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MERAVIGLIA E VANITA’. “Approdi/Landings” di Sergio Gallo- Note di lettura critica di Paolo Gera

Dalla penna di Paolo Gera, con la sua consueta sensibilità critica, condividiamo questa interessante nota di lettura sull’ultimo libro di Sergio Gallo.

CARTESENSIBILI

zdzisława beksiński

Sempre nella poesia si è stabilita un’appartenenza di campo che ha diviso, se vogliamo usare l’accetta stilistica, i cultori del lirismo e quelli dell’oggettività, quelli che partono dall’analisi del proprio io e quelli che vogliono dare un resoconto attendibile del mondo oggettivo che ci circonda, lo sguardo piscologico in contrapposizione allo sguardo naturalistico. Esiodo, Lucrezio, sino alla geopoetica di Kenneth White.Nella poesia italiana c’è stato però il caso clamoroso di un poeta che ha saputo unire lo scavo interiore alla descrizione stupita e smarrita dell’Universo e questo è ovviamente è Giacomo Leopardi. Leopardi scrisse una “Storia dell’astronomia”, ma riuscì poi a ravvivare l’arida materia scientifica 

in una straordinario repertorio di immagini celesti, basta pensare al “Canto di un pastore errante dell’Asia”, dove uomini, animali, fenomeni cosmici sono tutti accomunati da una sorte di sfiancante ripetizione e finale catastrofe. 

Sergio Gallo, con il suo “Approdi/Landings” sembra a una lettura…

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T9- le parole perdute- POESIA, PADRE LONTANO, “Notizie da Patmos” di Fabrizio Bregoli: riflessioni di Paolo Gera

Paolo Gera, oltre ad essere un eccellente poeta e uno straordinario spirito critico, segue da sempre la mia produzione poetica e ne è sicuramente un attento conoscitore, capace di capirne gli sviluppi, le esigenze contenutistiche e stilistiche, le ragioni più profonde.

Gli sono davvero grato, per questa sua attenzione preziosa unita a grande sensibilità e competenza. Condivido con voi questa nota di lettura sul mio ultimo libro “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019), sperando che la lettura vi sia gradita.

CARTESENSIBILI

mario monicelli- padri e figli

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Il tema è quello dell’incomunicabilità fra un padre e un figlio, del loro amore impossibile, della loro distanza incolmabile. Vari potrebbero essere i riferimenti, per approssimazione, a esperienze poetiche analoghe, dal padre prematuramente scomparso, percepito come assenza traumatica, di Pascoli, a quello di Sbarbaro in “Pianissimo”, dichiarazione di attaccamento incontaminato, alla figura paterna che diventa città di odori e ombre di Giorgio Caproni, al “Padre mio” di Alda Merini, che diventa ansia metafisica e confine celeste, e così via. Eppure se dovessi riscoprire un’esperienza di formazione con cui “Notizie da Patmos” possa confrontarsi, io penserei immediatamente alla “Brief an den Vater”(1919) di Franz Kafka “Und wenn ich hier versuche, Dir schriftlich zu antworten, so wird es doch nur sehr unvollständig sein, weil auch im Schreiben die Furcht und ihre Folgen mich Dir gegenüber behindern und weil die Größe des Stoffs über mein Gedächtnis und…

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L’IO CHE SCRIVE- Nota alla presentazione della poetica di Fabrizio Bregoli a cura di Antonella Jacoli

Ringrazio sinceramente il blog Carte Sensibili e la poeta Antonella Jacoli per quest’analisi argomentata, precisa, criticamente circostanziata dei miei ultimi lavori poetici, considerazioni peraltro già espresse a voce nel corso del recente incontro a Modena presso “La Fonte di Ippocrene”. Un grande privilegio per me contare su questa attenzione, sulla lettura così attenta dei miei versi.

CARTESENSIBILI

levico artesella- il senso della neve

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Quella che segue è una nota alla presentazione della poetica di Fabrizio Bregoli alla rassegna L’io che scrive, a cura del circolo poetico La Fonte d’Ippocrene, Modena 15 ottobre 2019

Fabrizio Bregoli, autore di formazione scientifica e con solide radici umanistiche, ha scritto recentemente tre raccolte di poesie che possono darci il senso del suo fare poetico così come finora si è andato formando: “Il senso della neve”, “Zero al quoto” e “Onora il padre”. Penso che tra queste opere “Zero al quoto” sia la silloge più densa di consapevolezza, convincente nella sottigliezza mirata a muovere la parola nei suoi significati d’oltre luogo, per dirla alla Zanzotto. Parola ampia e poesia aperta, fortemente ibridata e metalinguistica, spesso anche ironica, caratterizzano l’indagare di Bregoli che, come un altro poeta ingegnere, il Leonardo Sinisgalli del “Furor mathematicus

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