Irina Kratulova

(Donor No. 34576148-2, BioTexCom* Inc. – Kiev)

 

 

Ho mani fragili, un grembo di pane.

Conosco il gergo stolto degli inverni

ne ho inscritto il silenzio sulle labbra,

la solitudine di tutte le porte

dove ho costretto l’esilio dei passi.

Qui si sconfina come a terra franca

la satira di un sole, o la sua surroga.

 

Ignoro chi accolgo, la vita

che mi diedero da crescere.

Mi parla un idioma losco, straniero.

Tento una voce. Le risponde il vuoto.

Tendo la mano. Ne raccolgo cenere.

 

Sono lo strappo, ripudio d’un dono.

Questo soltanto so offrirti, mentre ora

a me giungi oscuro e limpido. Fiore

ottuso, aporia del nulla.

 

 

(*BioTexCom è il più rinomato istituto ucraino di maternità surrogata

3 commenti

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3 risposte a “Irina Kratulova

  1. cristiana fischer

    precisa l’identificazione della propria espropriazione nel corpo e nel proprio paese

  2. donne utilizzate come bestiame da riproduzione, sottolineo la grazia e l’umanità con cui hai descritto questo orrore