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Carlo Tosetti, La crepa madre

Oggi proponiamo da Poetarum Silva una selezione di testi dall’ultimo libro “La crepa madre” di Carlo Tosetti, con una nota di lettura di Anna Maria Curci.
Buona lettura!

Poetarum Silva

Carlo Tosetti, La Crepa Madre
Nota di Anna Maria Curci

La ferita, la piaga, lo squarcio sono varco, frontiera e passaggio a una dimensione nella quale non solo la visione, ma i sensi tutti sono “desti alla parola”. È una constatazione, questa, che, se trova la sua conferma in tante voci della poesia, assume, tuttavia, una sua vivida peculiarità nei versi di La crepa madre di Carlo Tosetti. Nell’Ammonimento finale lo ribadisce il poeta stesso: «A chi pensi che la Crepa/ sia metafora, allegoria,/  l’ammonisco che s’inganna:/ peculiare è che sia viva».
Un episodio vissuto nella fanciullezza di un’estate trascorsa nella casa dei nonni, a Erba, una caduta, una lacerazione al ginocchio, la sutura e la cura con un farmaco in dosi eccessive che provoca drammatici effetti collaterali, la convalescenza scossa dal riaprirsi rovinoso di una antichissima frattura in una casa vicina: tutto questo, non tanto trasfigurato nel ricordo…

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Carlo Tosetti – Matricària

Matricaria di Carlo Tosetti

Inverso - Giornale di poesia

I.

Lo dici avvolto d’oblio,
ma quel dirigibile
– tremulo e grigio,
deduco impercetto –
vacuo sostava
intorno a Natale,
d’istanti pochi,
appeso al niente,
davanti al balcone, silente.

II.

Non mi comprasti
mai l’azzurre gemme
e nemmeno l’ippocampo,
eppure m’inzuccavo
ai carretti del porto:
lì vendono il turchese
e l’odore dei cesti
– dei cavallucci secchi –
è sintesi d’arido mare.

III.

Alle cave roventi
(fossili d’ammoniti
scalpellavi e di felci)
a volte la montagna
cedeva i pezzi ameni;
l’uovo di pietra, ancora,
è schivo, come offeso,
è tumido all’ombra
del faggio, riposa.

IV.

Con olio e limone
a splendere cosparsa,
crogiolando al lago
e quando il pesce pure
diffida l’acqua ch’è rafferma,
fra gli schiocchi rari
– il canneto, sempre,
fitto è la frescura –
la tinca colsi nei pantani.

V.

Ricordi quando
interrammo i crochi?
L’intimo conforto
– mai lo confessammo –
nel veder che sbocci
l’incipiente…

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