “Laboratori Poesia“:

http://www.laboratoripoesia.it/poesia-a-confronto-autunno/

PAUL VERLAINE

(Da “Poèmes saturniens” – Alphonse Lemerre, 1866)

CHANSON D’AUTOMNE

Les sanglots longs
Des violons
De l’automne
Blessent mon cœur
D’une langueur
Monotone.

Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l’heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure;

Et je m’en vais
Au vent mauvais
Qui m’emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.

CANZONE D’AUTUNNO

I singhiozzi lunghi

dei violini

d’autunno

feriscono il mio cuore

con un languore

monotono.

Tutto affannato

e smorto, quando

rintocca l’ora,

io mi ricordo

dei giorni passati

e piango;

e me ne vado

nel vento malvagio

che mi sconquassa

di qua, di là,

proprio come la

foglia morta.

(traduzione di Fabrizio Bregoli)

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L’appuntamento con “Poesia a confronto” è a martedì prossimo.

Per consultare l’elenco di tutte le uscite del martedì della rubrica Poesia a confronto accedere al link.

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nel bresciano, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato le raccolte di poesia: “Cronache provvisorie (VJ, 2015), “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016), “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante il libriccino d’arte “Grandi poeti” (2012) e per la collana Fiori di Torchio la plaquette “Onora il padre” (Serégn de la memoria, 2019). Sue opere sono incluse in “Lezioni di Poesia” (Arcipelago, 2015) a cura di Tomaso Kemeny e in “iPoet Lunario in Versi 2018” (Lietocolle, 2018), sulle riviste “Il Segnale”, “Atelier”, “Alla Bottega”, “Le voci della luna”, “Il Foglio Clandestino”, “Frequenze poetiche” e in numerose antologie e blog di poesia. È fra gli autori aderenti e censiti sul sito Italian Poetry, nato per la diffusione della poesia italiana nel mondo. Gli sono stati assegnati numerosi premi fra i quali: per la poesia inedita, i Premi “San Domenichino”, “Il Giardino di Babuk”, “Giovanni Descalzo”, “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il “Premio della Stampa” al Città di Acqui Terme; per la poesia edita i Premi “Guido Gozzano”, “Rodolfo Valentino”, “Città di Umbertide” e il “Premio Letterario Internazionale Indipendente”. È stato inoltre finalista ai Premi Caput Gauri, Lorenzo Montano e Bologna in Lettere. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Piero Marelli, Vincenzo Guarracino, Corrado Bagnoli, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Sergio Gallo, Stefano Vitale, Eleonora Rimolo, Pierangela Rossi, Enea Roversi, e molti altri. Collabora come recensore con il sito “Larecherche.it”, con la pagina Facebook “Poeti Oggi” e fa parte della redazione di Laboratori Poesia per cui cura la rubrica “Poesia a confronto”.

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