Fabrizio Bregoli – Annamaria Ferramosca. Andare per salti. Una recensione

Lettera da un “compagno di stranitudine” ad Annamaria Ferramosca

Inverso - Giornale di poesia

Cara Annamaria,
ho letto (e riletto) il tuo ultimo libro “Andare per salti” (Arcipelago Itaca) con attenzione e mi permetto di inviarti questo scritto, spero non troppo deformante rispetto all’intento della tua poesia, e scelgo una strada alternativa rispetto ad una più formale nota di lettura o recensione, ossia quella della lettera come terreno comune di condivisione, terra franca in cui coltivare il condiviso seme della poesia. Considera queste righe solo come poche (ma autentiche) parole di incoraggiamento scritte da un “compagno di stranitudine” che si avvicina ad un testo denso, convincente, ricco di sollecitazioni centripete se per fulcro della poesia si può intendere l’uomo nella sua ambigua centralità di “misura di tutte le cose” che la tua poesia fermamente e recisamente vuole smascherare come illusoria. Bisogna essere attenti, come ci ricordi, sapere ascoltare “un chiamarsi tra loro – pianissimo – delle cose”, quel miracolo della poesia, trasmesso di secolo…

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