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Rassegna per la giornata mondiale della poesia su "Italian Poetry"

Il sito Italian Poetry sceglie di celebrare la giornata mondiale della poesia con una rassegna di testi poetici degli autori che hanno aderito alla iniziativa e che sono parte dell’antologia in rete.

Sono presenti nella rassegna testi degli autori:

Alberto Arbasino, Lucianna Argentino, Marco Baiotto, Attilio Bertolucci, Matteo Bianchi, Fabrizio Bregoli, Franco Buffoni, Corrado Calabrò, Giorgio Caproni, Anna Maria Carpi, Patrizia Cavalli, Giuseppe Conte, Raffaele Crovi, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Renzia D’Incà, Luciano Erba, Franco Fortini, Luciana Frezza, Franco Loi, Mario Luzi, Valerio Magrelli, Valerio Mello, Renato Minore, Maria Grazia Nigi,  Paolo Ottaviani, Roberto Pacifico, Roberto Pazzi, Susanna Piano, Sacha Piersanti, Umberto Piersanti, Giuliana Piovesan, Giovanni Raboni, Pierangela Rossi, Paolo Ruffilli, Ito Ruscigni, Giovanni Sato, Nadia Scappini, Enza Silvestrini, Maria Luisa Spaziani, Claudia Manuela Turco, Alessio Vailati, Patrizia Valduga, Cesare Viviani.

La rassegna completa è consultabile al link:

Troverete anche un mio testo inedito, già presente su Italian Poetry, che fa parte del poema inedito “Rettilario di Riemann“. Ne riporto il testo integrale anche qui:

«E non chiedere ragione a noi, numeri
primi. Siamo soltanto una biologia
minore, un rettilario inanimato
disumano. Scotomi,
chiazze squamose tra ℝeali: nel loro
campo completo, archimedeo
noi intrusi e nobili, la stessa grazia
spietata d’un fiore. Questo in fondo siamo:
soltanto un accadere,
ingenua sfrontatezza d’un esistere»

Informazioni su Italian Poetry

Il sito www.italian-poetry.org funziona correntemente dal 2000. Era nato l’anno precedente, dopo una serie di incontri e di confronti con la Poetry Society americana, ai cui criteri di severa selezione si ispira, antologizzando la poesia italiana moderna e contemporanea dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri, a partire dai poeti nati nei primi anni del XX secolo e attivi nei decenni successivi.

Il comitato fondatore, con i rappresentanti del circuito internazionale della poesia, era composto da Alberto BevilacquaTobias BurghardtErnesto CalzavaraCasimiro De BritoLuciano ErbaAlfredo GiulianiGiuliano GramignaMario LuziElio PagliaraniUmberto PiersantiGiovanni RaboniPaolo RuffilliEdoardo SanguinetiMark Strand.

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“Nella mente del mondo” di Marco Bellini

Disponibile su “Laboratori Poesia” la nota di lettura al poemetto inedito “Nella mente del mondo” di Marco Bellini, ispirato alla poesia di Emily Dickinson.

Uno dei principali rovelli di ogni scrittore, e in particolare di un poeta, è legato alla sorte che avranno i suoi versi, una volta che sceglie di sottrarli alla privatezza dei suoi manoscritti e renderli pubblici, condividerli con il lettore: saranno letti? come saranno percepiti e giudicati dal lettore? aldilà dell’effimero di una fruizione estemporanea sapranno durare nel tempo? potranno avere qualche influenza sulla vita e l’esperienza dei lettori? Sono interrogativi dai quali la maggior parte degli autori non può sottrarsi, ma esistono anche casi, molto rari, di autori che scelgono la scrittura come esperienza esclusivamente personale, per naturale ritrosia o riservatezza, tanto da sentire quasi imbarazzo nella condivisione, considerare la pubblicazione, certo, una prospettiva, ma non fondamentale. Fra questi uno dei casi più celebri è quello di Emily Dickinson, che scelse (o fu necessitata?) di vivere per quasi tutta la vita da reclusa, chiusa nella propria stanza al piano superiore della casa paterna ad Amherst in Massachussetts e isolata dal mondo, in comunicazione con esso unicamente con la poesia, peraltro, tranne per sette poesie, mai pubblicata in vita.

