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Recensione all'antologia "Muri a secco" (RPLibri) su "Ilsussidiario.net"

Trovate sul sito “ilsussidiario.net” (il quotidiano approfondito) la mia nota di lettura all’antologia “Muri a Secco” edita da RPlibri.

L’antologia, curata da Marco Bellini e Paola Loreto, raccoglie testi in lingua di dieci autori (Aglieco, Bagnoli, Benigni, Guglielmin, Lamarque, Olivieri, Manstretta, Farabbi, Pistoletti, Tomada) con traduzione in dialetto lombardo di Piero Marelli e Edoardo Zuccato.

Citiamo dall’articolo:

La traduzione (o meglio sarebbe dire “versione”) poetica è quindi lo strumento per attuare, usando le parole di Piero Marelli, una “poesia del confronto” o, spingendo oltre la definizione, una “poesia dell’incontro” fra autori diversi. Il tentativo (crediamo riuscito) consiste nel risemantizzare e ricontestualizzare, impiegando questo “esperanto” del territorio, le diverse voci degli autori antologizzati in un moto centripeto di avvicinamento, per istituire le fondamenta di una casa comune, l’humus per una poesia realmente condivisa. […]

La radice coesiva è la lingua dell’origine, la più antica, come solo il dialetto può essere, quella dove è possibile una maggiore tangenza fra parola e realtà e quindi, in definitiva, maggiore prova di autenticità della dizione, aderenza al cuore delle cose.  […]

Potete leggere la nota di lettura completa sul sito ilsussidiario.net

https://www.ilsussidiario.net/news/letture-muri-a-secco-la-poesia-va-ancora-al-cuore-delle-cose/1965785/

Per informazioni sull’antologia

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Notizie da Patmos

Dalla prefazione di Piero Marelli:

” Certamente, un lettore solo scolasticamente educato alla poesia, potrà sentire un poco ostico questo linguaggio – vedi il capitolo (Digressione quantistica) – che si è, in qualche modo, spostato da tutta una tradizione lirica, ma si rassicuri: c’è tutta una parte della ricerca poetica contemporanea che ha chiesto alle parole della scienza una possibilità di rinnovamento della poesia stessa. Non è solo una ragione di novità, bensì la coscienza di un esaurimento storico (come ha detto una volta Edoardo Sanguineti) del lessico della poesia e anche dei temi della stessa. “

[…]

” Sette capitoli, più una coda finale (quasi una riflessione), per aprire i sette sigilli della propria esistenza […], che è quella di ognuno di noi, i sette ritorni di un incancellabile bisogno di decifrazione attraverso la poesia.”

[…]

Per acquistare il libro

https://www.lavitafelice.it/scheda-libro/fabrizio-bregoli/notizie-da-patmos-9788893464086-618168.html

Perché in sostanza siamo quest’estrudersi

del corpo, ambire a senso, direzione

a una misura che si compie.

Ardire un passo in più, un verso oltre.

da “Sempre e solo un’ipotesi” – in “Notizie da Patmos”

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"Notizie da Patmos" è disponibile per l'acquisto

Il mio nuovo libro “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019) è disponibile per l’ordine e in pronta consegna sul sito dell’editore.

Grazie a chi vorrà accordargli il suo favore, dedicargli il proprio tempo, a chi lo leggerà, a chi vorrà esprimere un’opinione in merito. Grazie in anticipo!

Pronto per essere messo nel vostro carrello al link sotto:

http://poesia.lavitafelice.it/autore-fabrizio-bregoli-398697.html

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Notizie da Patmos

Disponibile dal 30/11 per i tipi de “La Vita Felice”.

Dalla prefazione di Piero Marelli:

” Certamente, un lettore solo scolasticamente educato alla poesia, potrà sentire un poco ostico questo linguaggio – vedi il capitolo (Digressione quantistica) – che si è, in qualche modo, spostato da tutta una tradizione lirica, ma si rassicuri: c’è tutta una parte della ricerca poetica contemporanea che ha chiesto alle parole della scienza una possibilità di rinnovamento della poesia stessa. Non è solo una ragione di novità, bensì la coscienza di un esaurimento storico (come ha detto una volta Edoardo Sanguineti) del lessico della poesia e anche dei temi della stessa. “

[…]

” Sette capitoli, più una coda finale (quasi una riflessione), per aprire i sette sigilli della propria esistenza […], che è quella di ognuno di noi, i sette ritorni di un incancellabile bisogno di decifrazione attraverso la poesia.”

[…]

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Notizie da Patmos – La Vita Felice, 2019

Pochi giorni all’uscita.

Non bisogna lasciarsi “ingannare” da una poesia che si presenta con l’apparenza di un discorso lineare e legata da una precisione del dire che si riscontra in tutte le esperienze che si sono succedute nel lavoro di Fabrizio Bregoli. Ma, diciamolo meglio, non è l’ungarettiano “uomo di pena” che cammina in questi versi, bensì il poeta di Notizie da Patmos è il compagno di strada di un certo Montale, anche lui in attesa di un annuncio, un miracolo, o rivelazione, tutti attraversati da una voce che si è spogliata del superfluo poetico, tracciato in molta lirica di questi anni. Questa è la personale Apocalisse (catastrofe o rivelazione?), con le sue notizie poetiche ed esistenziali, la sua appartenenza, e insieme la sua inappartenenza, che forse neppure una speranza “matematica” riesce a portare a risarcimento del suo laboratorio linguistico, quello che si è impegnato a risemantizzare una parte del lessico scientifico contemporaneo, proponendolo come personale metafora.

dalla prefazione di Piero Marelli

Tutte le informazioni per prenotazioni e ordini su “La Vita Felice”

http://poesia.lavitafelice.it/scheda-libro/fabrizio-bregoli/notizie-da-patmos-9788877990408-618168.html


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IL TESTIMONE- riflessione di Paolo Gera su una poesia di Fabrizio Bregoli

CARTESENSIBILI

  haneul kim 

Riflessione di Paolo Gera su una poesia di Fabrizio Bregoli, introdotta da una poesia di Piero Marelli

Abito una geografia di nebbia perpetua.
Qui non esiste neppure l’attesa, sono un’orbita sconsolata
che gira e non sa dove vuole andare, completata
da occhi cavi e ininterrotti, perché questo è il solo modo
per dimenticare, l’idea della felicità passata un modo
per mentire a se stessi, nel luogo che non ha fame
né sete, calma in questa quiete che è l’insulto
all’eternità, facce imperiali che qui, come nei musei,
hanno perso il loro naso, bambini sciocchi che hanno ragnatele
come occhiali, una pianura senza vento
dove l’unica cosa d’imparare è il silenzio,
cedendo a una solitudine come ultima ricompensa.

Continuando a credere in quelle parole che hanno bisogno
di misurarsi con gli sguardi prima della loro scomparsa
nei giorni sottili dell’abbandono, mancando il respiro
che era la mia dedizione…

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