Alessandro Ramberti su Poeti Oggi

Si può ancora scrivere di Dio, parlare di fede in poesia? E soprattutto la nostra società contemporanea, tutta improntata a una mercificazione delle relazioni personali, in cui tutto pare essere oggetto di scambio o di baratto, è ancora capace di ascoltare le parole della poesia che le chiedono un netto scarto esistenziale, di riscoprire il valore della interiorità, delle nostre debolezze? Della nostra solitudine, evidente segno di una falsa auto-sufficienza dell’io? Sta in questi termini la scommessa della poesia di Alessandro Ramberti, che combinando immagine e pensiero, ragione e spiritualità, si pone nella forma di una domanda aperta, guanto di sfida per chiunque voglia mettere in discussione il conformismo materialista e neoliberista, la sfida più antica della filosofia in senso lato: un nosce te ipsum consapevole e non consolatorio. La poesia come strada dunque per smascherare ciò che è “subdolo” e manipolatore, per rinunciare a un narcisismo infruttuoso, autolesionistico.

Per conoscere meglio il libro “Faglia”: meritorio il lavoro di traduzione di tutti i testi in esperanto, lingua della pace e della comunione dei popoli. Un libro che è anche testimonianza in questo senso.

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016 - Premio Rodolfo Valentino 2016 e Premio Biennale di Poesia Campagnola 2017, Premio della Critica al Dino Campana 2017, Finalista ai Premio Gozzano, Merini, Caput Gauri). Il suo ultimo lavoro è "Zero al quoto" (puntoacapo, 2018) con prefazione di Vincenzo Guarracino. Sue opere sono incluse in Lezioni di Poesia (Arcipelago Itaca, 2015) di Tomaso Kemeny e in numerose altre antologie. Con il poemetto ENIAC è inoltre incluso in iPoet Lunario in versi (Lietocolle, 2018). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012). Partecipa a letture poetiche, dibattiti culturali e blog di poesia. Ha preso parte ad alcuni eventi di azione poetica mito-modernista e alcune sue poesie sono state esposte congiuntamente a opere pittoriche in eventi organizzati dall’associazione Civico32 a Bologna. Ha conseguito numerosi riconoscimenti per la poesia inedita, fra i quali gli sono stati assegnati i Premi San Domenichino, Marietta Baderna, Lino Molinario, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Luciano Nicolis, Piemonte Letteratura, Terre di Liguria, Il Giardino di Babuk, il Premio “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Vincenzo Guarracino, Mauro Ferrari, Ivan Fedeli, Sergio Gallo, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Eleonora Rimolo, Gian Piero Stefanoni, Laura Caccia, Pierangela Rossi, Enea Roversi, Antonella Pierangeli.

2 pensieri riguardo “Alessandro Ramberti su Poeti Oggi

  1. Prospettiva molto interessante e di cui mi sono occupato in un poemetto “Della stessa sostanza del figlio” (oggi in “Colpa del mare e altri poemetti”(ed.2018) in cui è narrata la ultima notte dell’eretico Francesco Pucci teologo figlio di mercanti fiorentini. Il suo sogno era la unione di tutte le Chiese nel nome di Cristo. Era il 5 Luglio 1597 ,prima decapitato in Tor di Nona, il corpo poi bruciato in Campo de’ Fiori. Nel testo sopra proposto si discute della deriva egoistica propria della attuale epoca di affermazione di principi neoliberisti e del feticcio “merce”. Scelgo quindi dal mio lavoro proprio la stanza dove compare il feticcio in tutte le sue declinazioni. Come piccolo contributo in una discussione che terrei viva.
    II

    bruciato in un mercato
    Proprio io mercante:
    avessi esercitato mercatura
    avrei vita futura
    e forse beni
    ma ho studiato teologia
    e in che consista
    la mia eresia
    nessuno sa nessuno dice
    ora
    giunto sulla soglia
    dubito di tutto
    anche della tua sostanza
    (sono questi gli uomini
    a tua immagine e somiglianza)

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