Poeti in vetrina

Evento ideato ed organizzato da DIMA art& design
a partire dal 2 ottobre 2018
presso DIMA art& design Via Crocefisso, 2/a-b Vimercate (MB)
con il Patrocinio del Comune di Vimercate

Per il nuovo ed insolito progetto di DIMA art& design, che vede protagonista la poesia, non potevamo che  scomodare il “Bardo” per eccellenza in persona, William Shakespeare.
Proprio dalla sua tragedia più celebre abbiamo colto l’ispirazione per una sfida curiosa ed accattivante:  come per Giulietta, che non può far a meno di svelare a Romeo (e insieme allo spettatore della tragedia) l’agitato scorrere interiore dei suoi pensieri mentre lui si appresta al suo balcone, così noi abbiamo deciso di esporre le riflessioni in versi di altrettanti poeti ( o aspiranti tali) sulla vetrina della nostra galleria,  consegnandole ad un pubblico che non si fa più solo spettatore, ma attivo partecipante.

Ogni meseun poeta diverso accetterà di essere messo “a nudo” nello spazio del pubblico, regalando ad una vetrina, anziché alle pagine di una raccolta, i suoi “segreti pensieri”; allo stesso modo, il passante è chiamato ad accettare la sfida della comunicazione, del dialogo aperto, e a rispondere attivamente ai versi che più lo colpiscono, positivamente o negativamente.

Cosa significa del resto fare arte, che questa sia pittura, teatro, musica, danza o poesia, senza l’esistenza di un pubblico ad esaltarla o affossarla? Seguendo questa riflessione, abbiamo deciso di spingerci più in là della solita “chiamata alle arti” dei professionisti del mestiere, in questo caso dei poeti, che facciamo di consuetudine, ma di rivolgerci direttamente ai loro fruitori, dunque a chiunque abbia voglia di lasciare un proprio commento, una reazione di risposta, alla nostra iniziativa.

Mese di Gennaio 2019: La poesia di Fabrizio Bregoli

L’allestimento presso la sede DIMA Art & Design a Vimercate

Ti ricordi di loro per sconnesse

associazioni, derive del cuore.

Come di una bandana a fiori mentre

prepari la tavola, o d’un anello

a forma di serpente mentre annaffi

il giardino o nel primo dormiveglia.

O ancora d’una gita in pedalò

non sai quando, e la luce acida. Finta.

Qualcuno che fa segni dalla riva.

Li sai diseredati simboli, atomi

di una materia opaca. Nulla di nobile

– viviamo forse delle nostre perdite –

nulla di utile o appena comprensibile.

Ma comunque scriverne.

Arte del dimenticare.

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