Archivi del mese: novembre 2019

Notizie da Patmos – La Vita Felice, 2019

Pochi giorni all’uscita.

Non bisogna lasciarsi “ingannare” da una poesia che si presenta con l’apparenza di un discorso lineare e legata da una precisione del dire che si riscontra in tutte le esperienze che si sono succedute nel lavoro di Fabrizio Bregoli. Ma, diciamolo meglio, non è l’ungarettiano “uomo di pena” che cammina in questi versi, bensì il poeta di Notizie da Patmos è il compagno di strada di un certo Montale, anche lui in attesa di un annuncio, un miracolo, o rivelazione, tutti attraversati da una voce che si è spogliata del superfluo poetico, tracciato in molta lirica di questi anni. Questa è la personale Apocalisse (catastrofe o rivelazione?), con le sue notizie poetiche ed esistenziali, la sua appartenenza, e insieme la sua inappartenenza, che forse neppure una speranza “matematica” riesce a portare a risarcimento del suo laboratorio linguistico, quello che si è impegnato a risemantizzare una parte del lessico scientifico contemporaneo, proponendolo come personale metafora.

dalla prefazione di Piero Marelli

Tutte le informazioni per prenotazioni e ordini su “La Vita Felice”

http://poesia.lavitafelice.it/scheda-libro/fabrizio-bregoli/notizie-da-patmos-9788877990408-618168.html


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Sergio Gallo, Il labirinto di Cnosso

Proponiamo un inedito del poeta Sergio Gallo tratto dal blog “Poesia Ultracontemporanea”. Buona lettura!

Poesia Ultracontemporanea

Dove vanno a morire
le onde della memoria?
Quali impronte lasciano
su craniche scogliere?

Potremo un giorno osservare questi segni
così come studiamo gli spettri di luce
di galassie e stelle, e attraverso i solchi
d’un vinile, ascoltare musiche di ricordi,
purissime sabbie, finissimi frammenti
di gusci di ciò che altri hanno vissuto?
Prima che l’erosione per sempre li dissolva,
fragile vegetazione di dune sabbiose?

E camminare tra le rovine di Troia
gli scavi di Ercolano, i resti di Micene
le strade di Pompei, le mura di Cnosso
non più come in un torvo bosco
su un ostico pendio, avvolti
da fredde nebbie, da nuvole basse
– la neve frolla fino alle ginocchia –
disorientati, senza via d’uscita.

(Inedito)

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Angela Greco su “Zero al quoto”

Per chi si fosse perso la recensione di Angela Greco su “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018) uscita quest’estate sul blog “Il sasso nello stagno” segnalo che la recensione è disponibile anche sul sito literary.it.

Ecco entrambi i link per gli interessati.

http://www.literary.it/dati/literary/g/greco_angela/zero_al_quot-.html

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2019/08/05/zero-al-quoto-di-fabrizio-bregoli-letto-da-angela-greco/

Ringraziamo ancora Angela Greco per l’attenzione dimostrata e i siti che hanno ospitato la nota di lettura.

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Raffaele Piazza su “Il senso della neve”

Troverete sul blog Poetrydream di Antonio Spagnuolo e sul sito literary.it la nota di lettura di Raffaele Piazza su “Il senso della neve” (puntoacapo, 2016).

Ringraziamo il recensore per l’attenzione e la puntualità dell’analisi e i siti per avere ospitato la nota di lettura.

http://www.literary.it/dati/literary/p/piazza/il_senso_della_neve.html

http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/2019/11/segnalazione-volumi-fabrizio-bregoli.html

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“La lingua visitata dalla neve” di Stefano Guglielmin

Oggi su Laboratori Poesia la nota di lettura all’ultimo saggio di Stefano Guglielmin dal titolo “La lingua visitata dalla neve” (Aracne, 2019) sullo “scrivere poesia oggi”.

http://www.laboratoripoesia.it/la-lingua-visitata-dalla-neve-stefano-guglielmin/

Il nuovo libro di Stefano Guglielmin, come dichiarato dallo stesso autore nell’introduzione al lavoro, è frutto della frequentazione e dello studio approfondito della poesia (vissuto sia nell’accezione critica sia nella scrittura in prima persona) condotto da più di quaranta anni sul campo, con il confronto diretto e continuativo con autori e critici (lo testimoniano anche i molti riferimenti a corrispondenze private che vengono citate nel testo),  e arricchito dall’esperienza del blog “Blanc de ta nuque”, punto privilegiato di ricognizione della poesia contemporanea sul web e, negli anni ancora più recenti, sui social network.  […]

Colpisce in particolare l’idea, che emerge fin dall’introduzione, della poesia come di uno spazio comune e condiviso, “organo di un corpo collettivo e impersonale”, che Guglielmin intende esplorare senza pregiudizi di sorta, con la consapevolezza che ogni autore, anche il più importante, è una voce singola che vi contribuisce senza però compiutamente poterlo rappresentare, se non come singolarità che trova la sua ragione nella complessità dell’insieme: insomma poesia come, mutuando un termine informatico, “sistema open source”, patrimonio comune di codici e contenuti a cui ciascuno può contribuire con le sue “compilazioni-riscritture” o “librerie” di contenuti e di stili, soggette anch’esse a continua revisione in un processo evolutivo mai lineare. […]

Riassume bene l’idea di Guglielmin in merito alla poesia questo passaggio cruciale a pag.365: “Compito preliminare del poeta, la cui natura di ricercatore è intrinseca alla sua stessa essenza nomadica e pionieristica, è definire la propria area d’intervento, alla quale egli si dedicherà per un certo tempo o per sempre, scegliendo strumenti e metodi d’indagine e d’azione che riterrà più opportuni, consapevole che l’oggetto, intrigante e intricato, è comunque sempre il linguaggio nei suoi elementi”, il cui combinato disposto con la dichiarazione, più volte sottolineata, sulla missione del poeta a contrasto della società omologante a tutti i livelli, ivi compreso quello del linguaggio, che va ricostruito, dà bene il segno dell’impostazione critica che permea il libro. […]

Continua…

Il testo completo della recensione su Laboratori Poesia

http://www.laboratoripoesia.it/la-lingua-visitata-dalla-neve-stefano-guglielmin/

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L’io che scrive – 12/11/2019

Martedì 12 Novembre, il terzo appuntamento dell’Io Che Scrive prevede la presentazione di “Gallo Rosso” di Antonella Jacoli con introduzione di Fabrizio Bregoli.

Gallo rosso. Poesie di Berlino 1945-1955 di Peter e Margot Beck

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