Dispacci dalla zona rossa (3): Antonella Anedda

Versi di resistenza e di speranza dalla zona rossa…

Non volevo nomi per morti sconosciuti

eppure volevo che esistessero

volevo che una lingua anonima

– la mia –

parlasse di molte morti anonime.

Ciò che chiamate pace

ha solo il breve sollievo della tregua.

Se nome è anche raggiungere se stessi

nessuno di questi morti ha raggiunto il suo destino.

Non ci sono che luoghi, quelli di un’isola

da cui scrutare il Continente

– l’oriente – le sue guerre

la polvere che gettano a confondere

il verdetto: noi non siamo salvi

noi non salviamo

se non con un coraggio obliquo

con un gesto di minima luce.

(ANTONELLA ANEDDA, da “Notti di pace occidentale” – Donzelli, 1999)

Il termine “Dispacci” è in ricordo affettuoso della poeta Narda Fattori.

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