Marco Bellini dedica alla sua figura questo poemetto inedito in cui costruisce il proprio “messaggio poetico”, usando come filo di Arianna (e “fili” è termine che compare due volte nel testo) citazioni di versi tratti da alcune poesie dell’autrice americana […]

La Dickinson, autrice così riservata, schiva, diventa nella poesia di Bellini essa stessa partecipe silenziosa delle vite degli altri, di tutti i suoi lettori, entrando davvero “nella mente del mondo”, a ribadire come la poesia sia patrimonio delle vite ancora prima che della letteratura, testimonianza che può durare, farsi carne e sangue, per incontrare “il mondo rimasto” (verso splendido). Allora la scelta della separazione dal mondo, dell’esilio è in realtà, per un gioco del destino, “distanza / che avevi accolto e nutrito”, misura che con la poesia si ricongiunge e si colma.  […]

[…] la poesia di Bellini cerca qui, con circospezione (la stessa dei turisti ad Amherst), la strada per inediti sviluppi dialettici, sia a livello contenutistico sia a livello prosodico, ma senza effettuare “salti quantici”, più fedele invece alla locuzione latina “natura non facit saltus”, perché la scrittura è applicazione, studio, lavoro nella riservatezza, scandaglio dell’interiorità, identificazione della forma esatta allo scopo poetico, progressione a derivata lenta. E chi conosce Marco Bellini sa bene come tutto questo naturalmente gli appartenga.

Fabrizio Bregoli

[…]

Continua su “Laboratori Poesia” dove è possibile leggere per intero il poemetto:

http://www.laboratoripoesia.it/tu-leggevi-antecedente-marco-bellini/

Tratto da Wikipedia
https://it.wikiquote.org/wiki/Emily_Dickinson#/media/File:Emily_Dickinson_daguerreotype_(Restored).jpg

Ricordiamo anche la nota di lettura al libro “La distanza delle orme” di Marco Bellini, disponibile sul blog “Compitu re vivi”:

https://fabriziobregoli.com/2019/10/01/fabrizio-bregoli-sullultimo-libro-di-marco-bellini/

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“Datemi un corpo che rompa il vuoto” di Elena Cattaneo

Disponibile su “Laboratori Poesia” la nota di lettura di Fabrizio Bregoli ad alcuni testi inediti di Elena Cattaneo.

“Come ho avuto modo di evidenziare già in un precedente intervento, la poesia di Elena Cattaneo è caratterizzata da una vena sotterranea che la attraversa e che lascia intendere, senza esprimerlo mai apertamente, che la sua origine sia dovuta a un trauma che solo la parola poetica può rappresentare, senza alcuna presunzione di poterlo risolvere compiutamente. La poesia della Cattaneo non è tuttavia l’ammissione di una resa, ma il tentativo di una decifrazione, mai consolatoria – o, peggio, assolutoria – di questo trauma, che prima ancora che personale è universale, essendo direttamente collegato al mistero della nascita e della maternità, filo conduttore di molti suoi versi. Maternità vissuta nella duplice forma di maternità ricevuta (come figlia) e donata (come madre): i due piani spesso si intersecano e si contaminano a vicenda, creando equivoci di senso che amplificano questa conflittualità e danno un colore personalissimo ai versi.”

