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T9 – Le parole sufficienti- di Paolo Gera

Stralci dagli interventi durante il seminario “Nei tempi bui”

CARTESENSIBILI

tempesta colline senesi

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Convegno “IN TEMPI BUI-La poesia e il linguaggio dell’impegno in Italia dalle leggi razziste ai porti chiusi”, Modena, 4 maggio 2019/ seconda parte

Nella prima parte di restituzione degli atti del convegno tenutosi a Modena, lo scorso 4 maggio, cartesensibili ha presentato la mia presentazione e il successivo intervento di Antonella Jacoli.
Questa seconda parte di T9 è dedicata alla voce e agli interventi dei primi poeti che si sono succeduti, con le loro riflessioni e una selezione dei testi proposti.

Fabrizio Bregoli:

Una delle tesi pincipali che riguardano il mondo contemporaneo è l’individuazione del fondamento delle nostre difficoltà economiche e sociali nella crisi finanziaria del 2008.
Bregoli risale a questo momento di rottura per sottolineare che si è trattata di una crisi che ha riguardato essenzialmente la parola. Si è perso da allora fiducia nel significato delle parole, nel contatto che le parole devono trasmettere…

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IL TESTIMONE- riflessione di Paolo Gera su una poesia di Fabrizio Bregoli

CARTESENSIBILI

  haneul kim 

Riflessione di Paolo Gera su una poesia di Fabrizio Bregoli, introdotta da una poesia di Piero Marelli

Abito una geografia di nebbia perpetua.
Qui non esiste neppure l’attesa, sono un’orbita sconsolata
che gira e non sa dove vuole andare, completata
da occhi cavi e ininterrotti, perché questo è il solo modo
per dimenticare, l’idea della felicità passata un modo
per mentire a se stessi, nel luogo che non ha fame
né sete, calma in questa quiete che è l’insulto
all’eternità, facce imperiali che qui, come nei musei,
hanno perso il loro naso, bambini sciocchi che hanno ragnatele
come occhiali, una pianura senza vento
dove l’unica cosa d’imparare è il silenzio,
cedendo a una solitudine come ultima ricompensa.

Continuando a credere in quelle parole che hanno bisogno
di misurarsi con gli sguardi prima della loro scomparsa
nei giorni sottili dell’abbandono, mancando il respiro
che era la mia dedizione…

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