Limski Kanal

Appena a lato, nella stretta cortina

di rocce e tronchi, sotto la strada

affollata di auto al sole, la rena umida

la riva all’ombra, la baracca, gabbie

incrostate di sale e silenzio, gusci

ammonticchiati di mitili ed ostriche

lezzo di scaglie, di legno fradicio, d’oblio.

Qui non giungono i passi dei turisti,

scansano il recesso dove immoto

il fiordo s’acquatta, impasta la bocca

di fango e di foglie, attende un guizzo,

una corrente, un insperato sussulto

sul basso fondale di terra e di sterpi,

di cocci e di vetri, di lattine e di sassi

sul velo azzurro-ocra delle acque

ed è sua l’inquieta staffetta del cane

sudicio a guardia del nulla

a misurare i due metri fra le lamiere

e le maglie consunte, pendolo inerte

d’un tempo che ignora la fretta dei battelli

poco discosti, sull’ormeggio frenetico

delle escursioni organizzate, rituali.

Eppure senti gorgogliare un destino

sotto la superficie indifferente,

piatta, senti lo scuotere dei polsi

il loro sciogliersi lento

impercettibile, verso il mare.

da “Baedeker. Libro di Viaggi” (2014)

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Archiviato in Baedeker, Fabrizio Bregoli, Poesia, poetry

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