T9 LE PAROLE INCOMPLETE- Paolo Gera e Fabrizio Bregoli dialogano su “La pietà ingiusta” di Vittorio Sereni

CARTESENSIBILI

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Petros Koublis -ardor

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Fabrizio:- Ho scelto come poesia che mi possa rappresentare al meglio “La pietà ingiusta” di Vittorio Sereni, tratta dalla raccolta “Gli strumenti umani” del 1965, una delle pietre miliari della poesia del secondo Novecento, un’opera che rappresenta uno spartiacque fra un modo di fare poesia ancora legato al canone ermetico-lirico e una nuova forma di realismo poetico, legato ad un linguaggio più aperto e comunicativo. Si tratta senz’altro di un testo conosciuto di Sereni, anche se non uno dei suoi più celebri; per cui la scelta di questa poesia va nella direzione di farla riscoprire a chi l’avesse in qualche modo trascurata. Per ogni autore o lettore di poesia che sia nato e viva in Lombardia il realismo, inteso come confronto con il mondo, è un elemento imprescindibile del sostrato culturale in cui si trova a muoversi, lungo quella strada che ha avuto una prima radice nei…

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