Archivi del mese: settembre 2019

T9 LE PAROLE INCOMPLETE – Paolo Gera: Commento e lettura dei testi da “La distanza delle orme @” di Marco Bellini

Uno splendido intervento di Paolo Gera sulla poesia di Marco Bellini.
Sul blog di poesia Carte Sensibili

CARTESENSIBILI

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Contro l’urgenza della novità, dell’appena uscito, della prima fila a ogni costo, ho recuperato un libro pubblicato addirittura quattro anni fa…Il titolo, significativo, è “La distanza delle orme @” e l’autore si chiama Marco Bellini. È una raccolta di poesia che argomenta su distanze remote e su uno scarto minimo tra passo e passo, che diventa però incommensurabile se proiettato sulla linea del tempo. È bello poterne parlare in questi giorni di ricerche istantanee, di notizie smentite appena nate e di sveltine al governo. Questo, si sa, è il tempo della pesantezza invasiva dei profili, di chi fa la voce grossa per farsi seguire da milioni di smarriti: si segue il volto beffardo di chi ci incanta e non ci si accorge che quello ammiccando non va avanti, ma rincula. Se si vuole procedere seguendo qualcuno che conosce la strada è gioco forza non vederne…

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“Zero al quoto” su “Il giardino dei poeti”

Il sito “Il giardino dei poeti” ospita oggi una generosa selezione di testi da “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018), con alcuni stralci dalla prefazione al libro a cura di Vincenzo Guarracino.
Ringraziamo la redazione per l’ospitalità e in maniera particolare Cristina Bove per la disponibilità, l’attenzione e la cortesia dimostrate.
Buona lettura!

il giardino dei poeti

Immagine Copertina

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Un pugno di segatura contro il nulla

(Dalla Prefazione a “Zero al quoto” – puntoacapo, 2018)

Untitolo,per i profani, quanto mai oscuro,Zero al quoto, espressione con cuiin gergomatematico s’intendeun’operazioneche ha come resto zeroe che trasferita dall’ambito suo proprio alludead una ricerca di senso che approdaallo zero, ossia al niente. Posta esponenzialmente a titolo dell’intera raccoltadi Fabrizio Bregolida un testo isolato ed eponimo della sua parte conclusiva, l’espressione si elegge a interpretante di tutto l’insieme(non a caso lo ritroviamo nell’ultimo testo, “ennesima potenza a base zero”)per definirel’approdo ad una consapevolezza, alla presa d’attoamara e insieme ironicadi una verità. In che consista tale verità a dirlo è proprio loZero: niente in assoluto,mancanzadiconsistenza evalore, privazione di essenzae legami, nella congiunzione significativatra l’arabosifr, “vuoto”, eilatininec-ente, “neppure una cosa”,ne-hilum, “neppure un filo”.

C’è molta poesia dall’‘800in poi, molta letteratura, ad autorizzare e suffragare la presenzadi questofantasma, il…

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Mario

Una poesia di qualche anno fa

Da “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015)

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(Làszló Tóth)

Da “Zero al quoto” (puntoacapo, 2018)

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Roberto Maggiani – Poesie da “Angoli interni”

Oggi proponiamo la lettura di alcune poesie di Roberto Maggiani, un autore che trovo affine per la sua passione per la scienza, che impiega come materia viva per il suo immaginario poetico.

Inverso - Giornale di poesia

Capitan America

L’equilibrio universale si fonda sul valore
di una manciata di costanti:
tengono insieme lo spazio-tempo
e le sue particelle –
la loro minima variazione
cambierebbe il destino del Cosmo.

A noi mondani non importa
delle ricerche sulle minuzie cosmiche –
ma non è forse in una minuzia
che si decide l’essere uomo o donna?
Si tratta di una gambetta
in più o in meno nel cromosoma.
Come quella volta che per una quisquilia –
a causa del coperchio di un secchio
di vernice in mano –
diventai – d’un colpo – Capitan America.

*

Cosmòni

Lassù tra le stelle c’è un’altra Terra
ha una simile geologia e forse-forse
un’intelligenza che ci attende.

1

Vorrei già essere al tempo
in cui le civiltà cosmiche s’incontreranno –
quando qualcosa dovremo pur dire
a quella vita altrove
come noi sórta dalla terra –
indotta all’intelligenza
da un casuale incastro molecolare
o…

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Le divergenze celesti, un progetto artistico di Gianfranco Depalos

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16 settembre 2019 · 15:37

Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Stefano Vitale

Oggi consigliamo la lettura di questi inediti dell’amico Stefano Vitale

Il sasso nello stagno di AnGre

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OLTRE LA RETE: Stefano Vitale

LUCE RUBATA (inediti)

Preferire la luce rubata
dell’ombra imprevista
la sorpresa del timo fiorito
la breccia d’azzurro
nel cielo imbronciato
d’indizi, promesse, segni abbozzati
presagi senza pretese
nei lampi delle stagioni
accatastate alla rinfusa
per il gusto d’una rifrazione
stretto movimento elastico
senza una destinazione
è la rinuncia preventiva
che salva dal naufragio
di lingue troppo sicure
di fantocci tanto vuoti
da sembrare così veri.
………………….Rileggendo “Quattro Quartetti” di T.S. Eliot

.

.
Nasce la parola
nel dialogo coi morti
interrogare ostinato
di chi è vicino assente
così nel vuoto
sorge la presenza
di un’essenza ritrovata
nel desiderio della risonanza
tocca al coraggio della paura
graffiare la tavola bianca
del tempo magro e pigro
con una parola vigile e paziente
ragno in bilico
sul filo d’una vena
sospesa tra la carne e il cielo.
.

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