Raffaela Fazio su “Notizie da Patmos”

Raffaela Fazio, con la grande perspicacia e l’ascolto attento che la contraddistinguono, ha scritto questa breve nota di lettura su “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019), che analizza la raccolta dal duplice punto di vista, stilistico e contenutistico, cogliendo bene come il tema della “paternità” espresso nella sua accezione più ampia, sia soprattutto “bisogno di appartenenza”, accettazione delle differenze, cercare di creare un varco nella inconoscibilità dell’altro, riscoprire il bene “omesso”, “trafugato”.

Le siamo davvero riconoscenti per questa sua lettura così precisa e intensa, che condividiamo con soddisfazione.

“Notizie da Patmos” è un libro dalla struttura solida, curato nella lingua, coinvolgente. Parola e pensiero si accordano intorno a un dettato essenziale, metaforico più che narrativo, portato dalla musicalità del verso e dalla rima, intenso anche quando alleggerito dall’ironia. La precisione espressiva dà corpo a una poesia sempre vibrante. La raccolta attinge a un ampio immaginario fatto di oggetti, piante, animali, proprietà chimiche e matematiche, riferimenti alla fisica, alla musica, alla grammatica, prestiti filosofici e toni spirituali. Ma tutto si tiene, perché ogni elemento suggerisce una corrispondenza, la esige.

Nella silloge traspare in filigrana proprio una ricerca di “parentele insospettate”, di “paternità”, sia in senso autobiografico ‒ nel rapporto contrastato, non-compiuto tra l’autore e il padre ‒, sia in senso astratto ‒ nello sforzo ordinatore, teso a trovare una somiglianza tra le diverse realtà, che soddisfi in parte un primordiale desiderio di appartenenza. Tale desiderio rispecchia la nostalgia di un luogo altro, tra lo spazio “costretto” e lo spazio “interdetto”: uno spazio “redento, condiviso”, aperto a una relazione capace di accettare la differenza e la non totale conoscibilità dell’altro. E soprattutto, la ricerca di appartenenza è ricerca di un bene che si situi tra il bene “omesso” e il bene “trafugato”: un bene che abbia tra i suoi nomi anche quello di “perdono”. “Notizie da Patmos” mette a nudo la fragilità, perfino l’assurdità della natura umana, ma al tempo stesso ne esalta la bellezza. E lo fa grazie a una fiducia lucida e paziente nella parola.

(Motivazione per l’assegnazione del III Premio per la poesia edita al libro “Notizie da Patmos” al XI Premio Internazionale di Poesia “Don Luigi di Liegro”).

Si può leggere una selezione di poesie tratte da “Notizie da Patmos” al link qui indicato.

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016 - Premio Rodolfo Valentino 2016 e Premio Biennale di Poesia Campagnola 2017, Premio della Critica al Dino Campana 2017, Finalista ai Premio Gozzano, Merini, Caput Gauri). Il suo ultimo lavoro è "Zero al quoto" (puntoacapo, 2018) con prefazione di Vincenzo Guarracino. Sue opere sono incluse in Lezioni di Poesia (Arcipelago Itaca, 2015) di Tomaso Kemeny e in numerose altre antologie. Con il poemetto ENIAC è inoltre incluso in iPoet Lunario in versi (Lietocolle, 2018). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012). Partecipa a letture poetiche, dibattiti culturali e blog di poesia. Ha preso parte ad alcuni eventi di azione poetica mito-modernista e alcune sue poesie sono state esposte congiuntamente a opere pittoriche in eventi organizzati dall’associazione Civico32 a Bologna. Ha conseguito numerosi riconoscimenti per la poesia inedita, fra i quali gli sono stati assegnati i Premi San Domenichino, Marietta Baderna, Lino Molinario, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Luciano Nicolis, Piemonte Letteratura, Terre di Liguria, Il Giardino di Babuk, il Premio “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Vincenzo Guarracino, Mauro Ferrari, Ivan Fedeli, Sergio Gallo, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Eleonora Rimolo, Gian Piero Stefanoni, Laura Caccia, Pierangela Rossi, Enea Roversi, Antonella Pierangeli.

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