Alessio Vailati legge Fabrizio Bregoli – Notizie da Patmos

Oggi su “Inverso Poesia” una nota di lettura, limpida e intensa, a “Notizie da Patmos” scritta da Alessio Vailati, che analizza in particolare il rapporto fra “scienze esatte” e scienze probabilistiche, come la meccanica quantistica, così come emerge nella poesia del libro.
Grazie di cuore a Alessio Vailati e alla redazione di “Inverso Poesia” per l’ospitalità.

Inverso - Giornale di poesia

A cura diAlessio Vailati

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La parola per chi scrive è strumento essenziale, il mezzo creativo con cui raccontare, descrivere, divertire, approfondire. È uno strumento soltanto apparentemente facile forse perché rappresenta il codice di comunicazione più comune, quello con cui quotidianamente ci si esprime. E questa apparente facilità nasconde la vera e propria insidia: la possibilità del travisamento, addirittura dell’incomprensione. La parola per il poeta è qualcosa di più: è una sorta di talismano, di passe-partout, di formula magica con cui tentare di aprire nuovi scenari, di lacerare il velo dell’apparenza e andare oltre. Il poeta spinge la parola oltre ogni suo limite.

In “Notizie da Patmos” di Fabrizio Bregoli, la parola cerca costantemente un appiglio razionale, oscilla fra l’idea di sprofondare, fino a perdersi, negli abissi dell’esistenza, nei golfi d’ombra della conoscenza e di riaffiorare, di dare ordine al caos attraverso le certezze della scienza e della matematica…

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Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nel bresciano, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato le raccolte di poesia: “Cronache provvisorie (VJ, 2015), “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016), “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante il libriccino d’arte “Grandi poeti” (2012) e per la collana Fiori di Torchio la plaquette “Onora il padre” (Serégn de la memoria, 2019). Sue opere sono incluse in “Lezioni di Poesia” (Arcipelago, 2015) a cura di Tomaso Kemeny e in “iPoet Lunario in Versi 2018” (Lietocolle, 2018), sulle riviste “Il Segnale”, “Atelier”, “Alla Bottega”, “Le voci della luna”, “Il Foglio Clandestino”, “Frequenze poetiche” e in numerose antologie e blog di poesia. È fra gli autori aderenti e censiti sul sito Italian Poetry, nato per la diffusione della poesia italiana nel mondo. Gli sono stati assegnati numerosi premi fra i quali: per la poesia inedita, i Premi “San Domenichino”, “Il Giardino di Babuk”, “Giovanni Descalzo”, “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il “Premio della Stampa” al Città di Acqui Terme; per la poesia edita i Premi “Guido Gozzano”, “Rodolfo Valentino”, “Città di Umbertide” e il “Premio Letterario Internazionale Indipendente”. È stato inoltre finalista ai Premi Caput Gauri, Lorenzo Montano e Bologna in Lettere. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Piero Marelli, Vincenzo Guarracino, Corrado Bagnoli, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Sergio Gallo, Stefano Vitale, Eleonora Rimolo, Pierangela Rossi, Enea Roversi, e molti altri. Collabora come recensore con il sito “Larecherche.it”, con la pagina Facebook “Poeti Oggi” e fa parte della redazione di Laboratori Poesia per cui cura la rubrica “Poesia a confronto”.

2 pensieri riguardo “Alessio Vailati legge Fabrizio Bregoli – Notizie da Patmos

  1. “dare ordine al caos attraverso le certezze della scienza e della matematica”: sono d’accordo con Vailati.
    A questo aspetto più di introspezione morale, vorrei aggiungere l’eccellenza di un’operazione linguistica che Fabrizio tenta
    con il coraggio che ancora pochissimi mostrano di avere: quello di creare una lingua poetica nuova che raccordi la tradizione alle esigenze di rinnovamento attraverso i lemmi della scienza, fino a riuscire a produrre, spesso felicemente, similitudini, metafore e altre figure.
    E’ una poesia che rientra di diritto in quella ricerca che trova nel cosmologico, in particolare, una rispondenza all’accresciuta sensibilità nei confronti delle finalità umane.

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