[…]

Continua su “Laboratori Poesia”

http://www.laboratoripoesia.it/datemi-un-corpo-che-rompa-il-vuoto-elena-cattaneo/

Inedito di Elena Cattaneo

Ricordiamo anche la nota di lettura al libro “Il dolore un verso dopo” di Elena Cattaneo, disponibile sul blog “Blanc de ta nuque”:

http://golfedombre.blogspot.com/2017/06/fabrizio-bregoli-legge-elena-cattaneo.html

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Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Stefano Vitale

Oggi consigliamo la lettura di questi inediti dell’amico Stefano Vitale

Il sasso nello stagno di AnGre

Clicca QUI per leggere gli altri Autori già pubblicati

OLTRE LA RETE: Stefano Vitale

LUCE RUBATA (inediti)

Preferire la luce rubata
dell’ombra imprevista
la sorpresa del timo fiorito
la breccia d’azzurro
nel cielo imbronciato
d’indizi, promesse, segni abbozzati
presagi senza pretese
nei lampi delle stagioni
accatastate alla rinfusa
per il gusto d’una rifrazione
stretto movimento elastico
senza una destinazione
è la rinuncia preventiva
che salva dal naufragio
di lingue troppo sicure
di fantocci tanto vuoti
da sembrare così veri.
………………….Rileggendo “Quattro Quartetti” di T.S. Eliot

.

.
Nasce la parola
nel dialogo coi morti
interrogare ostinato
di chi è vicino assente
così nel vuoto
sorge la presenza
di un’essenza ritrovata
nel desiderio della risonanza
tocca al coraggio della paura
graffiare la tavola bianca
del tempo magro e pigro
con una parola vigile e paziente
ragno in bilico
sul filo d’una vena
sospesa tra la carne e il cielo.
.

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Inedito su “La bottega di poesia” de La Repubblica

Su “La Repubblica” del 31/08/2019 nella rubrica “La Bottega di poesia” curata da Gilda Policastro, la curatrice ha selezionato la poesia inedita “Heisenberg” fra i testi inviatele dai lettori.

Il motivo conduttore dei testi è la luce; Gilda Policastro conduce un’attenta disamina critica relativa a questa metafora dalle origini della poesia (Dante) fino ai contemporanei, spunto critico che merita di essere letto.

Per una maggiore leggibilità riporto il testo della poesia

Heisenberg

L’imbroglio è sempre la luce, quel suo

scalfire i corpi, sbozzarli dal nero

ordinarne regole, spazi.

Travolgerli nel loro buio esatto

con la sua lama buona,

obbligare i volti a intridersi.

Illuderli che siano conoscibili

a misura di un noi inesplorato,

fingere emendabile la frattura

l’indeterminazione sanata.

Scrive Gilda Policastro:

“Prende le mosse dall’inventore del principio di indeterminazione una poesia che recupera la luce come motivo gnoseologico, senza rinunciare all’aspetto aridamente ottico e senza timore di contaminare la scrittura poetica con la scienza dura, operazione di sicuro rischiosa ma con effetti in questo caso molto ben calibrati e persuasivi. La poesia non è allora né il calcolo, né il risultato ma, piuttosto, il margine di errore.”

La poesia Heisenberg fa parte della silloge inedita “Notizie da Patmos” di prossima pubblicazione per i tipi de “La Vita Felice” nella collana “Le voci italiane”.

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La gemella

Propongo un inedito di Claudia Zironi, estratto dal suo blog.

Claudia Zironi

      

Io ho una gemella siamese, ci hanno detto
che siamo indivisibili e dovremo
passare tutta la vita insieme.
Io ho il fegato e un rene, bocca e stomaco
sono in comune, il cervello è equamente
ripartito: lei è quella che guarda le nuvole e ci vede
bambini alati e cavalli colorati, è quella
che scrive le poesie. Sta invecchiando
più velocemente di me, lei è quella che
possiede il cuore. So che un giorno
se ne andrà per prima e a me resterà
qualche momento ancora per capire
come si muore.

          


Claudia Zironi
(2019)

inedito


In apertura: foto di Diane Arbus

    

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Su “La macchina sognante”

Una selezione di poesie tratte dalle pubblicazioni più recenti e un inedito

http://www.lamacchinasognante.com/benedetto-il-secolo-e-altre-poesie-di-fabrizio-bregoli/

Grazie alla macchinista Pina Piccolo

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