Fabrizio Bregoli su “Abitare la traccia” di Fabio Prestifilippo

Potete leggere sul sito Lietocolle la nota di lettura all’ultimo libro di Fabio Prestifilippo dal titolo “Abitare la traccia”, collana pordenonelegge.it, 2019. Ringrazio la casa editrice Lietocolle per l’ospitalità.

Troverete anche una selezione di poesie incluse nel libro.

La poesia di Fabio Prestifilippo è poesia della frattura, una poesia che constata la ferita per esporla a nuovo sale, nella consapevolezza che è forse medicabile, ma inguaribile: “fragile fede che cerca / nella rovina il suo senso” o ancora “la luce picchiata / sul buio dei corridoi”. In “Abitare la traccia” assistiamo, per dichiarazione programmatica dello stesso autore nella poesia d’avvio, alla rappresentazione di un simbolico parricidio (“ho amato mio padre / come si ama un telefono abbandonato”), esposto in scene successive, per frammenti che vanno a costruire un non-romanzo in versi, dove viene meno qualunque strutturazione di tipo diacronico o nessi di causa-effetto fra le parti, ma tutto vive all’insegna della polverizzazione, come se si stessero raccogliendo detriti di una storia che non è possibile ricomporre. Chiara è la consapevolezza di voler essere testimoni crudi degli accadimenti, senza edulcorazioni o speculazioni astratte, perché in questa scrittura è insito il dettato del “tradimento”, della complicità impossibile fra realtà e parola: insomma questa poesia “non vi chiederà perdono”. […]

Concludendo, se ne esce con l’idea di una scrittura matura, legata geneticamente a molta poesia contemporanea a cui la accomuna il respiro poematico, la s-composizione per frammenti, l’essenzialità, certe chiavi metonimiche, ma la differenzia e la fa personale una certa “crudezza” espressiva, focalizzata sul messaggio poetico e mai ostentata, certo frutto di un vissuto forte e autentico, senza il quale la riuscita, peraltro ottima, di questi versi non sarebbe possibile.

La recensione completa su

https://www.lietocolle.com/2019/10/fabrizio-bregoli-su-abitare-la-traccia-di-fabio-prestifilippo/

Pubblicato da Fabrizio Bregoli

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016 - Premio Rodolfo Valentino 2016 e Premio Biennale di Poesia Campagnola 2017, Premio della Critica al Dino Campana 2017, Finalista ai Premio Gozzano, Merini, Caput Gauri). Il suo ultimo lavoro è "Zero al quoto" (puntoacapo, 2018) con prefazione di Vincenzo Guarracino. Sue opere sono incluse in Lezioni di Poesia (Arcipelago Itaca, 2015) di Tomaso Kemeny e in numerose altre antologie. Con il poemetto ENIAC è inoltre incluso in iPoet Lunario in versi (Lietocolle, 2018). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012). Partecipa a letture poetiche, dibattiti culturali e blog di poesia. Ha preso parte ad alcuni eventi di azione poetica mito-modernista e alcune sue poesie sono state esposte congiuntamente a opere pittoriche in eventi organizzati dall’associazione Civico32 a Bologna. Ha conseguito numerosi riconoscimenti per la poesia inedita, fra i quali gli sono stati assegnati i Premi San Domenichino, Marietta Baderna, Lino Molinario, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Luciano Nicolis, Piemonte Letteratura, Terre di Liguria, Il Giardino di Babuk, il Premio “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme. Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Vincenzo Guarracino, Mauro Ferrari, Ivan Fedeli, Sergio Gallo, Sebastiano Aglieco, Paolo Gera, Eleonora Rimolo, Gian Piero Stefanoni, Laura Caccia, Pierangela Rossi, Enea Roversi, Antonella Pierangeli.

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