Su “Ionùda” di Mariangela Maio – Edizioni Dialoghi

Mariangela Maio, in questa sua opera prima, rivendica con decisione fin dal titolo l’esigenza interiore di una poesia dell’io che possa esporsi senza alcun inutile travestimento, denudandosi appunto. Ne deriva una poesia molto intima, lirica nei suoi fondamenti, tutta centrata sull’esposizione della ferita e del disagio interiore che ne nasce, associabili essenzialmente al dramma amoroso che sbalza con evidenza dai versi. Siamo nella categoria della poesia che rivendica di essere scritta da una donna, che si espone con l’evidenza della sua corporeità, della sua sensibilità di genere con tutte le implicazioni che ciò comporta a livello identitario. Come avviene per molte opere prime, il materiale ha una certa eterogeneità di fondo, sia come contenuti sia come ricerca stilistica, e in alcuni testi non si resta immuni da una certa convenzionalità; ma dove l’autrice si cimenta nella ricerca di un linguaggio più libero dai tòpoi, già molto frequentati, della tradizione e, in definitiva, più spontaneo, gli esiti sono decisamente più riusciti. Questo si rileva soprattutto in alcuni felici esiti epigrammatici (“Sbatte questo silenzio, / piega le ossa. / L’aria è solo respirare”) e nei testi in cui l’autrice non teme di esporsi, scevra da schematismi rigidi, decidendo di essere solo sé stessa, “l’occhio fermo / del nero di un corpo”, come dice nel secondo testo eponimo del libro. L’orizzonte culturale dell’autrice è ampio e non esita a combinare nella stessa raccolta omaggi a Saffo e a Frida Kahlo così come al più “pop” Brunori Sas: anche questa una forma del “contemporaneo”.

Auguriamo all’autrice di proseguire nel suo percorso di ricerca e di scavo interiore, con esiti sempre più maturi e convincenti: una sfida che ci accomuna tutti come artigiani della parola.

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Per leggere le recensioni ad altri libri: Recensioni a cura di Fabrizio Bregoli

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nel bresciano, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato le raccolte di poesia: “Cronache provvisorie (VJ, 2015), “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016), “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante il libriccino d’arte “Grandi poeti” (2012) e per la collana Fiori di Torchio la plaquette “Onora il padre” (Serégn de la memoria, 2019). Sue opere sono incluse in “Lezioni di Poesia” (Arcipelago, 2015) a cura di Tomaso Kemeny e in “iPoet Lunario in Versi 2018” (Lietocolle, 2018), sulle riviste “Il Segnale”, “Atelier”, “Alla Bottega”, “Le voci della luna”, “Il Foglio Clandestino”, “Frequenze poetiche” e in numerose antologie e blog di poesia. È fra gli autori aderenti e censiti sul sito Italian Poetry, nato per la diffusione della poesia italiana nel mondo. Gli sono stati assegnati numerosi premi fra i quali: per la poesia inedita, i Premi “San Domenichino”, “Il Giardino di Babuk”, “Giovanni Descalzo”, “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il “Premio della Stampa” al Città di Acqui Terme; per la poesia edita i Premi “Guido Gozzano”, “Rodolfo Valentino”, “Città di Umbertide” e il “Premio Letterario Internazionale Indipendente”. È stato inoltre finalista ai Premi Caput Gauri, Lorenzo Montano e Bologna in Lettere. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Piero Marelli, Vincenzo Guarracino, Corrado Bagnoli, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Sergio Gallo, Stefano Vitale, Eleonora Rimolo, Pierangela Rossi, Enea Roversi, e molti altri. Collabora come recensore con il sito “Larecherche.it”, con la pagina Facebook “Poeti Oggi” e fa parte della redazione di Laboratori Poesia per cui cura la rubrica “Poesia a confronto”.

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