In memoria di Anna Elisa De Gregorio

Con grande tristezza apprendo della scomparsa improvvisa della poeta Anna Elisa De Gregorio, che ho avuto modo di conoscere alcuni anni fa in occasione di un evento letterario e di cui ho apprezzato la cortesia, la schiettezza, la voglia di dialogo e di confronto. Purtroppo non c’è stato il tempo di frequentarci di più, di conoscerci meglio.

Continuerà a essere con noi con la sua poesia, la sua voce personale e autentica.

Mi piace ricordarla con una sua poesia tratta dal libro “Un punto di biacca” (La Vita Felice, 2016)

«Ma c’è un’arte più tenera di questa lentezza?» (*)

Le mattine d’autunno, benedette
di luce, a Delft, valgono cento perle.
In casa adesso io sola sono sveglia,
puoi trovarmi in cucina
con il giallo corpetto e il viso assorto.
Raccolgo pensieri,
liberi in quest’ora che s’allunga:
dopo la notte il tempo è intorpidito.
Ben accorta che non cada una goccia
travaso dalla brocca il latte nuovo.
Scende a filo nel tegame di coccio,
filo denso d’opale.
Dal cesto già ho preso il pane nero,
e sul tavolo l’ho tagliato in pezzi.
Sarà la colazione dei padroni,
io lesta mangerò gli avanzi.
Ma questo sarà dopo.
Adesso fredda e assonnata si versa
la luce sui miei polsi,
pulita da ogni male.
Poi ci sarà quel vetro da cambiare
(guarda lassù la grata che si sbianca),
da vuotare lo scaldino, e altre faccende:
quando il silenzio se ne andrà altrove.

Jan Vermeer, La lattaia, Rijksmuseum, Amsterdam.

(*) «Ma c’è un’arte più tenera di questa lentezza» sono i due versi finali della poesia Grazia (secondo Gide) dalla raccolta Mancanze  di Alessandro Fo.

“Anna Elisa De Gregorio è nata a Siena da genitori campani. Abita ad Ancona dal 1959 dove lavora presso una agenzia di marketing.
Ha pubblicato nel 2010 il suo primo libro di poesie Le Rondini di Manet (Polistampa), prefazione di Alessandro Fo (Premio Pisa 2010 opera prima; Premio Contini Bonacossi 2011 opera prima). Nel 2012, grazie al concorso «Inedito Colline di Torino», ha pubblicato il suo secondo libro Dopo tanto esilio (Raffaelli Editore), prefazione di Davide Rondoni (nella cinquina finalista del premio Gradiva, New York 2013, primo premio Borgo di Alberona 2014). Nel 2013 ha pubblicato, grazie al dars di Udine, una plaquette di poesie dal titolo Corde de tempo in dialetto anconetano.
E’ presente in numerose antologie, pubblica articoli su riviste letterarie e blog. Ha organizzato stage presso le scuole medie e elementari sulla poesia Haiku.”

(biografia tratta dalla pagina dell’autrice sul sito de La Vita Felice)

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016 - Premio Rodolfo Valentino 2016 e Premio Biennale di Poesia Campagnola 2017, Premio della Critica al Dino Campana 2017, Finalista ai Premio Gozzano, Merini, Caput Gauri). Il suo ultimo lavoro è "Zero al quoto" (puntoacapo, 2018) con prefazione di Vincenzo Guarracino. Sue opere sono incluse in Lezioni di Poesia (Arcipelago Itaca, 2015) di Tomaso Kemeny e in numerose altre antologie. Con il poemetto ENIAC è inoltre incluso in iPoet Lunario in versi (Lietocolle, 2018). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012). Partecipa a letture poetiche, dibattiti culturali e blog di poesia. Ha preso parte ad alcuni eventi di azione poetica mito-modernista e alcune sue poesie sono state esposte congiuntamente a opere pittoriche in eventi organizzati dall’associazione Civico32 a Bologna. Ha conseguito numerosi riconoscimenti per la poesia inedita, fra i quali gli sono stati assegnati i Premi San Domenichino, Marietta Baderna, Lino Molinario, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Luciano Nicolis, Piemonte Letteratura, Terre di Liguria, Il Giardino di Babuk, il Premio “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Vincenzo Guarracino, Mauro Ferrari, Ivan Fedeli, Sergio Gallo, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Eleonora Rimolo, Gian Piero Stefanoni, Laura Caccia, Pierangela Rossi, Enea Roversi, Antonella Pierangeli.

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